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Tari, nessun errore nel calcolo per Busto Garolfo

Semaforo verde per il calcolo della TARI pagata dai cittadini di Busto Garolfo. Dopo il polverone mediatico che ha fatto tremare tanti italiani, e soprattutto le loro tasche, arriva la rassicurazione dal Consorzio dei Comuni dei Navigli: «Il Consorzio dei Comuni dei Navigli - è il messaggio in evidenza sul sito istituzionale dell'ente che gestisce il servizio di igiene urbana nel comune guidato da Susanna Biondi - comunica di non rientrare nelle casistiche evidenziate in questi giorni dai mass media in quanto da sempre applica la quota variabile (€/nucleo) sul totale della metratura dell’immobile (locali principali e accessori).

«Pertanto - è la conclusione del Consorzio - nessun utente ha pagato indebitamente la quota variabile delle pertinenze e il Consorzio non sarà chiamato ad effettuare alcun rimborso della Tari. Si precisa che tale chiarimento non è applicabile ai Comuni in cui viene applicata la Tarip (Tariffa puntuale corrispettiva), in quanto per questa tipologia di tariffazione del servizio la quota variabile viene calcolata per ciascun utente in base alla quantità di resto secco effettivamente conferita al servizio di raccolta (€/kg)».

All'origine della bufera che imperversa in queste ore, un errore nel computo della quota variabile del tributo che ha fatto lievitare a dismisura il prelievo per milioni di famiglie, svelato dallo stesso sottosegretario all'economia Pier Paolo Baretta nel corso di un question time a Montecitorio. 

L'importo della tassa, infatti, è determinato da due quote, una fissa ed una variabile: se la prima dipende dalle dimensioni della casa, la seconda, finalizzata ad adeguare il prelievo ai rifiuti prodotti, cresce in base al numero dei membri della famiglia. Ed è proprio qui che si annida l'errore: la quota variabile andrebbe calcolata una sola volta sull'insieme di casa e pertinenze, mentre i Comuni accusati di averla maggiorata l'avrebbero applicata tante volte quante sono le pertinenze dell'abitazione, come se l'immondizia aumentasse di volume di pari passi al numero di pertinenze.

(Leda Mocchetti)