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Omicidio Baldo, capacità «grandemente scemata» per la “nuora”. La perizia esclude il vizio totale di mente

Posizione molto critica da parte della difesa rispetto alla perizia, non senza qualche momento di scontro con la presidenza della Corte d'Assise

Generico 09 Jun 2025

La capacità di intendere e di volere di Elena Pagani era «grandemente scemata», ma non completamente mancante, quando il 9 giugno dello scorso anno la donna ha ucciso Romolo Baldo, padre 86enne del suo compagno, con cui conviveva nella villetta di via Pio XI a Saronno dove è stata arrestata in flagranza di reato, con successiva confessione.

Pagani, difesa dall’avvocato Angelo Murdolo, è stata sottoposta a perizia psichiatrica per accertare la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti, dopo che già la perizia disposta dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio le aveva riconosciuto la minorata capacità di intendere e di volere. I risultati sono stati discussi davanti alla Corte d’Assise presieduta da Rossella Ferrazzi (a latere Daniela Frattini) mercoledì 13 maggio, in un’udienza in cui sul banco dei testi hanno sfilato i diversi consulenti psichiatrici che a vario titolo hanno valutato le condizioni psichiche della donna nei giorni a cavallo dell’omicidio, oltre al medico legale che ha ha effettuato l’autopsia sul corpo di Romolo Baldo e ai sanitari intervenuti il 9 giugno in via Pio XI.

In aula la psichiatra e psicoterapeuta che si è occupata della perizia ha sottolineato come, alla luce della «storia di vita» e degli «elementi psicopatologici» caratterizzanti i vari episodi che hanno segnato l’esistenza di Elena Pagani, la condizione dell’imputata non sia «suggestiva di un disturbo psicotico in senso stretto», quanto piuttosto da ricondurre ad «episodi di scivolamento psicotico» nel quadro di un «grave disturbo di personalità».

In soldoni, per la professionista ci sarebbero fasi in cui Elena Pagani «ha un funzionamento normale e in cui non si apprezzano sintomi»: quanto basta per la psichiatra per escludere un disturbo psicotico, che prevede invece una «cronicità che non consente di avere spazi liberi dalla malattia in assenza di terapia farmacologica». Il perito ha inoltre parlato per l’imputata di una «personalità fragile», che davanti a numerosi stimoli di diversa natura può incorrere «in situazioni dove non riesce a sostenere il carico».

Sulla stessa linea il perito che si era occupato della perizia disposta dalla Procura. Per lo psichiatra forense, infatti, contro il vizio totale di mente deporrebbero l’«efficienza cognitiva» e la «stabilità» nei giorni precedenti il delitto e il comportamento al momento del delitto della donna, che ha riferito di aver preso il coltello da cucina con cui ha ucciso Romolo Baldo «per difendersi» o comunque «come deterrente» prima di salire in camera, indicativo di una «capacità di anticipazione» e di una «logica difensiva» che, sebbene «tragicamente errata», dimostra la «nette persistenza nella mente della persona» del rapporto di causa-effetto.

Poi la «lucidità post-delittuosa», quando impedisce alla madre di entrare perché «era successo qualcosa di grave», segno che «in quel momento il giudizio di disvalore era perfettamente presente», e fornisce ai soccorritori e al personale sanitario una «versione scagionante», dicendo che il “suocero” la minacciava. La «percezione di essere minacciata o abusata» avrebbe potuto essere «una sorta di fantasia» che ha innescato la difesa? Lo psichiatra forense ha escluso questa possibilità: se la donna avesse immaginato tutto in uno stato psicotico, «avrebbe detto cose diverse e avrebbe tenuto quella versione», mentre nel caso di specie è stato rilevato «uno spostarsi tra la realtà e la fantasia a seconda della necessità».

Ricostruzioni che la difesa di Elena Pagani ha provato a smontare – non senza qualche momento di contrasto con la presidenza della Corte d’Assise -, parlando di «conclusioni diametralmente opposte» da quelle raggiunte dagli altri clinici psichiatrici che hanno esaminato la donna in passato in passato» e anche di «esercizio funambolico», evidenziando come i «prodromi» fosse presenti già da tre giorni – tre giorni durante i quali l’imputata «stava malissimo» – e soffermandosi anche sul calcio che Baldo avrebbe dato al cane, facendolo «volare a quattro metri di distanza.

Il legale che assiste Pagani, l’avvocato Angelo Murdolo, ha messo in discussione soprattutto la proposta di ricovero in una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza per la donna, motivata, secondo la psichiatra incaricata dalla Corte d’Assise di effettuare la perizia, dalla «discontinuità nell’assunzione delle terapie» e dalla mancanza di consapevolezza critica della donna rispetto alla propria «condizione di paziente psichiatrico».

Foto di archivio

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Leda Mocchetti
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Pubblicato il 13 Maggio 2026
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