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Come il mercato azionario rispecchia idee e sentimenti degli investitori riguardo l’economia

Negli ultimi due mesi si è molto discusso sul futuro destino dei mercati azionari

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Negli ultimi due mesi si è molto discusso sul futuro destino dei mercati azionari.

Dato il prossimo arrivo del Recovery Fund per il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, che inietterà nella nostra nazione fino a 310 miliardi nei prossimi cinque anni, si aprono nuove opportunità.

Ciò sembra promettere una nuova speranza per il futuro dell’economia italiana.

Il merito per una simile ripresa sembra risiedere nella nuova concezione del mercato azionario. Grazie ai sistemi decentralizzati legati al free trading, alle possibilità offerte dalla blockchain e alla new economy, sempre più azionisti sono incoraggiati ad investire.

Per mezzo delle compagnie emergenti nella rete, il concetto di mercato si è espanso, includendo anche coloro che credevano di non poter accedere al mondo finanziario.

Si è creato così un nuovo modo di fare affari, più fluido e dinamico.

Una ripresa senza precedenti

A dispetto dell’avvento di una pandemia globale e degli eventi del famigerato Black Monday, la fiducia degli investitori è rimasta stabile.

Il lockdown aveva gettato luci fosche sulle criptovalute, che potevano perfettamente scivolare verso il declino.

Al contrario, in poco meno di un anno le cose sembrano essersi sistemate. Nonostante lungo i mesi del 2020 si siano presentate alcune criticità, il mercato ha assorbito il colpo.

Proprio per la loro natura decentrata, i guadagni potenziali delle economie emergenti hanno coperto i possibili rischi. Si può dire che gli investitori abbiano premiato il concetto, rimanendo relativamente saldi durante la tempesta.

L’idea che i non esperti abbiano la possibilità di poter accedere ad un area competitiva, in un’atmosfera informale, è un elemento che ha rafforzato questo processo di fiducia.

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Questo perché nell’etere si muovono una serie di soggetti indipendenti, con schemi di pensiero diversi e rivoluzionari. Questi individui, capaci di intervenire attivamente su criptovalute e stock azionari, portano costantemente innovazione e anche un maggiore grado di complessità.

Così le nuove figure professionali diventano sfaccettate, legate alla poliedricità e all’elasticità mentale. Solo con questa forma mentis è possibile immergersi nell’etere e ottenere vantaggi.

Per questo i rappresentanti dei vecchi valori sono stati sostituiti da nuove figure di leader. Dove c’era l’ideale della stabilità e della gerarchia, è sopraggiunto quello dell’adattamento e della flessibilità.

Una prova su tutte è che, nonostante la recente crisi Usa di Capitol Hill e gli ultimatum di Renzi al governo italiano, i bitcoin hanno continuato imperterriti ad accumulare valore.

Il numero delle “balene”, investitori che possono contare su un portafoglio elettronico di almeno 1000 BTC è aumentato ulteriormente lunedì scorso. Mentre il valore massimo del BTC si è registrato proprio durante il 2020, dove ha raggiunto una crescita del 300%.

Una simile solidità non fa nient’altro che saldare la posizione della criptovaluta. Con simili premesse, difficilmente un eventuale calo azionario metterebbe timore a uno speculatore.

Però un possibile indebolimento delle azioni tecnologiche in futuro non è da escludere, anche considerando le recenti dichiarazioni dell’UE in materia tecnologica.

È dunque intrinsecamente privo di rischi investire nel free trading?

Si potrebbe citare il vecchio adagio che recita “Un mercato è sicuro quanto l’economia del suo paese”.

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Nella realtà però bisogna ben determinare cosa può essere considerato “solido” oltre ogni ragionevole dubbio. O almeno degno di capitalizzazione.

Sebbene i professionisti del settore abbiano chiaramente una visione d’insieme, anche i loro piani d’investimento non sono immuni da rischi.

Per quanto un’azienda possa essere quotata, i suoi stakeholder possono sbagliare. Imprevisti, crisi, flessioni: il mercato è anche questo.

È bene tenere presente che ogni speculazione, anche la più salda, rappresenta un’opportunità e anche un rischio.

A ben guardare però, differentemente da altri periodi storici, abbiamo un giro di affari, commerci e proposte che si è mantenuto forte in piena crisi mondiale.

In conclusione

Sono trascorsi dodici anni dall’avvento di (o del gruppo) Satoshi Nakamoto. La rivoluzione portata da quell’idea è divenuta dirompente. Ora non si tratta più di decidere “se” o “come” relazionarsi con essa, ma di comprenderla al più presto.

Nei prossimi anni bisognerà scegliere la linea di azione migliore, comunicando con le nuove interfacce presenti nel web.

Limitando i rischi e conquistando i vantaggi, l’esperienza della new economy porterà a sfide difficili, ma remunerative.

Basta solo prepararsi e non restare immobili.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 Gennaio 2021
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