Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità, se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Rescaldina, Lega ancora all'attacco della nuova pista ciclabile

In copertina, un'immagine di repertorio di una pista ciclabile


Lega rescaldinese ancora all'attacco della nuova pista ciclabile realizzata in paese grazie ai fondi stanziati dal Pirellone tramite un bando regionale finalizzato ad individuare le proposte per la mobilità ciclistica da cofinanziare con le risorse del Programma Operativo Regionale 2014/2020 del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. 

Se qualche giorno fa nel mirino del Carroccio era finita la nuova corsia dedicata alle due ruote, ora il segretario Ambrogio Casati punta il dito contro le problematiche in tema di viabilità riscontrate dal suo gruppo. E per farlo anche questa volta ha optato per un "racconto" in chiave ironica.

Di seguito il testo integrale inviato in redazione dal segretario della Lega di Rescaldina.


Provengo da Ravello, dopo essermi fermato a prendere il giornale all'edicola di via Giacomo Matteotti, e mi dirigo verso il comune di Rescaldina. Arrivo al semaforo in fianco alla scuola media Ottolini e vorrei andare a posteggiare l'auto in piazza Mercato, ma la via Silvio Pellico ora non è accessibile, essendo in costruzione una pista ciclabile, ed è diventata a senso unico – almeno per metà.

Mi rimane quindi il dilemma se svoltare a destra, verso piazza Chiesa, o a sinistra, in direzione campo sportivo. Opto per la destra, prendo quindi via Barbara Melzi, attraverso le "onde" davanti al palazzo comunale, indi svolto a sinistra sulla via Cav. di Vittorio Veneto, proseguo per qualche metro e giro a sinistra in via Legnano. Poco dopo giro a destra su via Ignazio Bossi. In fondo allo stop, giro a sinistra sulla via Antonio Gramsci e poco più avanti svolto a sinistra in via via Silvio Pellico, per
poi posteggiare in piazza Mercato. Totale 610 metri e 6 curve, contro i 120 metri e zero curve, precedenti. Senza contare il traffico, i rumori e l'inquinamento relativo, proprio al centro del paese. Ma tant'è!

Incuriosito però, voglio tentare anche il percorso alternativo. Pertanto dopo aver sbrigato la commissione, mi riposizione con l'auto sulla via Giacomo Matteotti e al semaforo predetto stavolta giro a sinistra, sempre sulla via Barbara Melzi. Poco più avanti giro in via Carlo Alberto (per chi viene di qua, Alberto Carlo, per chi viene di là). In fondo giro a destra sulla via Giuseppe Garibaldi, indi a sinistra sulla via Luciano Manara, per poi svoltare a destra sulla via Nino Bixio, ed eccomi in piazza Vittorio Emanuele II, pardon volevo dire in piazza Mercato, ma ero preso da tutti questi personaggi risorgimentali. Totale 520 metri e 5 curve, sempre contro i 120metri e zero curve, ante pista ciclabile. Anche in questo caso pochi benefici per la nostra circolazione e diversi i disagi.

Tutto questo per far spazio ad una pista ciclabile - sacrosanta, per carità - ma che porta inconvenienti
per tanti e benefici - forse- per pochi. Senza contare poi le difficoltà per la macchina spazzatrice, per i posteggi, per le nevicate ecc. 
Tra l'altro, a pista ciclabile terminata, si perderanno circa 30 posteggi sulla piazza de qua e al giovedì, giorno di mercato, sempre per la pista succitata "salteranno" 7/8 bancarelle.
Ricordiamo che questa pista ciclabile costa 560.000 euro per la quota di Rescaldina di cui 400mila euro a carico dei lombardo-rescaldinesi (fondi della regione Lombardia) e 160mila euro a carico dei rescaldinesi-lombardi (fondi del comune di Rescaldina).  
Le opere pubbliche anche le più lodevoli, come la pista ciclabile, devono avere come fine il beneficio di molti e il sacrificio di pochi, non il contrario. Ma forse più che ai fruitori della pista ciclabile quest'opera serve per "concretizzare" il passaggio degli attuali amministratori, lasciando il loro segno. Ex Bassettino docet.

Mi sembra di vedere uno sketch di Ugo Tognazzi, di parecchi anni fa, in cui si abbatteva un albero
per produrre uno stuzzicadenti. Vedremo come attenuare questi disagi, in futuro. 

Ambrogio Casati  - Segretario Lega Nord Rescaldina