A febbraio ben 17 linee Trenord “insufficienti” per puntualità. Astuti: “Assessore ci spieghi”
I dati dell'ultimo "bonus" disponibile. Se si guarda l'arco degli ultimi 14 mesi, tra le linee più colpite dai ritardi si trova anche la S5 Treviglio-Passante-Gallarate-Varese, con ben sei mesi con performance insufficienti
Non è record, perché solo a inizio anno si era fatto di peggio. Ma a febbraio ben diciassette linee di Trenord su quarantadue a febbraio 2026 danno diritto all’indennizzo agli abbonati.
Non è record perché al mese precedente, a gennaio, erano state addirittura venticinque le linee “insufficienti”. «Due valori ben più alti rispetto a tutto il 2025» sottolinea il consigliere regionale Samuele Astuti.
L’esponente del Pd sottolinea che sono numeri allarmanti, soprattutto se si tiene conto che l’indennizzo, a differenza del “bonus”, cancellato dalla Regione a inizio 2024, prende in considerazione i ritardi sopra i quindici minuti, mentre lo standard di riferimento è ai cinque minuti.
Nella comunicazione ufficiale, Trenord cita gli scioperi come causa principale, una spiegazione che non soddisfa il consigliere regionale.
«Sono dati allarmanti – dichiara l’esponente dem – che segnano un inizio 2026 disastroso per i pendolari e gli utenti di Trenord. A gennaio venticinque linee hanno avuto performance sotto un livello accettabile, quando dodici mesi prima erano state solo tre. Così a febbraio, diciassette linee a indennizzo quest’anno, tre l’anno scorso. Evidentemente qualcosa non sta funzionando, e non basta additare gli scioperi che, comunque, si sono risolti in una o due giornate: il problema è persistente e l’assessore Lucente deve spiegare che cosa sta succedendo. Chiediamo che assessore e azienda vengano in commissione Trasporti a illustrare tutti i dati, in modo chiaro e trasparente, e magari a spiegare come mai dal sito di Trenord siano sparite le tabelle relative a ritardi e soppressioni delle singole linee. Certo, fa sorridere che le comunicazioni alla stampa di Trenord facciano sempre riferimento al presunto miglioramento del tasso di puntualità, peraltro ben al di sotto della media nazionale, quando i dati degli indennizzi poi sono questi. Serve chiarezza».
Secondo i dati elaborati dal gruppo regionale del Partito Democratico, basati sulle comunicazioni ufficiali di Trenord, tra gennaio 2025 e febbraio 2026, nell’arco quindi di quattordici mesi, sono state 113 le linee critiche, andate a indennizzo. Più di un terzo dei mesi a indennizzo, con cinque inserimenti nella lista delle linee problematiche.
Tra le linee più colpite dai ritardi si trova anche la S5 Treviglio-PAssante-Gallarate-Varese, con ben sei mesi su quattordici con performance insufficienti. La Luino-Gallarate è “andata a bonus” per 4 mesi su 14, mentre 3 mesi su 14 avevano performance insufficienti la S9 Saronno-Seregno-Milano-Albairate e ala linea diretta Laveno-Varese-Saronno-Milano, oltre alla Novara-Saronno-Milano.
Il diritto all’indennizzo scatta quando più del 10% dei treni di una linea, nell’arco di un mese, è soppresso o arriva a destinazione con un ritardo superiore a 15 minuti.
Va ricordato che gennaio e febbraio erano anche i mesi delle Olimpiadi invernali: da un lato Trenord ha dovuto gestire un numero di passeggeri molto elevato, dall’altro i ritardi hanno impattato su più persone del normale.










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