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Fontolan gemma del passato, Benedetti luce del presente al Legnano calcio prossimo al campionato

La vittoria di Vergiate rilancia un paragone tecnico, ma non solo, tra il biondo attaccante degli anni '80 e l'attuale bomber lilla

Benedetti Fontolan

La vittoria contro la Vergiatese in coppa, ha confermato le qualità tecniche dell’attaccante Andrea Benedetti, così che, sugli spalti, c’è stato chi, come lo storico tifoso del Lilla Club Fedelissimi, Giulio Bonzi, ha rivisto in lui le movenze di Davide Fontolan, non solo per la chioma bionda e il fisico filiforme. Un paragone che lusinga e carica nella settimana che porta alla prima di campionato il nostro giovane bomber.
Ci sono reti che scavalcano il tempo e collegano epoche diverse attraverso la stessa identica emozione. Bastano novanta minuti per risvegliare la memoria storica di una piazza affamata di grande calcio come quella dei lilla.

Benedetti, tornato a vestire la maglia del Legnano in questa estate dopo le tappe a Lazzate e Saronno, ha letteralmente steso gli avversari con una doppietta da cineteca. Un exploit che, inevitabilmente, ha spinto i romantici del tifo lilla a rispolverare i paragoni più illustri. Su tutti, quello con un totem assoluto del vivaio e poi del campo di via Pisacane: Davide Fontolan, che ricordiamo con grande stima e anche nostalgia per quegli anni. Due generazioni, quarant’anni di distanza, ma la medesima capacità di far sognare la tifoseria lilla e di farci sobbalzare ieri da giovane tifoso entusiasta, oggi ancora, ma non più giovane e con in più la responsabilità del taccuino in mano e del rigoroso equilibrio richiesto.

Se li differenzia il piede preferito, sinistro Fontolan, destro Benedetti, che cosa li accomuna invece? Il palcoscenico della fantasia unisce l’epopea dei favolosi anni ’80 di Davide Fontolan e la freschezza nel 2026 di Andrea Benedetti: c’è tutta la natura del loro talento. Non stiamo parlando di classici centravanti boa, che vivono solo di sportellate in area, bensì di giocatori, che potremmo definire “totali”. Entrambi nascono calcisticamente per dare del “tu” al pallone: esterni d’attacco o trequartisti naturali, centravanti di movimento, capaci di abbinare una tecnica nello stretto fuori dal comune a una spiccata propensione per l’uno contro uno. E, soprattutto, entrambi sanno essere letali sotto porta quando conta. L’assist per il primo gol di Guri e lo splendido pallonetto (“cucchiaio”) con cui Benedetti ha firmato il momentaneo 3-1 a Vergiate sono giocate d’autore che ricordano, per sfrontatezza ed eleganza, le magie con cui il giovane Fontolan infiammava lo stadio cittadino prima di spiccare il volo verso la serie A con Genoa e Inter.

Cosa li differenzia? L’estro classico contro il ritmo moderno, le traiettorie e le caratteristiche fisiche dei due tracciano però il solco dei rispettivi periodi storici nel mondo del pallone: Davide Fontolan aveva un’eleganza oserei dire nativa. Rappresenta il calcio degli anni ’80, che, come generazione, ho a cuore con quello del decennio precedente. Una progressione elegante, un moto perpetuo, che tendeva con le sue qualità fisiche a saltare l’uomo per vie dirette grazie a una classe pura, ereditata da una scuola calcistica italiana, che lasciava grandissimo spazio all’inventiva del singolo in campo aperto (cosa che oggi manca e si auspica ritorni anche per la Nazionale).

Andrea Benedetti sta dimostrando l’imprevedibilità tanto ricercata nel calcio moderno. Cresciuto nei vivai di Milan e Inter, Benedetti è un calciatore figlio del suo tempo: baricentro basso, rapidità di esecuzione fulminea negli spazi stretti e una straordinaria duttilità tattica, che gli permette di fare l’esterno a tutta fascia o galleggiare tra le linee come trequartista. Curiosità non da poco: Benedetti porta con sé anche un bagaglio di dinamismo unico, affinato persino sui palcoscenici alternativi e super intensi della Kings League Italia, dove ha trionfato da assoluto protagonista. Una reattività, che oggi mette al servizio del Legnano di mister Michele Ferri, che se lo tiene ben stretto e a cui non rinuncia mai dopo averlo inseguito a lungo come ha dichiarato nel dopo partita. Se Fontolan rimane la gemma del passato custodita gelosamente nel firmamento lilla del nostro ricordo di tifosi e appassionati, Andrea Benedetti si candida a essere la luce del presente: lo speriamo vivamente per il Legnano del presidente Zoppi. Il campionato d’Eccellenza è ormai alle porte e il Sedriano è il prossimo e primo ostacolo: se il Legnano voleva lanciare un segnale chiaro al torneo, le magie del suo numero 9 a Vergiate hanno chiarito che la fantasia è tornata al potere.

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Pubblicato il 09 Settembre 2026
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