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Spaccatura in maggioranza, Legnano Futura verso l'addio

(Leda Mocchetti) - Che tra Legnano Futura e le altre forze della coalizione al timone della Città del Carroccio gli equilibri siano diventati nei mesi sempre più fragili, non è un segreto. Giusto per fare un esempio, senza andare troppo indietro con la memoria, solo all'ultima seduta del Parlamentino di Palazzo Malinverni, era stato proprio il capogruppo della lista civica Stefano Quaglia a mettere alle corde la sua stessa maggioranza puntando il dito contro la questione della TOSAP versata dal Rugby Sound.

E se i segnali dei mesi scorsi avevano già lasciato presagire qualche "mal di pancia" nella coalizione che sostiene Gianbattista Fratus, l'elezione di Roberta Chiappa alla presidenza della commissione "Lavoro, attività economiche e produttive, società partecipate" di Palazzo Malinverni sembra ora avviata a diventare la classica goccia che fa traboccare il vaso.

Durante la seduta consiliare di giovedì 15 novembre, infatti, Legnano Futura ha opposto al nome sostenuto dal resto della coalizione per la presidenza - quello, appunto, di Roberta Chiappa - la candidatura di Stefano Quaglia, ma per il capogruppo della lista civica è arrivata una bocciatura con percentuali bulgare dal resto della maggioranza. E le reazioni che non ci sono state in aula non si sono fatte invece attendere sui social.

«É ora di decidere - si legge in una riflessione al vetriolo affidata alla pagina Facebook della lista a margine della commissione -. Sin dall'inizio del mandato di questa amministrazione comunale abbiamo lavorato per la città. Abbiamo portato idee, proposte, progetti, ma quasi tutti sono rimasti nei cassetti di Palazzo Malinverni, se non finiti negli archiviatori rapidi che generalmente si mettono sotto a ogni scrivania. In giunta non ci hanno voluto. Avevamo proposto una donna istruita e competente in uno specifico settore. Ma fa niente, il nostro lavoro è proseguito comunque. Ora dopo mesi di silenzi, rifiuti, provvedimenti appresi dai giornali e mancanza di comunicazione, arriva il chiaro segnale che non siamo graditi in maggioranza. Oggi si eleggeva il presidente della commissione consilare "Attività economiche e produttive", ma non siamo stati ritenuti degni di avere nemmeno questo ruolo, che non dà alcun vantaggio in termini economici, perchè il presidente di una commissione consiliare è un consigliere come gli altri. Come si può essere forza di maggioranza se in nessun modo, nemmeno marginalmente, si può partecipare al governo della città? Urgono decisioni, che Legnano Futura assumerà a valle di una scrupolosa verifica dell'attuazione del programma amministrativo a cui hanno dato fiducia i legnanesi nel 2017».

L'addio ormai sembrerebbe inevitabile. La domanda è: quando?