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Sport legnanese nella morsa di farse e figuracce (altrui)

   Sport legnanese nella morsa di fallimenti e figuracce (altrui). Il basket, da una parte, e il calcio, dall'altra, oggi, domenica 10 marzo, hanno vissuto una giornata sportiva assurda.

Il Legnano Basket ha vinto a tavolino la sua gara contro la Mens Sana Basket, società che ha fatto la storia della pallacanestro italiana e attualmente in profonda e irreversibile crisi. Tutti i giocatori sono scappati, creditori di diversi stipendi. Si sono fidati a lungo delle promesse avanzate dalla proprietà, poi alla fine hanno capito che i loro soldi non li avrebbero mai presi. Una proprietà venuta meno a tanti altri lodi federali. Una proprietà, insomma, senza alcuna affidabilità.

Un po' quello che stasuccedendo a Varese, lato calcio. Senza stadio, dove non ci sono acqua, luce e gas, la squadra è emigrata a Viggiù, su un campo che non fa onore alla storia calcistica varesina e con lo porte... basse.

Troppo basse, così da costrngere il Legnano a chiederne la verifica. In effetti, mancava qualche centimetro. Così, ecco i giocatori del Varese scaldarsi non con i soliti esercizi atletici, ma con pala e zappa, per scavare e creare quel piccolo fosso necessario per sistemare l'altezza della porta. Una storia sconvolgente, sul piano sportivo. 

In questo contesto generale, lo sport legnanese può andare a testa alta. A Legnano, i problemi ci sono. Forse, più che in altre città. Ma, rispetto agli esempi evidenzati oggi, giù il cappello a dirigenti come i nostri. Calcio e basket, in città, faticano a sopavvivere, lottano quaitidiamente per offrire uno spettacolo dignitoso, si impegnano per mantenere gli oneri assunti con i propri tesserati, con i sostentori, con tutto l'ambiente che gravita attorno. Lo fanno con serietà e responsabilità, sepsso non riconosciute.

Giovanni Munafò per i lilla, Marco Tajana per i knights, tutti i loro collaboratori, soprattutto in questa domenica, meritano il plauso dell'intera città. Perchè il nome Legnano non è mai caduto così in basso come qualche altra città più importante, per ragioni sportive.

E già che ci siamo, oggi, Legnano chiude una domenica carica di motivi d'orgoglio grazie al Palio. Le corse a pelo al Centro Etrea hanno dimostrato che, quando c'è condivisione nei progetti, i risultati arrivano. Amministrazione comunale, Famiglia Legnanese e Collegio hanno aperto la stagione paliesca con una riunione elogiata da tutti e che ha fatto dire al gran maestro Alberto Oldrini: «Oggi non ha vinto un cavallo o un fantino . Oggi ha vinto il Palio di Legnano, hanno vinto le contrade e tutte quelle persone che hanno deciso di seguire un progetto, un sogno di un un folle come me. Ma per volare bisogna osare. Il mio grazie a tutti per la meravigliosa giornata che ci siamo regalati».

(Marco Tajè)