Le voci dopo i playout, Spilli: “L’abitudine a lottare ci ha aiutati”. Affetti: “Nessun dramma, ripartiremo per tornare in alto”
Anche il direttore generale Max Di Caro commenta la salvezza della Varesina: "La responsabilità di tutto quello che è successo quest'anno è mia al cento per cento". Il presidente della Castellanzese: "La storia è piena di cadute e di ritorni in categorie ambite, quindi siamo tranquilli"
CASTELLANZESE – VARESINA 1-2 | LA SALA STAMPA
ALBERTO AFFETTI (Presidente Castellanzese): «La partita è stata emozionante, anche perché la posta in palio era alta; c’erano tutti i presupposti perché fosse così. Gli episodi sono episodi, se ne può dire tutto e il contrario di tutto, quindi non mi ci rifaccio, anche perché disputare un playout è la conseguenza di una stagione che non è andata per il verso giusto per diversi motivi. È stata una sfida vera, dura, con una cornice di pubblico che non mi aspettavo e che testimonia l’affetto crescente dei tifosi della Castellanzese. Drammi? Ma quali drammi, la vita è fatta di queste situazioni e finché ci siamo si può sempre venirne fuori. La Castellanzese c’è, è viva, non scappa nessuno e non si ritira nessuno: lotteremo per essere ancora nella categoria che questa società ha meritato e conquistato in questi anni. Le opportunità per lavorare e riprendere il percorso iniziato nel 2019 in Serie D ci sono tutte. In questi anni siamo cresciuti tantissimo a livello di interesse, strutture e organizzazione; ci sono cose da sistemare e lo faremo, è un lavoro in itinere per migliorare ogni giorno. I drammi si fanno per altro, non per un evento sportivo o una retrocessione. La storia è piena di cadute e di ritorni in categorie ambite, quindi siamo tranquilli. Verso mister Del Prato c’è tanta stima e fiducia da parte della società e del pubblico; è stato bello vedere la gente chiamarlo per ringraziarlo, segno che il suo lavoro è stato riconosciuto».
MAX DI CARO (Direttore Generale Varesina): «Mi associo innanzitutto ai complimenti alla Castellanzese come società. Esiste un rapporto di stima e rispetto da tanti anni, quindi mi spiace veramente tanto essere venuti qui a giocarci questa partita: in provincia di Varese penso che la Castellanzese, insieme a noi, sia una realtà di riferimento seria. A livello sportivo, invece, sono contentissimo perché è stata una fatica incredibile in un’annata faticosissima. Avevo già detto in un’intervista di essermi scusato col mister per averlo messo in difficoltà io in primis con delle scelte sbagliate a inizio anno; lo devo solo ringraziare perché è voluto rimanere qui a tutti i costi, anche quando a dicembre poteva fare scelte diverse. Mi è stato vicino e, insieme a Raffaele Ferrara che ha fatto un grande lavoro a gennaio, sono stati encomiabili riuscendo a risollevare una situazione difficilissima. Non voglio entrare nei particolari, ma sono deluso da alcune situazioni: ho dato fiducia a persone dalle quali mi sono sentito tradito e questo mi fa ancora male. La responsabilità di tutto quello che è successo quest’anno è mia al cento per cento perché sono io che decido, ma questa salvezza è tutto merito del mister, dei ragazzi e del direttore. Hanno avuto una resilienza incredibile, persino superiore alla mia; in certi momenti ero a terra per il peso delle responsabilità, ma loro mi hanno dato la forza quotidiana per credere in questa impresa. Adesso ci prendiamo un paio di settimane di vacanza che passeremo sicuramente insieme, dato che ci lega un affetto speciale che va oltre il campo. Festeggeremo con più di una cena, con gioia e leggerezza. Per il futuro è ancora presto: per come siamo stati negli ultimi mesi era complicato anche solo pensare a cosa sarebbe successo. Il mister conosce la stima che abbiamo nei suoi confronti; vedremo nei prossimi giorni anche in base a ciò che vorrà fare lui. C’è tutta l’estate davanti, ci prendiamo il nostro tempo senza fretta perché oggi bisogna solo rallentare e godersi il momento.».
MARCO SPILLI (Allenatore Varesina): «Permettetemi prima di tutto di rendere onore ai nostri avversari: si sono battuti in maniera importante e ci hanno messo in difficoltà nonostante la superiorità numerica, quindi onore a loro e a una società seria. Il loro Presidente è stato il primo a farci i complimenti e io li ricambio sinceramente. È stata una partita tirata, ma noi sono due o tre mesi che sappiamo che ci saremmo giocati tutto all’ultimo minuto dell’ultima gara; forse questa consapevolezza è stata la nostra forza oggi. L’espulsione ha agevolato il discorso, anche se poi sono riemerse vecchie emozioni negative: ci siamo abbassati, abbiamo perso un contrasto al limite dell’area e subito un gol che poteva tagliarci le gambe. Invece, la squadra ha reagito ancora una volta in modo importante riuscendo a raddoppiare. Devo ringraziare in primis la società perché, come diceva qualcuno, c’è stato un momento in cui non mi voleva più nemmeno mia madre, eppure loro hanno creduto in me. Abbiamo voluto fare le pulizie di Pasqua per sistemare una situazione che non mi piaceva affatto all’interno dello staff. Ci siamo resi conto di aver sopravvalutato qualche giocatore che in passato era stato un gregario, pensando potesse prendere in mano la maglia della Varesina; purtroppo abbiamo sbagliato valutazione e siamo dovuti tornare indietro, anche a malincuore. Da lì siamo diventati un’altra squadra: i numeri parlano chiaro, nelle ultime cinque trasferte abbiamo ottenuto quattro vittorie e un pareggio. Sinceramente avrei quasi preferito giocare il playout fuori casa, perché tra le mura amiche era diventato un disastro a livello mentale. Ci siamo presentati meglio dei nostri avversari perché loro sono caduti in questa situazione all’ultimo secondo, mentre noi sapevamo già di esserci dentro e questo aspetto ha fatto la differenza».
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