Nella Basilica San Magno a Legnano una messa in suffragio di mons. Adriano Caprioli
La celebrazione verrà presieduta da mons. Luca Raimondi, domenica 12 luglio, alle 10.30
Domenica 12 luglio, alle 10,30, nella Basilica San Magno di Legnano, mons. Luca Raimondi presiederà la messa nel ricordo di mons. Adriano Caprioli, parroco e preposto della città, scomparso sabato scorso 4 luglio. Di seguito un suo ricordo a cura della prof.ssa Maria Teresa Padoan Rovera, responsabile del centro culturale San Magno.
Monsignor Adriano Caprioli giunse a Legnano, nominato Parroco di San Magno dal Cardinale Martini, dopo un periodo dedicato a tempo pieno agli studi in qualità di Direttore dell’Istituto Superiore di Studi Religiosi e della Fondazione Ambrosiana Paolo VI a Villa Cagnola a Gazzada.
Il suo ministero a San Magno, dal 1993 al 1998, rappresentò la sua importante esperienza pastorale, come Parroco e Prevosto della città e, dal 1995, come decano, prima della nomina vescovile.
Sacerdote di ampia e profonda formazione teologica e di intesa attività culturale, si spese nei pochi anni in cui fu parroco di San Magno per ridare slancio e vigore alla catechesi, spronando i fedeli a costituire gruppi di catechesi nelle famiglie.Negli anni del 47° Sinodo Diocesano si impegnò a diffondere il significato e lo stile della sinodalità creando gruppi di discussione e di confronto di laici per una serena e proficua riflessione attorno a temi emergenti.
Diede vigore alla diffusione di una cultura radicata nei valori difesi dalla Chiesa promuovendo un contatto con la realtà scolastica del Territorio (a lui si deve l’idea di un Premio di poesia e narrativa per gli studenti, poi accolta dalla Famiglia Legnanese), l’organizzazione di convegni per docenti e studenti.
Affrontò il ciclico problema dei restauri della Basilica: avviò lavori che poi proseguirono negli anni successivi al suo mandato.Da ultimo, ma pure importante, curò in maniera particolare il servizio liturgico, così come la catechesi battesimale, coinvolgendo i parrocchiani più giovani che seguì con pazienza.
Prof.ssa Maria Teresa Padoan Rovera










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