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La Fondazione Pigni e il suo prossimo grande obiettivo per i bambini dell’ospedale Del Ponte

Caterina Russo è stata ospite a Soci All Time per raccontare come è nata la fondazione e il prossimo importante traguardo che intende raggiungere grazie al lascito di Cesare Pigni e all'aiuto del territorio

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Trasformare una tragedia familiare in un aiuto concreto per altri bambini e per le loro famiglie. È questo il cuore della Fondazione Adriana ed Enrico Pigni, protagonista dell’ultima puntata di Soci All Time, la trasmissione di Radio Materia e Csv Insubria dedicata al mondo del terzo settore varesino. A raccontarne la storia e i progetti è stata Caterina Russo, che ha raccolto il testimone lasciato dal fondatore Cesare Pigni e ne sta portando avanti il sogno.

Una fondazione nata da una doppia tragedia

La storia della fondazione affonda le sue radici in un dramma personale. Cesare Pigni perse prima la moglie Adriana Enrico, che soffriva di asma e morì a seguito di complicazioni insorte dopo un controllo ospedaliero. Poco tempo dopo dovette affrontare un secondo lutto: la morte del figlio Enrico, affetto da una patologia cardiaca, colpito da un arresto cardiaco mentre si trovava in palestra.

Due eventi che avrebbero potuto lasciare soltanto dolore. Invece Cesare Pigni scelse di dare un significato a quella sofferenza, immaginando una fondazione che sostenesse la cura delle patologie respiratorie e cardiache nei bambini. Lavorava come contabile presso il centro di ricerca di Ispra e dedicò gli ultimi anni della sua vita alla progettazione dell’ente. Quello che inizialmente appariva come un «miraggio» divenne un progetto concreto grazie alle sue volontà testamentarie.

Il ruolo di Caterina Russo

Prima di morire, Cesare Pigni affidò a Caterina Russo il compito di realizzare il suo progetto, nominandola esecutrice testamentaria. È stata lei a costituire ufficialmente la Fondazione Adriana ed Enrico Pigni e ad avviarne le attività. Oggi Russo coordina l’impegno della fondazione e segue i rapporti con le strutture ospedaliere, lavorando affinché il patrimonio lasciato dal fondatore possa tradursi in strumenti e servizi utili ai piccoli pazienti.

Le donazioni all’Ospedale Del Ponte

L’attività della fondazione si concentra in particolare sui reparti di pediatria e neonatologia dell’Ospedale Del Ponte di Varese. Il primo importante traguardo è stata la donazione di un oscillometro, uno strumento utilizzato per effettuare esami respiratori nei bambini più piccoli affetti da asma bronchiale e che consente diagnosi più accurate. Successivamente la fondazione ha donato un polisonnigrafo, apparecchiatura che permette di monitorare la respirazione notturna e il russamento nei neonati, favorendo l’individuazione precoce di eventuali problematiche respiratorie.

Il prossimo obiettivo: una diagnosi meno invasiva

La raccolta fondi è oggi concentrata su un nuovo e ambizioso progetto: l’acquisto di un misuratore di anidride carbonica. Si tratta di una tecnologia avanzata che consente di rilevare i livelli di anidride carbonica attraverso un sensore applicato sulla pelle, evitando ai bambini il ricorso a prelievi venosi ripetuti. Un sistema meno invasivo e meno doloroso, particolarmente importante per i pazienti più piccoli. Il costo elevato dell’apparecchiatura rende fondamentale il coinvolgimento della comunità e delle realtà del territorio. Sul sito www.fondazionepigni.it si trovano tutte le informazioni per contribuire

Una fondazione che guarda al futuro

Finora la fondazione ha operato principalmente grazie al patrimonio lasciato da Cesare Pigni e al lavoro volontario dei suoi componenti. L’obiettivo per il futuro è però quello di crescere, organizzare eventi pubblici, farsi conoscere da un numero sempre maggiore di cittadini e ampliare la rete di sostenitori. La sfida è diventare un punto di riferimento stabile per il sostegno alla salute infantile nel territorio varesino, continuando a investire in tecnologie innovative e percorsi di cura più efficaci. Una missione che, come ricordato durante l’intervista, punta a rendere il percorso di cura dei bambini e delle loro famiglie «un po’ più sicuro e un po’ più sereno» trasformando un lascito personale in un bene condiviso per tutta la comunità.

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Orlando Mastrillo
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Pubblicato il 29 Maggio 2026
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