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Dalle prime matricole ai 35 anni della LIUC: “L’università cresceva insieme a noi”

Continuano ad arrivare a LegnanoNews e VareseNews le testimonianze degli ex studenti della LIUC, che mercoledì 14 ottobre festeggerà i suoi 35 anni

La Liuc compre 35 anni, il ricordo dei pionieri: "Vivevamo l'università all'americana"
Foto di copertina: gli studenti del corso biennale in Tecniche di Gestione della Produzione della LIUC nei primi anni Novanta.

Continuano ad arrivare a LegnanoNews e VareseNews le testimonianze degli ex studenti della LIUC, che mercoledì 14 ottobre festeggerà i suoi 35 anni. Ai primi racconti dei pionieri dell’Ateneo, si aggiungono nuove storie, tra amicizie nate sui banchi universitari, feste goliardiche, viaggi all’estero e aneddoti che, a distanza di oltre trent’anni, fanno ancora sorridere.

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La Liuc compre 35 anni, il ricordo dei pionieri: "Vivevamo l'università all'americana" 4 di 18

C’è chi ricorda il discorso del primo rettore, chi la fidanzata conosciuta in mensa, chi una festa finita con un controllo dei carabinieri e chi conserva ancora brochure, giornalini e calendari delle lezioni. Nuove testimonianze che raccontano la LIUC degli anni Novanta, quando l’università di Castellanza stava muovendo i primi passi.

La Liuc compie 35 anni, i ricordi dei pionieri: “Vivevamo l’università all’americana”

Simona Broggini: «Il rettore ci disse che non eravamo cavie, ma pionieri»

Simona Broggini, 54 anni, di Malnate, è stata tra le primissime studentesse della LIUC. Si è iscritta a Economia Aziendale nel 1991, laureandosi nel 1996. «Ero la matricola numero 21», ricorda.

Tra i momenti che le sono rimasti più impressi c’è il discorso del rettore Bussolati: «Ci ringraziava per la fiducia nella nuova università e ci ricordava che non eravamo cavie, ma pionieri».

Di quegli anni conserva tanti ricordi: le lezioni con docenti stimolanti, le feste, i gruppi di studio, le partite a biliardo nel bar vicino all’università e la discussione della tesi dedicata alla gestione delle risorse invisibili nel settore dell’alta moda, con un approfondimento sul caso Missoni. Ricorda anche un viaggio a Strasburgo per visitare il Parlamento europeo, organizzato dall’Ateneo.

Oggi Simona lavora in una banca italiana. Alla LIUC è tornata per alcuni eventi e, la scorsa estate, per accompagnare il figlio a un open day. «Per me rappresenta una meravigliosa università in cui, oltre a ricevere un’ottima formazione, si sviluppano relazioni e amicizie».

Franco Colombo: «Il professore mi disse che temeva di essere corretto da un ragioniere»

La Liuc compre 35 anni, il ricordo dei pionieri: "Vivevamo l'università all'americana"

Anche Franco Colombo, di Busto Arsizio, è entrato alla LIUC nel 1991, iscrivendosi a Economia Aziendale e laureandosi nel 1998.

«Ricordo gli inizi, quando era tutto da scoprire e l’università cresceva insieme a noi, sia nella struttura sia nell’offerta formativa».

Tra i luoghi rimasti nel cuore ci sono il bar e la mensa, dove conobbe la sua prima fidanzata. Ma uno degli episodi più divertenti riguarda il professor Colli Lanzi, che teneva lezioni di ragioneria nei precorsi destinati alle prime matricole.

«Una volta durante la lezione gli dissi che aveva sbagliato una scrittura contabile. Io ero diplomato ragioniere e lui al liceo classico. Mi rispose: “Ho sempre avuto il terrore di essere ripreso da un ragioniere”».

Oggi Franco è imprenditore e della LIUC conserva il ricordo di «una delle più belle esperienze della mia vita».

Tornando all’università l’ha trovata molto cambiata: «Più tecnologica, più grande, forse più dispersiva per noi che avevamo soltanto quattro aule». Per il futuro la immagina «sempre piena di giovani curiosi e attenti e di professori al passo con i tempi».

Laura Visetti: «Dopo una festa i carabinieri ci fermarono, il mio amico li benedisse»

La Liuc compre 35 anni, il ricordo dei pionieri: "Vivevamo l'università all'americana"

Laura Visetti, 53 anni, di Nerviano, è arrivata alla LIUC nel 1992, iscrivendosi a Economia Aziendale e laureandosi nel 1998. Oggi è docente in un istituto tecnico e definisce la sua esperienza universitaria «un trampolino verso la vita».

Per lei la LIUC è stata soprattutto un luogo di incontri e amicizie. «Persone con cui studiare, chiacchierare, prendere il sole seduti sull’erba del parco. Divertirsi».

Tra i ricordi c’è la caccia al tesoro del maggio 1993, organizzata per le strade di Castellanza. «Anch’io partecipai, con una squadra composta da sole donne. Il nome? Le Nude se Prime! Fortunatamente arrivammo seconde o terze, ora non ricordo bene».

