A Fagnano Olona in 250 per ascoltare don David Riboldi: “Per molti detenuti non è una seconda possibilità, ma la prima”
Grande partecipazione al parco della Valle di Ezechiele per la presentazione del libro Nessuno nasce innocente firmato da Marco Linari
Una serata da record per uno speciale evento letterario. Ben 250 persone si sono radunate in un parco – a Fagnano Olona – per la presentazione di un libro, per ascoltare riflessioni e storie sul mondo del carcere e per festeggiare il compleanno di don David Maria Riboldi.
È stata una serata sorprendente (oltre che coinvolgente e benefica) quella di lunedì 6 luglio, dedicata alla presentazione del libro-intervista “Nessuno nasce innocente”, nel quale il giornalista e scrittore Marco Linari ha intervistato il cappellano del carcere di Busto Arsizio, nuovo protagonista della collana “Wild & Wilde”.
La scelta della location non è stata casuale, dato che il chiosco presente nel parco è gestito dalla Valle di Ezechiele, la cooperativa per il reinserimento lavorativo dei detenuti fondata proprio da don David.
Davanti a una platea robusta e partecipe, il sacerdote ha ripercorso il suo cammino, la chiamata dietro le sbarre, il tanto lavoro compiuto per costruire un concetto diverso di sicurezza. «In un mondo che odia chi ha sbagliato – ha detto – è giusto offrire alle persone la possibilità di rileggere i loro sbagli e ripartire. Per molti di loro, cresciuti in un contesto complicato, non si tratta di una seconda possibilità, ma della prima».

Marco Linari ha scandito i tempi del racconto, interloquendo con i tanti ospiti presenti. Come Francesca Caruso, assessore regionale alla Cultura, che ha raccontato quanto in Lombardia si stia facendo per utilizzare i libri (ma anche la musica e le altre arti) come strumento di rinascita dietro le sbarre. Emanuele Antonelli, sindaco di Busto Arsizio, ha spiegato perché è stato uno dei primi a dare occasioni agli ex detenuti nel suo Comune, mentre Marco Baroffio, primo cittadino di Fagnano, ha svelato come sia stata accolta questa realtà nel suo paese.
Bella anche la storia di Anna Bonanomi, presidente della Valle di Ezechiele, che ha lasciato il lavoro in banca per dedicarsi al progetto dell’amico sacerdote.
Particolare la testimonianza di Pina Auriemma, la “maga” del delitto Gucci, che in carcere ha trovato la fede e stretto un forte legame con don David, conosciuto ai tempi del seminario quando lei era reclusa a San Vittore.
Le parole più belle le ha dette però proprio don David Maria Riboldi, circondato dall’affetto dei tanti che hanno voluto stargli vicini – anche macinando tanti chilometri – in un giorno speciale: «Sto vivendo questa sfida con enorme trasporto e alla fine, se sarò stato capace di salvare anche una sola persona, ne sarà valsa la pena».










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