Rescaldina, al via la distribuzione di mascherine ai cittadini

La consegna a domicilio inizierà tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima - 20 casi di contagio accertati in paese, 31 quelli segnalati sul portale di ATS

Inizierà tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima la distribuzione di mascherine a Rescaldina, con la consegna a domicilio dei dispositivi di protezione ai cittadini.

Già prima dell'ordinanza regionale che impone l'uso delle mascherine, o comunque una protezione per naso e bocca, per uscire di casa da Piazza Chiesa erano al lavoro per ottenerle tramite un'azienda del paese che ha riconvertito la propria produzione. Il Comune era in attesa che i dispositivi "made in Rescaldina" ottenessero il nulla osta alla produzione da parte dell'Istituto Superiore di Sanità per «fornire alla cittadinanza un prodotto quantomeno sottoposto ad un minimo controllo». A fronte degli ultimi provvedimenti, però, l'amministrazione "targata" Vivere Rescaldina ha deciso di accelerare i tempi dell'operazione e in settimana sarà perfezionato un ordine da 14mila mascherine, alle quali si aggiungono le 7mila ricevute dalla Protezione Civile. In tutto, saranno distribuite ad ogni nucleo familiare tre mascherine, in due tranches (prima quelle regionali, poi quelle acquistate dal Comune): una monouso e due lavabili.

[pubblicita]Per «evitare uscite ed assembramenti – spiega il sindaco Gilles Ielo –, è intenzione dell'amministrazione non seguire l'indicazione di una distribuzione attraverso farmacie, edicole e esercizi commerciali, bensì di provvedere all'imbustamento – con tutte le cautele del caso – per effettuare una distribuzione domiciliare congiunta con quelle acquistate».

Al momento sono 20 a Rescaldina i casi accertati di contagio da coronavirus: sei cittadini sono al momento ricoverati, sette sono stati dimessi, quattro si trovano al proprio domicilio e tre purtroppo non ce l'hanno fatta. Dal portale di ATS, però, risultano 11 casi in più: «Sul portale di ATS – spiega il sindaco Gilles Ielo – risultano ben 31 casi, ciò a fronte di inserimenti manuali fatti dai medici di base i quali, a mio avviso correttamente per l'atteggiamento cautelativo adottato in assenza di una chiara strategia per l'effettuazione dei tamponi, hanno inserito tutti i cittadini con sintomi importanti, ma non tali da prevedere l'ospedalizzazione, che riceveranno dunque il controllo domiciliare da parte degli agenti della Polizia Locale e risultano a tutti gli effetti in isolamento coattivo, anziché fiduciario, come per i "contatti stretti"».

Sono un centinaio, invece, i cittadini contattati dai servizi sociali, che stanno lavorando per assicurare al paese supporto e sostegno in questa fase di emergenza sanitaria.

di leda.mocchetti@gmail.com
Pubblicato il 07 Aprile 2020
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