Legnano Juniores, il gruppo, unito e sano, è stato il fattore che ha fatto la differenza
Nelle parole dell'allenatore Massimiliano Garzonio e dei suoi ragazzi il commento di una stagione positiva
Se a Napoli celebrarono Diego con la pizza con il pallone di Maradona, anche i lilla hanno la loro pizza Todaj, in onore di Valerio domenica in gol: l’altra sera perciò per una pizzata premio a fine stagione, i ragazzi della Juniores sono stati ospiti al ristorante Il Castello. Una serata breriana, tra calcio e buona cucina, iniziativa speciale del direttore sportivo Carlo Rolla che ha voluto riunire staff tecnico e rosa per un momento conviviale a fine campionato, terminato dalla squadra al quarto posto ad un punto del Saronno. A far visita alla squadra naturalmente il padrone di casa Valerio Todaj, al lavoro nel locale della famiglia dopo il pomeriggio di allenamento e anche Shehaj, ormai in pianta stabile nella prima squadra, ma che non ha dimenticato il suo inizio.
Proprio il gruppo, unito e sano, è stato il fattore che ha fatto la differenza come spiega lo stesso allenatore mister Massimiliano Garzonio: “Sabato alle 10.30 abbiamo organizzato a Novarello contro la Primavera 4 del Novara che ha vinto il campionato, un’amichevole premio per i nostri ragazzi, se lo meritano. In totale per questo campionato ho avuto a disposizione 26 ragazzi in rosa: siamo partiti il 20 agosto in 14 con 3 portieri. Già a livello societario è un organico numerico fondamentale quello su cui abbiamo lavorato, senza mai perdere un ragazzo durante tutto il percorso fino alla conclusione del torneo”.
“La cosa più bella -continua il tecnico lilla- è stato aver fatto capire a questi ragazzi questa maglia, quanto importante sia giocare con i colori lilla indosso. Soprattutto è stato importante i valori che i ragazzi hanno messo dentro questa nostra gloriosa maglia: impegno, voglia, attaccamento, serietà che hanno portato il gruppo a meritarsi anche fuori i complimenti per l’educazione oltre che per il campionato. Hanno onorato alla grande l’immagine dell’Ac Legnano”.
Mister Garzonio spiega poi così il suo credo tattico: “Ho scelto il 4-3-3 perchè lo reputo il miglior sistema non solo per le prime squadre, ma anche per le giovanili: bisogna giocare a calcio, partendo dalle idee. Questo gruppo mi ha seguito con intelligenza, grazie a ciò, ad ogni partita, abbiamo ricevuto dei complimenti per il nostro gioco, questa è la cosa più bella per un allenatore. Abbiamo chiuso la stagione con una nostra idea di calcio, consapevoli di quanto sia importante giocare a calcio a qualsiasi livello: i ragazzi hanno messo in atto sul campo, ciò che chiedevamo, riuscendo a dominare le partite. C’è stata una crescita costante di ogni singolo giocatore dall’inizio alla fine. Desidero ringraziare i miei collaboratori, Massimo Rimoldi, preparatore dei portieri che è da una vita con me e Gianluca Andriolo, mio vice e preparatore atletico. Grazie a loro è stato possibile fare un grande lavoro e creare tutti assieme un gruppo bello e armonioso”.
La parola ai ragazzi lilla tra emozioni e ricordi. Inizia Riccardo Priore, centrocampista del 2006: “Il ricordo più bello è per me la partita Saronno-Legnano: vincevamo 2 a 0 all’85’, poi loro ci hanno segnato 2 gol, ma noi negli ultimi 3 minuti abbiamo fatto il terzo e quarto gol, che ci hanno permesso di vincere. In quella partita ho fatto due assist ed è stato bellissimo fare questa impresa con tutto il gruppo”.
Matteo Marcomin, 2007, esterno/punta è stato il capocannoniere lilla con 21 gol e vicecapocannoniere del torneo: “Ho iniziato l’anno protestando troppo con gli arbitri, poi il Mister e i miei compagni mi hanno aiutato a contenere il carattere e seguendo i loro consigli, ho segnato tanto. Ho imparato a crederci sempre in ciò per cui si lavora”.
La forza del gruppo è sottolineata anche dalle parole di Nicolò Fumagalli, centrocampista del 2007:”Questa esperienza in maglia lilla mi ha aiutata ad avere un legame stretto e profondo con i miei compagni di squadra. I consigli anche dei compagni di reparto, oltre che naturalmente del Mister, mi hanno aiutato a crescere anche umanamente. Giocare a calcio in questo Club è stata una scuola di vita: se come giovani si inizia a volte un’avventura con presunzione, il percorso ti matura e finisci con i piedi per terra, migliorando giorno dopo giorno”.
Gabriele Pagani, portiere del 2008, conclude così: “Sono molto grato a Mister Rimoldi, il mio preparatore: il suo insegnamento è stato prezioso non solo a livello tecnico, ma anche come supporto umano e personale. E’ stato molto bello avere un dialogo molto aperto, anche al di fuori delle cose del campo, per la famiglia, la scuola. Mi ha sempre raccomandato di giocare tranquillo, sereno, sicuro, imparando a controllare sempre le emozioni”.









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