Inverno 2025-2026 in Lombardia tra i più caldi degli ultimi 35 anni
L’inverno 2025-2026 in Lombardia è stato il terzo più caldo degli ultimi 35 anni, con temperature medie superiori di 2,1 °C rispetto alla norma e precipitazioni complessivamente in linea con la media climatica
Secondo Arpa Lombardia la stagione si colloca al terzo posto per temperature medie più alte, con precipitazioni complessivamente nella norma L’inverno 2025-2026 in Lombardia è stato tra i più caldi degli ultimi decenni. Secondo i dati diffusi da Arpa Lombardia, la stagione che comprende dicembre 2025, gennaio e febbraio 2026 si colloca al terzo posto tra gli inverni più caldi degli ultimi 35 anni. L’analisi è stata elaborata dal Centro Regionale Idrometeo e Clima di Arpa Lombardia sulla base dei dati raccolti da 13 stazioni idro-nivo-meteorologiche distribuite sul territorio regionale. Nel complesso, le precipitazioni registrate sono risultate in linea con la media climatica. La stagione si chiude quindi con temperature superiori alla media ma con precipitazioni complessivamente in linea con il clima di riferimento.
Temperature sopra la media, con picchi a dicembre e febbraio
Nel dettaglio, l’inverno ha registrato una temperatura media superiore di +2,1 °C rispetto al periodo climatico di riferimento 1991-2020. Si tratta del terzo valore più alto degli ultimi 35 anni, dietro agli inverni 2019-2020 (+2,4 °C) e 2023-2024 (+2,9 °C), che resta il più caldo del periodo analizzato. I mesi più caldi della stagione sono stati dicembre (+2,9 °C) e febbraio (+3,1 °C), mentre gennaio è risultato complessivamente nella norma (+0,2 °C). Le giornate più fredde si sono registrate tra il 7 e l’8 gennaio. La temperatura minima più bassa è stata rilevata a Clusone, in provincia di Bergamo, con -10,5 °C l’8 gennaio, mentre il giorno precedente Sondrio ha registrato -8,7 °C. Le temperature più alte si sono invece verificate nell’ultima settimana di febbraio. Il 24 febbraio si sono raggiunti +21,3 °C a Castello d’Agogna (Pavia) e +22,5 °C a Sondrio. Anche Milano ha registrato gli estremi stagionali nello stesso periodo: la giornata più fredda è stata l’8 gennaio con -2,4 °C alla stazione di Milano Brera, mentre la più calda è stata il 20 febbraio con +18 °C.
Precipitazioni nella norma ma distribuite in modo irregolare
Dal punto di vista delle precipitazioni, i pluviometri di Arpa Lombardia indicano un totale stagionale sostanzialmente in linea con la media climatica, con uno scarto del -2 per cento. La distribuzione delle piogge è però risultata disomogenea. Dicembre (-31 per cento) e gennaio (-17 per cento) sono stati relativamente secchi, mentre febbraio ha registrato precipitazioni superiori alla media (+45 per cento).
Nevicate tra dicembre e febbraio
Per quanto riguarda la neve, i primi episodi significativi si sono verificati il 16 dicembre, con limite tra 1.200 e 1.600 metri, e tra il 24 e il 25 dicembre, quando gli accumuli hanno interessato Alpi e Prealpi fino a quote comprese tra 600 e 1.200 metri. A gennaio le nevicate più rilevanti si sono registrate tra il 24 e il 25, con fiocchi inizialmente fino a 300 metri e successiva risalita del limite a 900 metri, seguite da un nuovo episodio il 28 gennaio con limite attorno ai 700 metri. A febbraio gli eventi più diffusi si sono verificati il 13 e il 14, con quota neve intorno ai 1.000 metri, mentre il 19 febbraio le temperature più basse hanno permesso alla neve di scendere fino ai 200-400 metri del fondovalle valtellinese. Anche le località olimpiche hanno registrato diverse nevicate durante il mese. Tra il 6 e il 22 febbraio, periodo delle gare, Livigno (1.850 metri) ha accumulato circa 35 centimetri di neve fresca, mentre sulla pista Stelvio di Bormio a 2.000 metri gli accumuli hanno raggiunto i 30 centimetri.










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