La libreria Ambarabà di Legnano festeggia 15 anni: “Seminiamo cultura”
In occasione dell'anniversario abbiamo intervistato Fortuna Nappi, libraia indipendente e anima della libreria per bambini e ragazzi nel cuore di Sant'Ambrogio. Sabato 30 maggio i festeggiamenti
Una presidio culturale nel cuore del borgo di Sant’Ambrogio, a Legnano, che da quindici anni accoglie bambini, ragazzi, genitori e lettori di tutte le età. Ambarabà non è solo una libreria per bambini e ragazzi: è un luogo di incontro e di relazioni costruite nel tempo. A raccontarlo, in attesa della festa in programma sabato 30 maggio, è Fortuna Nappi, libraia indipendente sempre pronta a dare un consiglio di lettura, e anima del progetto, nato da una scelta coraggiosa fatta con passione, esperienza e una precisa visione culturale.
Quindici anni fa nasceva Ambarabà. Come è iniziata questa avventura?
«Arrivavo da un’esperienza molto importante nel mondo delle librerie. Ho lavorato per tanti anni in Feltrinelli e a un certo punto ho deciso di rimettermi in gioco. Avevo più di quarant’anni, un figlio piccolo e il desiderio di costruire qualcosa di mio. Non è stata una scelta improvvisata: ho fatto una ricerca di mercato, ho studiato il territorio e ho capito che qui mancava una libreria specializzata per bambini e ragazzi».
Quindi non è stata solo una scelta “di cuore”.
«La passione è fondamentale, ma non basta. Questa è una cosa che tengo sempre a dire: una libreria non si apre solo perché piace leggere. Servono competenza, esperienza, formazione. Bisogna conoscere i libri, gli editori, il pubblico. Io faccio questo lavoro dal 1995 e tutta l’esperienza accumulata negli anni è stata decisiva».
Perché proprio Legnano?
«Per motivi familiari ci siamo trasferiti qui da Milano e ho iniziato a osservare il territorio. Ho visto che c’era spazio per una realtà come Ambarabà. All’epoca non esistevano librerie specializzate per bambini nell’Altomilanese. Mi sono detta: proviamoci. È stata una scommessa, certo, ma sentivo che poteva funzionare».

All’inizio è stato difficile?
«Molto. Non conoscevo nessuno e il settore editoriale è complesso, ma in quegli anni era particolarmente florido, soprattutto nel settore della letteratura per ragazzi. Col tempo si è creata una rete bellissima di lettori. Oggi arrivano persone non solo da Legnano, ma da tutto l’Altomilanese e anche dalla provincia di Varese. Questo per me è il segnale più importante».
La vostra non è una semplice libreria “per bambini”.
«Assolutamente no. I libri non hanno età. Gli albi illustrati, per esempio, possono parlare ai piccoli ma anche agli adulti. Nel tempo abbiamo ampliato molto la proposta, soprattutto per adolescenti e young adult. Mi piacerebbe che passasse questo messaggio: leggere non deve essere un obbligo, ma una scoperta personale».
In libreria organizzate anche tanti incontri, laboratori e avete anche un gruppo di lettura…
«Sì, perché la libreria deve essere un luogo vivo. Quest’anno abbiamo avviato un gruppo di lettura per ragazzi delle medie ed è stata una bellissima sorpresa vedere tanti adolescenti partecipare con entusiasmo. Da settembre vorrei proporre anche un gruppo dedicato agli adulti sugli albi illustrati».
Come è la collaborazione con le altre realtà del territorio?
«Io credo molto nel lavorare insieme. Con le altre librerie e con la biblioteca sono nate collaborazioni belle e importanti, come “La Piazza dei Libri”, che da alcuni anni porta eventi e autori in centro città. Grazie anche alla rete nazionale di ALIR (associazione librerie indipendenti per ragazzi), di cui faccio parte e di cui sono presidente, riesco spesso a organizzare incontri con scrittori e illustratori italiani e internazionali. Li portiamo anche nelle scuole, che potrebbero sfruttare ancora di più queste opportunità, perché per i ragazzi sono esperienze preziose. Tutto questo non può prescindere dalla formazione: educare alla lettura significa accompagnare bambini e ragazzi a scoprire libri diversi e sviluppare curiosità».
Quanto conta il rapporto umano in questo lavoro?
«Tantissimo. In questi quindici anni ho visto crescere bambini che oggi sono ragazzi. Alcuni tornano ancora qui, magari per scegliere libri diversi ma con la stessa curiosità di quando erano piccoli. Questo è il senso più bello del nostro lavoro: seminare interesse per la lettura».
Tre libri che non dovrebbero mai mancare nello scaffale di una libreria?
Il piccolo bruco Maisazio di Eric Carle; Bambini e Giardini di Beatrice Masini; La bambina col Falcone di Bianca Pitzorno e poi Oggi la parola è meraviglia di Chiara Carminati.










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