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Caritas Decanale: seguite 350 famiglie per quasi 1.500 persone

La rivista Polis ha intervistato Suor Maria Teresa Intranuovo, coordinatrice Caritas del decanato di Legnano: "La generosità dei legnanesi non manca e stanno arrivando diverse donazioni" A CASTELLANZA UN'AUTO ELETTRICA PER MUOVERSI IN TEMPO DI VIRUS CANEGRATE: I CONTAGI DIVENTANO 33

[pubblicita]Nel nuovo numero della rivista Polis, una intervista a Suor Maria Teresa Intranuovo, coordinatrice Caritas del decanato di Legnano illustra l'attivita della Caritas delle parrocchie di Legnano, il bisogno della popolazione più in difficoltà, ma anche la generosità dei legnanesi che porta a donazioni di alimenti e in denaro. In questo numero, che verrà diffuso via digitale e sui social per l'impossibilità di darlo alle stampe, anche un confronto con Diego Rossetti (presidente Confindustria Atomilanese), un servizio firmato di Salvatore Forte (presidente Fondazione Ticino Olona) e altre notizie sul coronavirus. Di seguito, l'intervista curata da Gianni Borsa, che ringraziamo per l'amichevole collaborazione


“Il numero delle famiglie seguite dalle Caritas di Legnano in tempi ordinari – spiega la coordinatrice, suor Maria Teresa Intranuovo – si aggira intorno a 350 nuclei, per un totale di 1.200/1.500 persone, assistite con la fornitura di alimenti, abbigliamento, buoni spesa e pagamento di bollette. La generosità dei legnanesi non manca e stiamo ricevendo diverse donazioni di cibo e offerte in denaro”

Le Caritas delle parrocchie di Legnano “stanno continuando ad offrire il loro servizio alle famiglie in difficoltà nel tempo del Covid-19, con tutte le misure di sicurezza e protezione previste dalla legge, a tutela della propria e altrui salute”. Suor Maria Teresa Intranuovo, coordinatrice Caritas del decanato di Legnano, spiega alla nostra rivista l’intenso e generoso lavoro che prosegue, pur con forme e attenzioni nuove, anche in questa delicata fase della vita della città.

Aiuti garantiti.Il servizio di distribuzione di alimenti è garantito da quasi tutte le parrocchie, che in questa fase di emergenza stanno assicurandogli aiuti essenziali anche a indigenti provenienti dai territori delle parrocchie che hanno sospeso il servizio. Due parrocchie effettuano invece la consegna dei viveri a domicilio ad assistiti già da tempo seguiti. Stretta e preziosa si rivela la collaborazione con la Protezione civile e con le autorità.

“Continua inoltre il servizio mensa – spiega suor Maria Teresa – offerto dalla Casa della carità presso la chiesa di Santa Teresa, sempre osservando tutte le precauzioni e misure di salvaguardia della salute; si rivolgono alla mensa in media 60/70 persone al giorno”. La Società di San Vincenzo assicura ugualmente il sostegno economico e alimentare in collaborazione con le Caritas parrocchiali. Non viene meno neppure “l’ascolto delle difficoltà delle famiglie, assicurato prevalentemente attraverso colloquio telefonico. Si tratta generalmente di famiglie in difficoltà nei pagamenti, a cui è assicurato il sostegno, anche finanziario, valutando caso per caso”.

Il servizio di distribuzione di abbigliamento è stato sospeso, anche se qualche necessità viene soddisfatta quando possibile. “Il numero delle famiglie mediamente seguite dalle Caritas di Legnano in tempi ordinari – spiega ancora la religiosa – si aggira intorno a 350 nuclei, per un totale di 1.200/1.500 persone, assistite attraverso la fornitura di alimenti, abbigliamento, buoni spesa e pagamento di bollette scadute; con l’emergenza Covid-19 tale numero è aumentato di alcune decine, e col trascorrere delle settimane tali numeri sono in aumento”.

Appello alla generosità.Ordinariamente le Caritas parrocchiali ricevono donazioni in alimenti e in danaro da diverse persone e da alcuni enti, integrando così le derrate provenienti dal Banco alimentare. Quindi un appello: “In questo tempo di emergenza è fondamentale continuare la raccolta alimentare nelle parrocchie e realtà locali. Le parrocchie di Legnano, infatti, hanno diffuso l’appello a donare beni non deperibili (pasta, riso, legumi, tonno e carne in scatola, latte, biscotti, zucchero, farina, pomodori pelati, olio, omogeneizzati), lasciandoli presso le sedi Caritas o all’interno delle chiese, nelle vicinanze delle sacrestie, oltre a mascherine e materiale disinfettante che verrà consegnato al presidio ospedaliero di Legnano. La generosità dei legnanesi non sta mancando e stiamo ricevendo diverse donazioni di cibo e offerte in denaro, oltre alla disponibilità a collaborare nel servizio”.

A livello diocesano. Un aiuto per sostenere coloro che perdono il lavoro a causa del coronavirus: è la missione del “Fondo San Giuseppe”, istituito dalla diocesi in collaborazione con il Comune di Milano. In pochi giorni il fondo ha raccolto oltre un milione di euro (dato al 9 aprile), da centinaia di donazioni, che si aggiungono ai 2 milioni stanziati dalla diocesi e agli altri 2 messi a disposizione dal Comune.“Abbiamo deciso di creare un fondo speciale per esprimere la nostra prossimità e offrire un pronto soccorso a coloro che a causa della epidemia non hanno alcuna forma di sostentamento – ha spiegato l’arcivescovo Mario Delpini –. Abbiamo affidato il suo funzionamento alla rete dei distretti del Fondo Famiglia Lavoro”. Le risorse raccolte sono ridistribuite – già a partire da Pasqua – alle fasce più deboli della vasta diocesi di Milano: la Caritas decanale di Legnano è a disposizione per accogliere le domande e anche per aiutare nella compilazione delle domande stesse chi ne avesse bisogno.

Per info: https://www.fondofamiglialavoro.it/.

Gianni Borsa

di direttore@legnanonews.com
Pubblicato il 14 Aprile 2020
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