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Dai parcheggi alle città del futuro: a Bollate vince la visione “spugna” che trasforma lo spazio urbano

Due progetti su Bollate mostrano come parcheggi e spazi urbani possano diventare strumenti contro il cambiamento climatico

Generico 30 Mar 2026

Un parcheggio che diventa oasi urbana, forme organiche che ridisegnano la città: è da qui che passa il futuro immaginato dai giovani progettisti premiati nell’ambito del contest fotografico “La città spugna del futuro”, tappa conclusiva del progetto Città metropolitana Spugna. Un concorso dove i partecipanti sono stati invitati a partire da immagini reali, degli interventi realizzati nell’ambito del progetto Spugna, a reinterpretarli in chiave creativa per immaginare l’evoluzione futura degli spazi urbani. Nella categoria over 18 vincono a pari merito due proposte che guardano a Bollate come laboratorio di trasformazione urbana.

«Il progetto Spugna rappresenta un cambio di paradigma nella gestione del territorio: non solo riqualifica aree strategiche dei nostri Comuni, ma lo fa attraverso soluzioni naturali all’avanguardia, capaci di prevenire allagamenti e contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico – ha dichiarato il consigliere delegato all’Ambiente Paolo Festa –. I risultati raggiunti dimostrano la forza del gioco di squadra tra la Città metropolitana di Milano, CAP e amministrazioni comunali. Spugna è ormai riconosciuto a livello nazionale come esempio virtuoso di buona pratica, e questo ci spinge a proseguire con ancora più determinazione verso un territorio sempre più resiliente e sostenibile».

Non solo fotografia quindi, ma anche visione: ai partecipanti è stato chiesto di trasformare luoghi esistenti – parcheggi, piazze, strade – in scenari capaci di raccontare una città più resiliente, sostenibile e adattata ai cambiamenti climatici. «Per Gruppo CAP, il progetto Città metropolitana Spugna ha espresso con chiarezza che cosa significa essere una green utility pubblica oggi: custodire l’acqua con responsabilità, governarla con competenza e trasformarla in una leva di qualità urbana e ambientale – le parole di Yuri Santagostino, presidente esecutivo di Gruppo CAP. In questo progetto c’è una visione concreta del nostro ruolo: accompagnare i territori in una transizione che rende i Comuni più preparati, gli spazi pubblici più vivibili e l’acqua una risorsa capace di generare valore per la collettività».

“Oasi Bollate” di Viktoria Narciso

La proposta, com’è precisato nel documento, illustra un futuro «convincente e altamente realistico per ripensare in chiave multifunzionale un parcheggio urbano – si legge nella relazione -. La rappresentazione, ricca e professionale, presenta una molteplicità di soluzioni di adattamento e mitigazione, mettendo in luce il potenziale che uno spazio spesso poco considerato come il parcheggio può esprimere. L’immaginario non si limita all’area di intervento, ma si estende alla città, includendo un ripensamento adattivo delle architetture circostanti».

“Riqualifica spazio Bollate” di Martina Di Franco

Quest’altra proposta offre un immaginario «fresco, di forte valenza estetica, in cui forme organiche restituiscono una visione positiva e futuristica della città spugna e sostenibile – si legge nel documento -. La rappresentazione integra efficacemente misure di adattamento verdi e grigie, proponendo una continuità di coabitazione tra attività umane e sistemi ecologici».

Il progetto al rush finale

Proprio oggi, martedì 31 marzo, la Città metropolitana di Milano ha ospitato a Palazzo Isimbardi l’evento finale del progetto “Città metropolitana Spugna”, realizzato con Gruppo CAP e finanziato dal PNRR. Un’occasione per fare il punto su un Piano Urbano Integrato ormai in dirittura d’arrivo, con l’obiettivo di analizzare gli impatti concreti degli interventi di rigenerazione urbana basati sulle NBS (Nature-based solutions), strumenti sempre più centrali nella lotta agli effetti del cambiamento climatico. La giornata ha visto la partecipazione di istituzioni, tecnici ed esperti, con interventi tra gli altri di Francesco Corvaro, inviato speciale del Governo per il cambiamento climatico, ed Eugenio Morello del Politecnico di Milano, che hanno approfondito il ruolo delle NBS nella rigenerazione urbana. Spazio anche al confronto sui fondi PNRR con rappresentanti del MEF e del Ministero dell’Interno, e a uno sguardo europeo con Antonella Morgillo, membro della Missione UE sull’adattamento climatico. Nella seconda parte sono state presentate le tecnologie adottate e le esperienze concrete dei Comuni coinvolti, mentre Cinzia Davoli ha delineato le prospettive future del progetto, puntando su un ampliamento di Spugna e su una crescita sempre più sostenibile del territorio metropolitano.

Cos’è “città spugna”

Il progetto si fonda su interventi di drenaggio urbano sostenibile: l’obiettivo è permettere al terreno di assorbire l’acqua piovana, soprattutto durante eventi intensi, evitando il sovraccarico delle reti fognarie e riducendo il rischio di allagamenti. Alla base c’è l’utilizzo delle Nature-based solutions, processi naturali che sfruttano piante ed elementi vegetali per assorbire acqua e inquinamento. In concreto, questo si traduce spesso nella sostituzione dell’asfalto con superfici permeabili, capaci anche di mitigare le isole di calore. Un approccio promosso dalla Commissione Europea che include interventi come aiuole drenanti, parcheggi permeabili, tetti e pareti verdi, boschi urbani e sistemi alternativi di gestione delle acque piovane. Il finanziamento del PNRR, pari a circa 51 milioni di euro, ha permesso di intervenire su 489mila metri quadrati attraverso 88 cantieri distribuiti in 32 Comuni.

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
Noi di LegnanoNews abbiamo a cuore l'informazione del nostro territorio e cerchiamo di essere sempre in prima linea per informarvi con attenzione.
Pubblicato il 31 Marzo 2026
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