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Accam: riLegnano in visita all’ex inceneritore di Reggio Emilia

L'invito è stato esteso anche a sindaco e vicesindac - Nella città emiliana l'impianto è spento e entro un paio d'anni sarà completato un impianto per il trattamento dei rifiuti indifferenziati...

Su Accam interviene anche la lista civica riLegnano che ha invitato il sindaco Alberto Centinaio  e l'assessore al bilancio, Pier Antonio Luminari, ad andare a Reggio Emilia, città che non molti anni fa si è trovata in una situazione analoga a quella dei Comuni che conferiscono i propri rifiuti ad ACCAM: una popolazione di dimensione simile, livelli di raccolta differenziata comparabili, un inceneritore alla fine della propria vita che doveva essere rinnovato (o ricostruito) per continuare ad operare.

«In quel caso – scrive la lista civica sul suo blog – si è deciso di percorrere con coraggio una strada innovativa: oggi l'inceneritore di Reggio Emilia è spento e entro un paio d'anni sarà completato un impianto per il trattamento dei rifiuti indifferenziati, che estrarrà dalla normale spazzatura tutti i materiali riciclabili (plastica, vetro, metalli, carta, umido) lasciando allo smaltimento solo una frazione del rifiuto iniziale». riLegnano è quindi felice che il sindaco e l'assessore Luminari abbiano accettato il loro invito e si siano detti disposti ad accompagnarli a Reggio Emilia per conoscere e confrontarsi direttamente con questa esperienza.

Di seguito l'intervento completo


In questi giorni si fanno più frequenti gli interventi e i comunicati sul futuro di Accam, società che gestisce l'inceneritore di Borsano. Non ci sorprende: i Comuni soci stanno preparandosi a prendere una decisione che avrà un impatto importante sui prossimi 20/30 anni del nostro territorio.

riLegnano sta lavorando da tempo e con grande attenzione a questo tema. Per questo, riteniamo pienamente condivisibile il punto di vista espresso dall'assessore Luminari: esaminare gli scenari possibili e a basare la decisione su di un'analisi completa e meticolosa delle loro conseguenze.

Il problema dei rifiuti è complesso e articolato. Il loro smaltimento ne è solo una fase, ovviamente importante e fondamentale, ma una politica virtuosa nella gestione dei rifiuti parte da molto prima, dalla riduzione degli imballaggi, dalla riscoperta della cultura del riutilizzo e da una raccolta differenziata attenta ed efficiente. Vediamo quindi in modo estremamente positivo l'investimento in un impianto di selezione e l’introduzione di uno strumento quale la tariffa puntuale.

Ma cosa dobbiamo fare dell'inceneritore di Borsano? Spegnerlo? Ridurne la capacità e aggiornarlo con le migliori tecnologie disponibili per ridurre (ma non annullare) le sue emissioni?

Un'amministrazione responsabile non può che affrontare questa decisione tenendo conto di tutti i fattori in gioco e guardando ad esempi virtuosi che altrove sono stati seguiti. Ci siamo quindi guardati intorno ed abbiamo trovato che la provincia di Reggio Emilia non molti anni fa si è trovata in una situazione analoga a quella dei Comuni che conferiscono i propri rifiuti ad ACCAM: una popolazione di dimensione simile, livelli di raccolta differenziata comparabili, un inceneritore alla fine della propria vita che doveva essere rinnovato (o ricostruito) per continuare ad operare.

In quel caso si è deciso di percorrere con coraggio una strada innovativa: oggi l'inceneritore di Reggio Emilia è spento e entro un paio d'anni sarà completato un impianto per il trattamento dei rifiuti indifferenziati, che estrarrà dalla normale spazzatura tutti i materiali riciclabili (plastica, vetro, metalli, carta, umido) lasciando allo smaltimento solo una frazione del rifiuto iniziale.

Siamo quindi felici che il nostro sindaco e l'assessore Luminari abbiano accettato il nostro invito ad accompagnarci a Reggio Emilia per conoscere e confrontarsi direttamente con questa esperienza.

Può essere una esperienza replicabile anche da noi? Legnano e gli altri Comuni soci di ACCAM sapranno seguire la stessa strada? Potranno?

La decisione non sarà facile, bisognerà tenere conto di molti principi: massima efficienza ambientale prima di tutto (e nel “calderone” rientra anche la fornitura di calore all’impianto di teleriscaldamento, il cui progetto – sì datato, ma neanche troppo – si è rivelato non esente da lacune e difetti gravi), sostenibilità economica, responsabilità del territorio e condivisione tra tutti i cittadini dell'impegno a ridurre la quantità di rifiuti che produciamo e mandiamo a smaltimento.

Noi stiamo lavorando perché tutte le opzioni vengano prese seriamente in considerazione.

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 02 Dicembre 2014
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