Consumi idrici, lo studio di Gruppo CAP: molti cittadini sottovalutano l’uso dell’acqua
La ricerca “Consumare meno, consumare meglio” ha evidenziato la scarsa consapevolezza sui consumi d’acqua e una diffusa diffidenza verso l’acqua di rete
La percezione dell’acqua come risorsa da tutelare resta limitata tra molti cittadini. È quanto emerge dallo studio “Consumare meno, consumare meglio”, promosso da Gruppo CAP insieme alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa con il sostegno di Fondazione Cariplo nell’ambito del progetto ETACQUA. L’indagine, ufficializzata oggi (mercoledì 24 giugno) ha visto il coinvolgimento di 1.000 utenti del servizio idrico integrato. Dalle risposte date è emersa una scarsa consapevolezza dell’impatto ambientale delle proprie abitudini e una persistente diffidenza verso l’acqua del rubinetto.
I dati emersi dalla ricerca
Lo studio sottolinea una limitata consapevolezza dell’impatto ambientale delle abitudini quotidiane e la necessità di rafforzare le informazioni rivolte ai cittadini sul valore della risorsa idrica e sulle modalità di consumo sostenibile. Quasi l’80% degli intervistati, infatti, sottostima la quantità d’acqua necessaria per una doccia di dieci minuti. Inoltre oltre il 56% delle persone non considera l’acqua una risorsa limitata nel proprio territorio. Un dato che si accompagna a una ridotta percezione dell’impatto ambientale dei consumi domestici: solo il 15,2% degli intervistati ritiene infatti che l’utilizzo dell’acqua in ambito familiare abbia conseguenze ambientali elevate. La ricerca mette in evidenza anche una persistente diffidenza nei confronti dell’acqua del rubinetto. Il 42,2% delle persone coinvolte nell’indagine dichiara di non berla mai, pur utilizzandola regolarmente per cucinare e per l’igiene personale. Secondo gli autori dello studio, questo comportamento conferma la presenza di una distanza tra la qualità percepita dell’acqua distribuita dalla rete pubblica e il suo utilizzo effettivo nelle abitazioni.










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