Un nuovo Campo per la corsa e il Castello come casa del Palio di Legnano. Le sfide per il futuro
Le riflessioni arrivano nell’anno dell’850° anniversario della Battaglia di Legnano, una ricorrenza che ha rafforzato ulteriormente il valore identitario della manifestazione
Un nuovo impianto per accogliere più pubblico al Campo nell’ultima domenica di maggio e il Castello come casa del Palio di Legnano (in copertina una immagine della festa al Castello di domenica 14 giugno). Sono queste le due grandi sfide che accompagnano il futuro della manifestazione legnanese. A parlarne oggi, lunedì 15 giugno è stato il sindaco Lorenzo Radice e il presidente della Fondazione Palio Luca Roveda durante la conferenza di bilancio dell’edizione 2026. Per entrambi resta fondamentale una visione di lungo periodo e soprattutto una forte condivisione politica. Da anni si discute della necessità di ampliare e rendere più funzionale il Campo del Palio, considerato ormai insufficiente rispetto alla crescita della manifestazione e all’interesse che riesce a richiamare. Per il primo cittadino, se all’interno del Castello esistono già progetti e studi che possono rappresentare una base di partenza, per quanto riguarda l’impianto per il Campo del Palio il percorso è ancora tutto da costruire. Da qui la necessità di coinvolgere tutti gli attori interessati in tempi brevi. «Dobbiamo riuscire a lavorare tutti insieme ad un master plan – afferma Radice -. Dobbiamo riunirci e mettere le basi concrete per fare questo passo, altrimenti continueremo a parlare di un progetto che resterà una chimera».
Parole che trovano piena sintonia con la visione della Fondazione Palio. Per il presidente Luca Roveda la questione non può essere affrontata come un tema di schieramento politico, ma deve diventare un obiettivo condiviso dalla città. «C’è sicuramente un tema politico, fondamentale per avviare la realizzazione del progetto. Poi ci sono gli aspetti tecnici, che devono essere lasciati ai tecnici, e quelli economici, sui quali la Fondazione può offrire un supporto importante grazie alle relazioni costruite in questi anni. Ma tutto deve partire da un accordo politico chiaro e trasversale». Secondo Roveda, la sfida della pista e quella del Castello vanno oltre la durata di una singola amministrazione. I tempi necessari per progettare e realizzare interventi di questa portata richiedono infatti continuità istituzionale. «Non è una questione di maggioranza o minoranza, ma un obiettivo che deve essere condiviso da tutti. Quello che si inizierà oggi dovrà necessariamente proseguire anche con le amministrazioni future. Senza una visione comune diventa difficile costruire qualsiasi percorso». Un ragionamento che si lega alla più ampia idea di sviluppo del Palio. Proprio per questo il presidente della Fondazione sottolinea l’importanza di far sì che il Castello «diventi sempre più la sede permanente del Palio un luogo vivo e frequentato durante tutto l’anno. Uno spazio aperto alla città, capace di ospitare attività culturali, educative e sociali, diventando un punto di riferimento costante per la comunità». Parallelamente resta aperto il tema del Campo. «Se crediamo davvero nella crescita del Palio – ha sottolineato Roveda – dobbiamo avere il coraggio di immaginare una struttura adeguata. Non è soltanto una questione di numeri, ma anche di comfort e sicurezza».
La convinzione condivisa è che il Palio abbia ancora margini di crescita, ma che questa crescita dipenda anche dalla volontà politica di accompagnarla con scelte strategiche e investimenti. In questo senso il masterplan evocato dal sindaco rappresenta il primo passo per trasformare in un progetto concreto quello che per decenni è rimasto soprattutto un auspicio. Le riflessioni arrivano nell’anno dell’850° anniversario della Battaglia di Legnano, una ricorrenza che ha rafforzato ulteriormente il valore identitario della manifestazione. «Il Palio non è soltanto una giornata – ha concluso Roveda – ma comunità, cultura, identità e partecipazione. È uno dei patrimoni più importanti della città».
Di seguito l’intervista al cavaliere del Carroccio sull’edizione 2026









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