Danneggiamenti allo sciopero studentesco, Gioventù Nazionale Alto Milanese: “Inaccettabile”
Dopo lo sciopero e i disordini registrati questa mattina davanti al Bernocchi e Dell'Acqua di Legnano è intervenuta Gioventù Nazionale
Sullo sciopero e i disordini registrati questa mattina davanti al Bernocchi e Dell’Acqua di Legnano è intervenuta Gioventù Nazionale. Il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, guidato nell’Alto Milanese dal legnanese Gioele Tafuri definisce quanto accaduto è «inaccettabile». «Il fantomatico “No Meloni Day” – dichiara Tafuri – è diventato ancora una volta l’occasione di lanciare bombe carta, creare tensioni e danneggiare la nostra città. Davvero siamo arrivati a questo punto?»
«Fatichiamo a capire cosa c’entri tutto questo con i problemi della scuola. C’è un’enorme differenza tra far sentire la propria voce e pensare di poter fare quello che si vuole, senza alcun rispetto per la città e per le persone che la vivono – proseguono i militanti di Gioventù Nazionale – . È arrivato il momento che tutti, sinistra compresa, aprano gli occhi su un altro problema, quello dei cosiddetti maranza, spesso immigrati di seconda e terza generazione che fanno del branco, della prepotenza e della sfida continua alle regole uno stile di vita. E ci auguriamo venga chiarito anche l’eventuale coinvolgimento di soggetti estranei al mondo studentesco e il ruolo dei collettivi presenti alla manifestazione».
«Basta guardare – chiosa Tafuri, – cosa è successo in Francia negli ultimi giorni, con interi quartieri teatro di violenze, auto incendiate e scontri con la Polizia. Vogliamo davvero aspettare di trovarci davanti a situazioni simili prima di prendere sul serio il problema? Non possiamo continuare a liquidare questi episodi come ragazzate. Noi crediamo ancora in una gioventù che abbia il coraggio di contestare, di mettersi in gioco e di difendere le proprie idee senza nascondersi dietro la violenza e il vandalismo.
E la scuola dovrebbe insegnare anche questo: il rispetto, la disciplina, il senso del dovere e la responsabilità personale, che sono le basi per diventare uomini e donne capaci di costruire qualcosa. E se venisse confermato che anche degli adulti hanno affiancato gli studenti incoraggiando certi comportamenti, sarebbe ancora più grave».






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