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90 anni fa, Legnano Città: la visita di Mussolini

Il 5 ottobre 1924, Benito Mussolini venne in visita ufficiale a Legnano. In quella occasione, consegnò al sindaco Fabio Vignati il decreto di elevazione del Comune a città, conferito il 15 agosto del 1924 a firma di Vittorio Emanuele III. Di seguito, un servizio di Renata Pasquetto e Giancarlo Restelli, che ringraziamo per la preziosa collaborazione, ricorda in maniera dettagliata quella storica giornata. Rammentiamo, inoltre, domenica 5, l'inaugurazione alle 11, a Palazzo Malinverni, della mostra fotografica dal titolo "Legnano...che Città".


Legnano era in festa: in tutte le vie uno sventolio intenso di bandiere che pendevano dai balconi e dalle finestre di ogni casa: tricolore dappertutto, sugli addobbi, sui muri tappezzati da grandi manifesti con le scritte di Viva Mussolini e Viva il Grand’Uff. Bernocchi, nelle vetrine particolarmente addobbate, nelle migliaia e migliaia di lampadine colorate già preparate per la grande illuminazione della sera. Sul Corso Vittorio Emanuele II il magnifico guerriero di Legnano spicca in mezzo al trionfo di bandiere ed alle scritte di Viva l’Italia, Viva il Re, Viva Mussolini e viva Legnano.”

Questa descrizione è tratta da La Prealpina del 7 ottobre 1924, di cui una copia è conservata nell’Archivio Comunale di Legnano.  Per la trascrizione dell’intero articolo, cliccare qui

Legnano il 5 ottobre 1924 era in festa per l’inaugurazione della nuova sede della Scuola Professionale Operaia Antonio Bernocchi, ubicata nell’omonima via.

La sede provvisoria della Scuola si trovava in piazzetta d’Assi. Il Grand’Ufficial Antonio Bernocchi, nato a Castellanza ma da sempre impegnato nella vita industriale legnanese nel settore cotoniero ed ex sindaco di Legnano, aveva in mente un grandioso progetto, che iniziò a realizzarsi il 3 giugno 1921. Dal documento ufficiale redatto in tale data in presenza di un notaio si scopre che il Bernocchi regalò un appezzamento di terreno di 9840 metri quadrati più 265.000 lire depositate in Buoni del Tesoro quinquennali a favore della costruzione di un nuovo moderno istituto scolastico intestato al suo nome e destinato all’avviamento al lavoro per gli operai, a condizione “che la Scuola Professionale venisse con decreto governativo costituita in ente morale”. Il Bernocchi si è premurato che “tale grandioso edificio sorga su terreno di proprietà comune affinché l’edificio diventi e rimanga proprietà Comunale e sia adibito alla Scuola Professionale Operaia”. Pertanto il Comune di Legnano acquistò a prezzo irrisorio dall’Ente Morale l‘appezzamento di terreno regalato all’Ente dal Bernocchi. La Scuola venne costruita a spese del Grand’Uff. Antonio Bernocchi e il 2 maggio 1924 venne donata al Comune di Legnano che l’assumerà a suo carico a partire dal 1° ottobre 1924 (dalle Tavole di Fondazione della Scuola).

Il 5 ottobre di quell’anno avvenne l’inaugurazione con la partecipazione di tutte le maestranze delle varie filature e tessiture Bernocchi sparse in Lombardia, di numerose “musiche”, cioè bande musicali, cittadine e di Autorità provenienti dai paesi vicini e perfino da Milano, Brescia e Varese. E la presenza addirittura di S. E. Benito Mussolini.

Legnano era in festa, anzi di più. “Legnano ha avuto domenica la sua giornata di trionfo: trionfo per la sua grande operosità di grande centro industriale che al meraviglioso sviluppo e perfezionamento del lavoro sa unire anche lo sviluppo di tutte le più moderne istituzioni di cultura e di provvidenza”, leggiamo su La Prealpina.

Trionfo per i successi industriali di Legnano, una città che contava 29.117 abitanti con 677 esercizi industriali ed il 57,3% della popolazione occupata nelle industrie, contro una media nazionale del 24,5% e lombarda del 40,1%. Già da tre anni era stata costituita la Federazione Industriali Legnanesi, che proprio nel 1924 ebbe il suo momento di massimo sviluppo. E l’autostrada, la prima al mondo, appena inaugurata il 21 settembre 1924, avrebbe contribuito ad agevolare le industrie. Autostrada alla cui costruzione il Comune era stato sollecitato, dalla Prefettura di Milano, a partecipare economicamente. E poi ne aveva acquistate delle azioni.

Trionfo per le istituzioni di provvidenza. Proprio nel 1924, il 19 giugno, era stato inaugurato dalla Regina Margherita il Sanatorio Regina Elena, in via Colli di Sant’Erasmo, per la cura della tubercolosi, che mieteva ancora numerose vittime. Era dotato di tutte le apparecchiature più moderne di radiologia, diatermia, di un solarium, uno stabularium e sale di chirurgia. La spesa venne sostenuta da vari enti e da pubbliche sottoscrizioni e per un quarto dal Cotonificio Cantoni diretto dall'ing. Carlo Jucker, fondatore dell'istituzione. Per questo Jucker venne insignito di medaglia d’oro dal Comune.

Trionfo anche per la squadra calcistica lilla, fondata nel 1913, che allenata nel 1924 dall'ungherese Schoffer militava in quell'anno nel massimo campionato (prima divisione).

