La Sanità a Legnano, il sistema non regge con tante crepe istituzionali
In un convegno evidenziata la qualità assistenziale offerta da un ospedale moderno e attrezzato, ma segnalate anche lacune nei rapporti istituzionali. Da qui l'invito ai dirigenti sanitari e ai sindaci del territorio di riappropriarsi dei propri ruoli
Come sta di salute la Sanità a Legnano? La domanda è stata proposta dal dr. Federico Amadei, consigliere comunale d’opposizione nel gruppo misto e candidato sindaco con il Polo civico, in un convegno che ha riunito il prof. Antonino Mazzone, direttore della Medicina Generale ASST Milano Ovest, Marco Caldiroli presidente di Medicina Democratica, Corrado Giunta amministratore Vita Serena srl e Silvana Cesani consigliere comunale e delegata al piano di salute locale a Lodi.
Il convegno ha evidenziato uno spaccato molto rassicurante sul livello professionale dei nostri medici, infermieri e tecnici, ma anche e purtroppo un sistema dalla tante e preoccupanti crepe. Il prof. Mazzone, ma anche Caldiroli, ha parlato di istituzioni assenti oppure orientate a obiettivi lontani dalle loro funzioni. Il medico, che ha consumato l’intera professione in ospedali, non ha nemmeno lesinato critiche a chi si trova in posizioni apicali, «quando un direttore generale non conosce il suo mestiere, è drammatico», una sua accusa di intensità pari a quella per cui «quando nel 2023 la commissione della Regione Lombardia ha voluto imporre il ricovero anche in assenza di un posto letto, non mi è restato che dissociarmi e dare le dimissioni». E così critica robusta anche per l’indicazione dei ricoveri fuori reparto: «Ricoverare un paziente non nel reparto di riferimento aumenta la possibilità di morte. Un ospedale affollato è molto pericoloso».
Due esempi di “ribellione”, in un intervento di oltre mezz’ora, in cui il prof. Mazzone ha rassicurato sulla professionalità dei medici e sul livello d’eccezione del nostro ospedale, cresciuto per attrezzature, impianti, assistenza sanitaria: «Dal 2000 ad oggi – ha affermato il direttore della Medicina Generale – sono stati ricoverati oltre 66mila pazienti. Abbiamo assistito nei nostri ambulatori più di 2 milioni e mezzo di persone. In pronto soccorso, siamo passati da 76 accessi al giorno agli odierni 240 . Abbiamo aperto reparti che oggi hanno elevato il nostro ospedale tra i migliori».
Un intervento questo sulle mancanze strutturali e sulle criticità nel sistema che ha riscosso consensi e portato il dr. Amadei a definirlo “impressionante”, così da generare un appello finale, per indurre il prof. Mazzone ad allontanare il periodo della pensione fissato nel prossimo mese di settembre.
Analoghe considerazioni sono arrivate da Marco Caldiroli sul tema della situazione della rete territoriale, con riferimento alle lacune regionali («in questi anni non sono stati spesi 11 miliardi di euro previsti in ambito di Sanità»), ma anche comunali, invitano specialmente «i sindaci a recuperare il loro ruolo di responsabili della Sanità pubblica».
Corrado Giunta ha portato la riflessione sull’assistenza domiciliare a Legnano che dovrebbe aiutare a mantenere la persona nel proprio ambiente di vita il più a lungo possibile con servizi adeguati e tempestivi. Obiettivo che si scontra con gli organici ridotti e i picchi della domanda.
L’esempio di come il territorio possa dialogare in maniera costante e costruttiva con il sistema è stato portato da Silvana Cesani. A Lodi, infatti, attraverso un piano della salute locale, sono stati aperti percorsi diretti dalla base cittadina verso il sistema sanitario. «Abbiamo attuato un approccio in cui Comune, associazioni, singoli cittadini collaborano per migliorare l’accesso ai servizi e favorire la coesione sociale», il commento della consigliera comunale.











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