E poi le feste con i goliardi, i pranzi in mensa, i pomeriggi in biblioteca e l’aula studio, dove si poteva chiacchierare, giocare a carte o studiare in gruppo.

«Una volta la Goliardia Orsa Minore organizzò l’evento “pane e salame” in aula studio. La signora Mantovani non era contenta di tutta la confusione che facevamo. Il signor Mantovani, invece, amava stare fra noi ragazzi».

Ma l’episodio più curioso riguarda una festa serale organizzata proprio nell’aula studio. «C’erano tantissimi ragazzi, docenti e assistenti. Musica, cibo e alcol, bisogna dirlo. Quella notte portai a casa due amici che non erano in grado di guidare. Ci fermarono i carabinieri. Abbassai il finestrino e l’amico seduto dietro ebbe l’ardire di benedirli! Credo che anche le forze dell’ordine si misero a ridere dopo averci lasciato andare».

Laura è tornata alla LIUC per frequentare un master in criminologia, concluso nel 2011. Ma ancora oggi il legame con quei luoghi è rimasto vivo: «Quando esco in bicicletta, faccio tappa in quel parco. E nella mente risuonano ancora le voci dei miei amici e del mio ragazzo».

Davide Gatto: «La Junior Enterprise era il nostro punto di ritrovo»

La Liuc compre 35 anni, il ricordo dei pionieri: "Vivevamo l'università all'americana"

Davide Gatto, 54 anni, di Salerno, è arrivato alla LIUC nel 1995, iscrivendosi a Economia Aziendale. Per lui l’università rappresenta «un posto dove si può serenamente pensare al futuro».

Tra i luoghi rimasti nel cuore c’è la vecchia sede della Junior Enterprise JEL: «Vivevamo lì». E poi le amicizie, i viaggi e le esperienze internazionali. «Sono stato alla Lehigh University, in Pennsylvania, grazie a una borsa di studio. Un ricordo e un’esperienza indelebili».

Ricorda anche i viaggi organizzati dalle associazioni studentesche, da Parigi a Passau fino a La Coruña: «Esperienze incredibili con meravigliosi amici».

E, con un pizzico di ironia, racconta: «Della LIUC mi ricordo le ragazze. Un paio di loro erano praticamente perfette, avevano buoni gusti ma erano anche tanto nordiche». Alla domanda su come immagina l’università tra 35 anni risponde scherzando: «Molto male, anche perché io ne avrò 89».

Ma chiude la sua testimonianza con un pensiero affettuoso per due amici che non ci sono più: «Un ricordo dei cari amici scomparsi Michele Petazzi e Gregory Buongiorno».

Gianpaolo Freddi e il ricordo del primo biennio: «Un privilegio essere tra i primi studenti»

Tra le testimonianze arrivate c’è anche quella di Gianpaolo Freddi, 54 anni, che nel 1991 ha iniziato a frequentare il corso biennale in Tecniche di Gestione della Produzione, completato nel 1993. Un percorso diverso da quello degli studenti di Economia Aziendale, ma altrettanto legato ai primi anni dell’Ateneo.

«È stata davvero una bella sorpresa. All’epoca non c’era qualcosa che potesse darmi in breve tempo una panoramica a 360 gradi e introdurmi nel mondo del lavoro con una marcia in più».

Gianpaolo arrivava da un piccolo paese e da studi tecnici. «Ho conosciuto un ambiente che, per quegli anni, era forse anche più grande delle mie aspettative. Un luogo nuovo, dove era un privilegio essere tra i primi studenti selezionati».

Ricorda le giornate intense, il calendario impegnativo delle lezioni, le amicizie e i docenti. Tra i luoghi del cuore cita il laboratorio informatico, la biblioteca e la caffetteria, dove gli studenti avevano anche occasione di fare gruppo.

Un ricordo speciale è dedicato a Rinaldo Cappella, tutor degli studenti: «Un papà che ci rendeva più facile affrontare il fitto calendario delle lezioni».

Ancora oggi Gianpaolo conserva brochure, poster, calendari settimanali, fanzine e giornalini di quegli anni. E con alcuni compagni è rimasto in contatto.

Oggi lavora in una multinazionale, nell’ambito del supporto alla produzione. «La LIUC è qualcosa che mi riporta indietro nel tempo e sono contento che negli anni abbia continuato a farsi valere».

Per il futuro immagina un Ateneo sempre più importante, capace di offrire nuove opportunità agli studenti.

I ricordi continuano

Dalle prime matricole del 1991 agli studenti arrivati negli anni successivi, le testimonianze continuano a raccontare una LIUC fatta di persone, incontri ed esperienze condivise. Tornano la caffetteria, la biblioteca, le feste, i professori e gli amici di una vita.

Sono i ricordi che LegnanoNews e VareseNews stanno raccogliendo in occasione del 35° anniversario dell’Ateneo, per ricostruire la storia dell’università attraverso chi l’ha vissuta.

La raccolta delle testimonianze prosegue: studenti ed ex studenti possono ancora raccontare la propria esperienza attraverso il questionario dedicato.

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 12 Ottobre 2026
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