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Quaglia tra i banchi dell'opposizione, Legnano Futura lascia la maggioranza

Nessuna comunicazione, ma un gesto più eloquente di molte parole: Stefano Quaglia, capogruppo consiliare della lista civica Legnano Futura, nella seduta del Parlamentino di Palazzo Malinverni di lunedì 19 novembre non ha preso posto come di consueto tra i banchi della maggioranza che sostiene la giunta guidata da Gianbattista Fratus.

Senza dire una parola, infatti, Quaglia si è seduto tra gli esponenti dell'opposizione, precisamente tra Daniele Berti di Movimento X Legnano e Marco Bianchi di Insieme per Legnano. Presa di posizione che, peraltro, era nell'aria dopo il messaggio al vetriolo affidato ai social network dalla lista civica a margine della seduta di commissione che aveva visto la maggioranza negare a Stefano Quaglia la presidenza in favore di Roberta Chiappa: una dura reprimenda che suonava già come il preludio al divorzio di Legnano Futura dalla maggioranza.

E, come era già successo in occasione della commissione, in maniera politica poco comprensibile, le spiegazioni che non sono arrivate in aula non si sono però fatte attendere a lungo al di fuori della sede istituzionale. Anzi, mentre era in corso la seduta, 25 minuti dopo il suo inizio, ecco in redazione il comunicato della lista civica.

«Legnano Futura ha deciso di non sostenere più la maggioranza che governa a Palazzo Malinverni - spiega il direttivo della lista civica in una nota stampa -. Vogliamo spiegare ai cittadini il perché di questa scelta. Innanzitutto dobbiamo constatare che il programma amministrativo a cui hanno dato fiducia i legnanesi nel 2017 è in buona parte rimasto lettera morta. Fatte salve alcune eccezioni che si verificano per l’impegno diretto di qualche assessore, non si vedono cambiamenti significativi in molti ambiti, fra cui sicurezza, politiche sociali e attenzione alle persone in difficoltà, viabilità, attenzione all’ambiente. Centinaia di famiglie sotto sfratto, giovani senza lavoro e imprese in difficoltà, ad esempio, non sembrano prioritari nelle azioni del comune di Legnano, che continua ad essere gestito più dai burocrati che non dalla politica. La nostra linea sarà comunque quella di sostenere gli atti dell’amministrazione che dovessero rispettare il programma di governo: nessuna opposizione preconcetta. Non possiamo poi non constatare la nostra totale esclusione dal governo della città. Oltre ad essere stati esclusi dalla giunta comunale, per la quale avevamo proposto una donna con titoli di studio e competenze in uno specifico settore, non siamo mai stati interpellati sulle scelte amministrative, che il più delle volte abbiamo appreso dai giornali. Guardiamo avanti, Legnano Futura vuole continuare a costruire progetti per la città. Noi non ci fermiamo e ci auguriamo che assieme a noi ci siano altri che vogliano iniziare a pensare alle prossime elezioni amministrative, per imprimere a Legnano una vera svolta civica».

La scelta di Quaglia, peraltro, anche se non è stata accompagnata da nessuna comunicazione non è passata sotto silenzio nemmeno in aula, anche solo da parte della minoranza. «Che sorpresa avere accanto Quaglia - non ha mancato di sottolineare Daniele Berti -. Sapere che la sua maggioranza non gli ha dato la presidenza di una commissione è stato un chiaro messaggio di lasciarvi. Una cosa brutta da parte della maggioranza».

Duro attacco alla giunta in apertura di seduta anche da parte di Federico Amadei dalle file del Partito Democratico, che ha accusato Fratus e i suoi assessori di disattendere tante richieste dei cittadini. Non è mancata anche una considerazione politica: «La vostra maggioranza - ha evidenziato il capogruppo del PD - con l'uscita di Legnano Futura ha perso tutta la componente civica. La vostra amministarzione è composta ormai solo dalla partitocrazia, termine usato da un certo... Bossi»

Tra i punti all'ordine del giorno, ha tenuto banco nelle discussioni la vicenda Accam. Con 14 voti da parte della maggioranza, 8 contrari (PD - Insieme per Legnano- M5S - Legnano Futura e Movimento X,  e l'astensione di Legnano al Centro, il consiglio comunale ha deciso la prosecuzione delle attività dell’impianto di termovalorizzazione ACCAM SpA fino al 31.12.2027

Secondo il vice sindaco Maurizio Cozzi e la maggioranza non ci sarebbe stata altra scelta, se non aiutare il fallimento della società con la chiusura anticipata al 2021. La data del 2027, poi, potrebbe essere anticipata, se si riuscisse a sistemare i conti e a trovare un investitore pubblico.

Per le minoranze, accettare l'idea di una prosecuzione al 2027 equivaleva a una votazione "di obbedienza" o peggio ancora "al buio", in assenza di progetti convincenti, ma anche di particolari benefici.

La seduta si è chiusa alle 00.45. Restano gli ultimi cinque argomenti che verranno affrontati nella prossima convocazione.

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