Tamini Legnano, dopo lo sciopero per il premio di produzione prosegue la trattativa con i sindacati
Dopo il tavolo in Assolombarda e il presidio ai cancelli il sindacato conferma la prosecuzione del confronto. I lavoratori: «Questi trasformatori non esisterebbero senza l'impegno quotidiano delle maestranze»
«Vogliamo che la nostra azienda sia davvero un esempio virtuoso a 360 gradi». Con questa motivazione i lavoratori della Tamini a Legnano hanno scioperato per chiedere l’aumento del premio di produzione in base ai risultati positivi ottenuti, grazie al loro lavoro. Il presidio si è svolto nella giornata del 21 luglio davanti ai cancelli della storica azienda leader nella produzione di trasformatori, mentre in Assolombarda, le parti si sono confrontate sul rinnovo della contrattazione di secondo livello e sul premio di produzione per il triennio 2026-2028. Al termine di questo tavolo è emerso che la trattativa tra Tamini e organizzazioni sindacali proseguirà con un nuovo incontro fissato giovedì 30 luglio.
A dare quest’ultimo aggiornamento relativo all’esito dell’incontro è stato il sindacalista Antonio Del Duca della Fiom Cgil. In serata ci ha spiegato che la proprietà si è dichiarata disponibile a proseguire il confronto in serenità, riducendoF quindi le «distanze» createsi in questi giorni. Nel corso del tavolo, ha spiegato Del Duca, è emersa una differenza di impostazione sul metodo del confronto. «L’azienda voleva gestire la trattativa in due tempi. Noi invece vogliamo discutere a tutto campo, anche perché solo l’azienda sa quali sono le sue possibilità, quali sono i limiti. E solo parlando di tutto si può fare il passo giusto in totale chiarezza e rispetto verso i lavoratori. Possiamo trovare insieme un punto d’incontro applicando margini di miglioramento contrattuale soddisfacenti e di qualità».
Mentre i rappresentanti di Cgil e Uil con le Rsu si sono confrontati con i vertici Tamini nella sede di Assolombarda i lavoratori hanno incrociato le braccia davanti ai cancelli di Legnano. I lavoratori hanno, infatti, realizzato un presidio davanti allo stabilimento per chiedere alla proprietà un aumento del premio di produzione relativo al triennio 2026-2028. Per i sindacati i risultati economici conseguiti dall’azienda negli ultimi tre anni sono stati superiori alle aspettative e le prospettive per il prossimo triennio restano molto positive, con un portafoglio ordini che lascia prevedere un ulteriore incremento dell’attività.
Alla protesta hanno preso parte oltre 250 lavoratori: «L’azienda è sana.- hanno affermato i dipendenti in presidio, anche a nome di tutti i colleghi che non hanno potuto partecipare – Non capiamo quale sia il problema di fronte alla richiesta di un aumento: vogliamo che la nostra azienda sia davvero un esempio virtuoso a 360 gradi. Diamo il massimo per la Tamini, i cui risultati sono al top, perciò chiediamo che venga fatto altrettanto. Non ci pare di chiedere chissà cosa. Il lavoro c’è, è tanto e noi lavoriamo sodo. Questi trasformatori non esisterebbero senza l’impegno quotidiano delle maestranze. Chiediamo quindi che ci venga riconosciuto un premio di produzione adeguato».








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