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Corteo di sciiti pakistani: quante voci di intolleranza!

Gentile Direttore, casualmente ieri pomeriggio ho assistito al corteo pacifico pakistano indetto a ricordo del martirio di un loro Imam.

E’ stato inevitabile pormi alcune domande in merito a tale manifestazione e precisamente:

1- Se fosse stata una nostra processione religiosa al loro paese, avremmo ottenuto il benestare per lo svolgimento?

2- Nel loro paese perché i nostri simboli sono occultati o addirittura vietati?

3- Si pongono il problema che anche in casa loro esistono altre professioni religiose  che dovrebbero avere il diritto di essere manifestate pubblicamente?

Fra poco sarà Natale ......spero vivamente che i rappresentanti delle nostre pubbliche istituzioni (e in modo particolare nel settore scolastico ) non vietino la simbologia delle nostre amate celebrazioni con il solito pretesto di “non offendere la loro suscettibilità”. 

Mi perdoni lo sfogo ma a questo punto mi chiedo:”Dove sta l’intolleranza?”

Lettera firmata 


(marco tajè) - Appunto. Dove sta l'intolleranza? Forse inizia proprio da giudizi e da commenti in Facebook allineati a questa lettera. 
Non sappiamo rispondere ai quesiti di questo nostro utente. Ma, in ogni caso, come possiamo pretendere la tolleranza dagli altri, se i primi a negarla siamo proprio noi? 

“Il dialogo sincero tra uomini e donne di religioni differenti porti frutti di pace e giustizia", ha scritto Papa Francesco. Una voce nel deserto?