Trionfo, infine, per Antonio Bernocchi, che non solo fondò un impero economico ma condivise le sue ricchezze. Con altri imprenditori fu tra i fondatori della Banca di Legnano, contribuì a costruire l’Ospedale Civile (i padiglioni Bernocchi), istituì nel 1919 la Coppa Ciclistica Bernocchi, donò al Comune l’Istituto Professionale, e in seguito la famiglia donò l’attuale Biblioteca Civica (ex villa Bernocchi). A Legnano non interessava l’arte? E Antonio Bernocchi si rivolse quindi a Milano, e dalla sua proposta nacque nel 1929 il palazzo della Triennale.

Legnano nel 1924 aveva già una pagina dedicata sulla “Cronaca Prealpina” e sul settimanale cattolico “Luce” ed un suo settimanale locale, “La voce di Legnano”, diretto da Carlo Guidi. Un giornale diventato in seguito tristemente famoso in quanto l’intera edizione venne sequestrata dai fascisti e bruciata in piazza San Magno perché il giornale non si era allineato ai commenti voluti dai gerarchi: era il 1° novembre del 1926.

Legnano nel 1924 era così importante da meritare l'elevazione del Comune al rango di Città. Il titolo venne conferito il 15 agosto 1924, con un Regio Decreto, la "Regia Patente firmata da S.M. Vittorio Emanuele III e controfirmata da Benito Mussolini". E Legnano quel 5 ottobre 1924 era in trionfo anche perché Mussolini era venuto a consegnare di persona la Regia Patente di Città.

Quel 5 ottobre 1924 l’itinerario di Mussolini prevedeva Milano, in mattinata, Legnano, nel primo pomeriggio, ed infine Gallarate. Erano “le vibranti giornate di Mussolini a Milano. Cerimonie e feste di aviatori, operai, combattenti e tecnici” come intitola L’Ambrosiano del 6 ottobre.

Mussolini arriva dall’autostrada alle 14.13 con un corteo di 25 automobili. La sua è guidata dal Grand’Uff. Ing. Piero Puricelli, Conte di Lomnago, Senatore del Regno, ideatore e costruttore dell’autostrada Milano-Varese appena inaugurata. Il corteo percorre via delle Rimembranze (attuale via Diaz) e giunge alla scuola. 

Alla presenza del Sindaco di Legnano Fabio Vignati, del Grand’Uff. Antonio Bernocchi con la moglie, dell’Ing. Freguglia costruttore dell’edificio della Scuola, di vari industriali legnanesi e del Direttore dell’Istituto Prof. Giovanni Strobino viene inaugurato l’Istituto Professionale Operaio A. Bernocchi. Discorsi vari si susseguono, vengono scoperte lapidi, donate pergamene e medaglie d’oro, posata ad opera di Mussolini l’ultima pietra della Scuola. Alle maestranze Bernocchi riunite nel cortile Mussolini tiene un discorso “rilevando come per fare opera realmente feconda occorra la cooperazione tra capitale e lavoro, tra direzione e mano d’opera … e riferendosi alla cerimonia inaugurale della Scuola, dovuta ad un industriale che si è avviato sulla strada maestra, rivolge alle maestranze un monito perché amino la Scuola che dovrà creare maestranze ancora migliori, non solo istruite, ma anche tecnicamente preparate” (da La Prealpina).

In seguito Mussolini visita il cotonificio Bernocchi, dove inaugura la lapide in bronzo e marmo a ricordo dei 42 caduti della Grande Guerra dipendenti dell’azienda. Visita quindi la fabbrica metalmeccanica Franco Tosi, dove distribuisce “otto “Stelle del lavoro” concesse agli operai più anziani dello stabilimento”, che hanno da 43 a 47 anni di lavoro, consegnando a ciascuno di loro anche una busta contenete 1000 lire, l’equivalente di due o tre stipendi mensili. Qui Mussolini tiene il secondo discorso, di cui una frase diventerà celebre in quanto inserita nell’elenco delle “massime del Duce” da scriversi sui muri in determinati luoghi e occasioni: “La classe lavoratrice è la potenza, la speranza, la certezza dell’avvenire d’Italia.” Mussolini nel suo discorso sarà profetico: “Un Governo non può essere sempre giudicato dai contemporanei, ma qualche volta occorre attendere, per essere giudicati giustamente, che il tempo passi.“ Da quel 5 ottobre ci sono voluti vent’anni perché “il tempo passasse”.

In mezzo ad una folla enorme Mussolini esce dal cortile dello stabilimento Tosi, attraversa la strada, ed entra nella sede del Fascio di Legnano, ove si trattiene qualche minuto. … La lunga fila di automobili riparte a tutta velocità verso Gallarate e anche verso le ultime cerimonie” (La Prealpina).

Alle 16.30 Mussolini è già a Gallarate, per altre inaugurazioni e per ricevere la cittadinanza onoraria, in ottemperanza a quanto richiesto dalla Federazione Fascista ai vari Comuni, compreso il Comune di Legnano.

A Legnano, Mussolini tornerà il 4 ottobre 1934, quando in piazza Umberto I (ora piazza San Magno) farà un breve discorso di un quarto d’ora scarso da quel famosissimo (e fotografato) palco collocato su una turbina da 1500 cavalli della Franco Tosi.

Legnano gli intitolerà un viale: l’antica via Brumana, rinominata stradone per Legnarello e poi via Melzi, è diventata via Benito Mussolini. Per la legge del contrappasso ora è via Giacomo Matteotti.

Renata Pasquetto e Giancarlo Restelli

Come si presentava Legnano nel 1924?

https://www.youtube.com/watch?v=6C0QUOYBrc0&feature=youtu.be

Un omaggio alla “Gente di Legnano”

https://www.youtube.com/watch?v=TywMaxH_ie0