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Legnano Pride: l’adesione di Rete Antifascista Altomilanese e Rifondazione Comunista

Le due realtà aderiscono e partecipano al primo Legnano Pride, condividendone gli ideali e le finalità.

Il Pride sfila a Varese
La Rete Antifascista Altomilanese e il Circolo di Legnano di Rifondazione Comunista aderiscono e partecipano al primo Legnano Pride, condividendone gli ideali e le finalità. Di seguito il loro messaggio.

Da sempre combattiamo contro ogni forma di discriminazione e violenza, per il pieno riconoscimento dei diritti delle persone LGBT+, per il matrimonio egualitario, per l’autodeterminazione delle persone transgender e per una vera legge contro l’omolesbobitransfobia. Abbiamo sempre coniugato diritti civili e diritti sociali, perché non può esistere libertà senza uguaglianza, né uguaglianza senza condizioni materiali che permettano a tutte e tutti di essere realmente liberi. Per questo la nostra battaglia contro ogni discriminazione si intreccia necessariamente con la lotta contro il capitalismo, contro lo sfruttamento, la precarietà e le disuguaglianze. Non vogliamo una libertà soltanto formale, ma una libertà reale, dentro una società nella quale i diritti siano garantiti a tutte e tutti e non subordinati al profitto.
Essere al Pride significa anche essere contro l’attuale ondata nera e reazionaria e contro ogni forma di discriminazione, difendendo una società fondata sulla libertà, sull’uguaglianza, sulla solidarietà e sull’antifascismo. Una società che rispetti l’orientamento sessuale, l’identità di genere, dove nessuno è straniero.
La nostra idea di diritti è inseparabile dalla pace e dai diritti umani. Per questo rivendichiamo, condividendo il documento politico del Pride, il diritto del popolo palestinese alla libertà e all’autodeterminazione e denunciamo il genocidio in corso a Gaza, chiedendo la fine delle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale, riconoscendo il diritto all’esistenza del popolo palestinese.
Riteniamo pretestuosa la polemica sollevata da esponenti della destra sull’utilizzo dell’immagine di Alberto da Giussano da parte del comitato del Pride. L’utilizzo di un simbolo presente nello spazio pubblico non può diventare una proprietà esclusiva di una parte politica. È quantomeno singolare che proprio nella coalizione di centrodestra dov’è presente la Lega, che ha fatto per decenni di Alberto da Giussano un proprio simbolo politico, oggi pretenda di stabilire chi possa o non possa utilizzarlo. Il Pride ha il diritto di utilizzare e reinterpretare simboli della storia e dell’identità del territorio, sottraendoli a qualsiasi pretesa di monopolio politico.
Diritti civili, diritti sociali, pace e diritti umani sono la stessa battaglia: quella per una società libera, antifascista, egualitaria e senza discriminazioni.
Rete Antifascista Altomilanese
Circolo “Daniele Lazzari” di Rifondazione Comunista

Via Confalonieri, 5

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Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 10 Settembre 2026
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