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Comitato Legnano non dimentica: "In questa Nazione la guerra civile non è mai finita"

Gentile Direttore,

La ringrazio prima di tutto per lo spazio che ha ritenuto di concedere alla manifestazione della benemerita associazione “Legnano non dimentica” per ricordare i morti del 13 agosto. Gradirei sottoporLe in proposito alcune brevi osservazioni, riprendendo in parte ciò che ho detto ieri al pubblico presente.

A mio parere l’auspicata  cancellazione della distinzione fra morti di serie A e morti di serie B, come ieri li ho definiti, non è soltanto un atto di giustizia storica e doverosa pietà, ma un qualcosa che si rifletterebbe sulla condizione attuale del nostro Paese. In sintesi: finché non ci sarà pace fra i morti, non ci sarà pace neppure tra i vivi.

Lo vediamo, caro Direttore, seguendo le cronache politiche che vertono sulla crisi di Governo. Esse ci parlano di un dibattito ampiamente sopra le righe, ricco di insulti, intriso di sospetti,  con reciproche accuse di puntare, sia pure con  modalità diverse, a fini antidemocratici.

Questa è una Nazione dove la guerra civile non è mai finita, perché è funzionale a interessi correnti.

E dove non c’è l’odio ci sono emarginazione ed oblio. Un esempio fra i tanti possibili: nel luglio del ’18, a nome di “Legnano non dimentica” e dell’ “Associazione Europea Scuola e Professionalità Insegnante” riconosciuta da Miur,  indirizzai  alla Dirigenza del Comprensivo Carducci la richiesta di intitolare a Carlo Borsani uno dei plessi della scuola, e alla Dirigenza del CPIA l’intera istituzione. Speravo che i tempi fossero maturi per questo gesto. Sto ancora aspettando un cortese cenno di risposta, il quale a questo punto comprendo che non verrà mai.

Finché si relativizzano i crimini dei vincitori con la teoria del fine che giustifica i mezzi, finché pur riconoscendo la buona fede dei ragazzi della Repubblica Sociale si dirà che però “erano dalla parte sbagliata”, finché infine si continuerà a utilizzare lo spurio termine “nazifascismo” per demonizzare un periodo storico fatto di bene e di male come tutti gli altri, il passato, con il suo carico di rancori, non passerà mai.

Ecco perché la cerimonia di ieri va oltre il pietoso ricordo dei poveri morti di quell’agosto insieme troppo lontano e troppo vicino.

Cordialmente

Alfonso Indelicato