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Profughi in città: dopo 15 giorni ecco il primo bilancio

I "Padri Somaschi" fanno il punto sullo stato di attuazione del progetto di accoglienza sovracomunale in via Quasimodo...

(m.t.) – Dopo 15 giorni dall'arrivo in città del gruppo di profughi assegnati dalla Prefettura di Milano, i "padri Somaschi" fanno il punto della situzione.

Lo fanno attraverso un documento, non con un confronto diretto con la stampa, firmato da Giambattista Bergamaschi, presidente del Piano di Zona del Legnanese

Di seguito il bilancio nel dettaglio.


Nell’incontro del tavolo di regia che sta gestendo sul territorio la cosiddetta “Emergenza Profughi” e al tavolo politico costituito dagli 11 assessori del Piano di Zona del Legnanese è stata presentato dalla Fondazione Somaschi Onlus un report sullo stato di attuazione del progetto sovra comunale di ospitalità.

Da giovedì 25 settembre risiedono stabilmente a Legnano, nel Centro d’Accoglienza di via Quasimodo, 25 profughi arrivati in Italia nell’ambito del programma denominato Mare Nostrum.

Si tratta di giovani uomini provenienti dall’Africa Occidentale (precisamente da Gambia, Senegal, Ghana e Costa d’Avorio). Sono arrivati affaticati dal viaggio e con addosso solo quello che era stato dato loro nel primo centro d’accoglienza di Bresso.

Da subito, nonostante la fatica, si sono mostrati desiderosi di comunicare e condividere le loro storie; già nei primi scambi e colloqui hanno raccontato dei motivi che li hanno spinti ad affrontare questo lungo viaggio, che è risultato più difficoltoso del previsto, e molto diverso da come lo avevano immaginato. Spinti dalla povertà sono emigrati dall’Africa Occidentale alla Libia.

Qui hanno trovato una situazione di guerra civile drammatica e una discriminazione efferata nei confronti degli stranieri, e in particolar modo delle persone di colore provenienti dall’Africa sub-Sahariana.

Il Centro dove sono accolti è gestito dalla Fondazione Somaschi Onlus, da sempre attenta alle diverse forme di povertà e alle emergenze sociali.

Si compone di due camerate, una cucina, una zona bagni e un soggiorno (vedi foto a lato). Dispone inoltre di un grande giardino esterno e recintato. Il territorio, in molte sue componenti, si è già attivato per reperire quanto necessario per la loro permanenza (vestiti, materiale di consumo etc.).

Sin dai primi giorni, nonostante la stanchezza per il lungo viaggio, i profughi hanno chiesto agli operatori di insegnare loro le prime parole in italiano, segno del desiderio e la volontà di rendersi subito attivi in questa nuova realtà. Quest’ultima settimana è servita per poter effettuare i test sanitari del caso per approfondire la loro situazione fisica, che comunque si presenta molto buona.

Nei prossimi giorni firmeranno un “patto d’ospitalità” al fine di formalizzare un modello di accoglienza basato da una parte sul riconoscimento dei loro diritti in quanto migranti e persone in condizioni di bisogno, dall’altra sulla richiesta di adempiere ai doveri di rispetto della legalità e di convivenza civile sul nostro territorio.

Giambattista Bergamaschi
Presidente tavolo politico Piano di Zona del Legnanese

Via Confalonieri, 5

Castronno

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Gea Somazzi
gea.somazzi@legnanonews.com
Noi di LegnanoNews abbiamo a cuore l'informazione del nostro territorio e cerchiamo di essere sempre in prima linea per informarvi con attenzione.
Pubblicato il 10 Ottobre 2014
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