Di madre in figlia: nuove generazioni di contradaiole crescono a Sant’Erasmo
Beatrice, Benedetta, Marta, Giulia ed Elisabetta sono cresciute tra le mura del maniero di Sant'Erasmo, seguendo le orme delle loro mamme, che anni fa erano conosciute come le "Spice Girls" di Contrada.
Sono cresciute tra le mura del maniero di Sant’Erasmo, seguendo le orme delle loro mamme, che anni fa erano conosciute come le “Spice Girls” di Contrada. Oggi Beatrice, Benedetta, Marta, Giulia ed Elisabetta rappresentano una nuova generazione di giovani contradaiole che vivono il Palio con lo stesso entusiasmo, la stessa amicizia e lo stesso senso di appartenenza.
Per loro Sant’Erasmo non è soltanto una Contrada, ma una vera famiglia. «È una seconda casa – raccontano –. Qui siamo cresciute insieme. Qui ci sono amici, tanti zii e nonni, anche se non sono parenti. Siamo fortunate perché ci vediamo sempre: a maggio praticamente tutte le sere, mentre durante il resto dell’anno ci ritroviamo il mercoledì e il venerdì, sempre qui in contrada».

Un legame costruito nel tempo, tra eventi, momenti di festa e preparativi che accompagnano la vita di contrada durante tutto l’anno. Un’esperienza che ha rafforzato amicizie nate da bambine e cresciute insieme alla passione per il Palio.
Nonostante la delusione per l’esito dell’ultimo Palio, l’entusiasmo è sempre lo stesso. «Siamo cariche. Noi ci contiamo», dicono con convinzione, dimostrando tutta la fiducia e la determinazione che caratterizzano il popolo biancoazzurro.
E poi c’è la vigilia della corsa, uno dei momenti più intensi dell’anno. «La notte prima del Palio si dorme poco. C’è la strizza, c’è l’emozione. È impossibile non pensarci».

Tra i ricordi più belli c’è anche la sfilata storica. «Quest’anno non sarà il nostro turno. Abbiamo sfilato l’anno scorso. È impegnativo, ma è bellissimo poter rappresentare la Contrada. E quando senti i familiari e i contradaioli che ti chiamano e ti incitano, l’emozione è indescrivibile».
Storie di amicizia, appartenenza e tradizione che raccontano come il Palio continui a passare di generazione in generazione, mantenendo vivo quel legame speciale che trasforma una Contrada in una casa.










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.