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Assistenza a Legnano, disabili in lista d’attesa per mancanza di fondi. La denuncia di una madre

Attualmente sono una quindicina le persone disabili in lista d'attesa tra centri diurni e strutture residenziali per l'integrazione della retta. Pavan: "Risorse aumentate, ma il problema è nazionale"

Generico 11 May 2026

«Come è possibile che un servizio essenziale, urgente e legato alla dignità della persona venga negato per mancanza di risorse?». È la domanda che la madre di una persona con disabilità al 100% residente a Legnano, rivolge al Comune dopo le difficoltà incontrate nel garantire assistenza al figlio durante un momento familiare particolarmente delicato.

La donna ha scritto a Palazzo Malinverni dopo aver letto l’articolo di Legnanonews sul bilancio della giunta Radice, nel quale si parlava anche di “spesa sociale esplosa”. Nella lettera, inviata anche alla redazione di Legnanonews, racconta di essere stata ricoverata lo scorso gennaio e di aver ricevuto una diagnosi di tumore in stato avanzato. In quel periodo, spiega, la gestione quotidiana del figlio è ricaduta sulla figlia, intervenuta in emergenza occupandosi del fratello.

Già a fine gennaio, riferisce la madre, la figlia si era rivolta ai Servizi sociali per valutare un inserimento in struttura residenziale (il ragazzo è già inserito in un centro diurno). «Durante l’appuntamento – si legge nella lettera – è stato comunicato a mia figlia che, per un eventuale inserimento in struttura residenziale, il Comune non aveva stanziato fondi sufficienti». Stessa risposta per l’attivazione urgente del SAD, sia giornaliero sia settimanale per l’igiene personale. Anche in questo caso, scrive, la risposta è stata che «la richiesta è stata inserita in lista d’attesa “per insufficienza di fondi”».

«Parliamo di bisogni primari, non di servizi accessori», sottolinea la donna nella lettera, chiedendo come sia possibile che, a fronte di una spesa sociale in aumento, servizi fondamentali per persone fragili e famiglie colpite da gravi patologie restino senza copertura.

“Risorse aumentate, ma il problema è nazionale”

A rispondere è l’assessore ai Servizi sociali Anna Pavan, che abbiamo contattato per capire meglio quali sono i servizi garantiti dal Comune. Senza entrare nel dettaglio del singolo caso, ha ricostruito il quadro generale degli interventi messi in campo dal Comune. «Le linee principali sono due – spiega Pavan –: da una parte l’erogazione diretta dei servizi, dall’altra l’integrazione delle rette per centri diurni e strutture residenziali».

Uno dei capitoli più rilevanti della spesa dei servizi sociali è l’assistenza educativa scolastica, esplosa negli ultimi anni. «Tutti i ragazzi con diagnosi di disabilità grave vengono inseriti, per una o più ore, nei percorsi di educativa scolastica – afferma l’assessore –. Su questo fronte il Comune ha un impegno molto alto, intorno ai 2 milioni e mezzo di euro sul bilancio corrente».

Accanto a questo c’è l’integrazione delle rette per centri diurni e residenziali. «Su questa partita siamo passati da 900mila a circa un milione e mezzo di euro – precisa Pavan –. Ogni anno aumentiamo le risorse  ma le persone già inserite restano in carico per molti anni e il turnover è molto basso. Si arriva così a un tappo».

Da qui la lista d’attesa per l’integrazione della retta, che oggi riguarda circa 15 persone circa tra centri diurni e strutture residenziali. «Sono situazioni diverse – chiarisce l’assessore –: c’è chi deve entrare per la prima volta, chi chiede un aumento dei giorni di frequenza, chi avrebbe bisogno di una soluzione residenziale. Monitoriamo costantemente i casi e, quando ci sono urgenze assolute, cerchiamo soluzioni straordinarie».

Per il SAD, il Servizio di assistenza domiciliare, il Comune stanzia circa 300mila euro all’anno, a cui si aggiungono risorse del Piano di zona. «Oggi assistiamo circa 200 persone – spiega Pavan –. Anche qui c’è una lista d’attesa, ma parliamo di qualche unità e con un ricambio maggiore. Il SAD è fondamentale perché consente alle persone di restare a casa ed è anche un presidio: chi entra nell’abitazione può segnalare eventuali peggioramenti o criticità».

Secondo Pavan, il problema non riguarda solo Legnano ma l’intero sistema nazionale. «La questione è stata posta anche da Anci – sottolinea –. Per le persone con disabilità si applica l’ISEE ristretto: invalidità e accompagnamento non incidono e, nella maggior parte dei casi, tutti hanno diritto all’integrazione. È una norma che ha un suo razionale, ma produce un effetto di saturazione».

L’assessore ricorda infine le altre misure attive, come i contributi B1 e B2, i servizi di trasporto e i progetti del Piano di zona legati al “dopo di noi” e ai progetti di vita. «L’obiettivo – conclude Pavan – è continuare ad aumentare le risorse, ma anche costruire servizi più personalizzati. Non basta integrare rette: bisogna lavorare sull’autonomia possibile, sui progetti di vita e su risposte calibrate sui bisogni delle singole persone».

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 11 Maggio 2026
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