Il Rotary Club Busto Gallarate Legnano Ticino festeggia i 50 anni
Il Rotary Club Busto Gallarate Legnano Ticino ha festeggiato il suo mezzo secolo di vita allo Spazio Diodona di Malnate
Cinquant’anni di storia «fatti di amicizia, professionalità e presenza concreta sul territorio». Il Rotary Club Busto Gallarate Legnano Ticino ha festeggiato il suo mezzo secolo di vita allo Spazio Diodona di Malnate, riunendo soci, autorità rotariane e tanti ospiti per ricordare un cammino iniziato nel 1976, una bellissima avventura che oggi è raccolta nel libro celebrativo curato Flavio Giranzani e Giulio Terzaghi, protagonisti del lungo percorso del gruppo.
«Nonostante l’età, siamo un club giovane e in continua evoluzione – ha raccontato il presidente Carlo Casavecchia durante la serata -. Il passaggio di consegne generazionale, con i membri di lunga data che ispirano i nuovi, è da sempre la nostra vera forza». Proprio con lo spirito di fare tesoro del passato per guardare avanti, è stata istituita una borsa di studio al Politecnico di Milano intitolata a Pietro Cozzi, una figura storica che nessuno ha dimenticato.
Accanto alla memoria, è la «capacità di unire le forze a caratterizzare da sempre il club», come dimostrano sia l’impegno sul fronte dei grandi progetti umanitari nel mondo – come l’iniziativa dei “moschettieri” Giuseppe Pozzi, Piero Bagolini e Alberto Giangrande, nata nel 2012 insieme ai club del Gruppo Olona – sia il legame internazionale con il Rotary Club Fréjus, partner d’oltralpe fin dal 1978 grazie a Eugenio Colombo.

Proprio Colombo, tra i fondatori del Ticino, durante la serata ha tracciato la rotta per i prossimi anni: «Crescere restando fedeli ai propri ideali, valorizzando il ruolo delle donne e rafforzando i legami con i ragazzi del Rotaract». Anche Alberto Ganna, nel club da più di trent’anni, ha tenuto a sottolineare l’importanza della presenza femminile omaggiando le Inner Wheel Ticino, il gruppo fondato dalle mogli dei soci negli anni ’80 e diventato nel tempo protagonista di un legame speciale che Ganna ha racchiuso in queste parole: «Questo è il Ticino che consegniamo a chi scriverà le prossime pagine di questo meraviglioso racconto: un cammino iniziato grazie all’ispirazione di uomini illuminati e cresciuto nel tempo anche grazie al contributo fondamentale di tante donne altrettanto laboriose».
Per il club i cinquant’anni non sono solo un traguardo, ma il rilancio di un’idea di Rotary basata sull’amicizia e sulla responsabilità dell’azione. «Ci siamo ritrovati per celebrare ciò che da sempre ci tiene uniti – ha concluso il presidente Casavecchia –, ovvero la voglia di costruire, insieme, qualcosa di utile per gli altri». Un’idea racchiusa nell’opera di Piero Bagolini: una stampa d’artista raffigurante un cantiere in costruzione, donata agli ospiti non solo come ricordo della giornata, ma come testimonianza dell’essenza e dei valori del Ticino.






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