Al PalaBorsani la festa per gli 80 anni della Perseverant Legnano: “Un luogo dove crescere”
Palazzetto pieno il 15 giugno scorso per il saggio celebrativo dell'anniversario della società di ginnastica artistica diventata parte integrante della vita sportiva e sociale di Legnano
Ottant’anni di sport, educazione e crescita umana. La Società Ginnastica Perseverant ha celebrato il prestigioso traguardo degli 80 anni di attività con una serata che il 15 giugno ha riunito al PalaBorsani di Castellanza atleti, famiglie, dirigenti, allenatori e istituzioni, ripercorrendo una storia iniziata nel 1946 e diventata parte integrante della vita sportiva e sociale di Legnano.
Nel corso della manifestazione sono stati ricordati i valori che hanno accompagnato la società fin dalla sua fondazione. «Dal 1946 iniziò il cammino sportivo e federale della Perseverant. Un cammino che, anno dopo anno, l’ha portata a diventare una presenza viva nella storia della città di Legnano. Non soltanto una palestra. Non soltanto una società. Ma un luogo dove generazioni di ragazzi e ragazze hanno imparato a stare insieme, a misurarsi con se stessi, a rispettare le regole, a conoscere il proprio corpo, il proprio carattere, i propri limiti e le proprie possibilità».

In ottant’anni sono cambiati gli spazi, gli strumenti, le abitudini, il modo di allenarsi e quello di comunicare. «Ma qualcosa qui dentro – è stato ricordato nel discorso di apertura – è rimasto sempre riconoscibile: la voglia di accompagnare i ragazzi attraverso lo sport, la convinzione che un bambino non debba essere solo allenato, ma seguito. La certezza che la ginnastica non serva soltanto a costruire atleti, ma prima di tutto persone».
Particolarmente sentito il ricordo delle figure che hanno contribuito a costruire la storia della società: Peppino Colombo e don Ettore Passamonti, e tutti i presidenti, i dirigenti, gli allenatori e gli atleti che, con volontà e determinazione, hanno creato, sostenuto e fatto crescere questa società. «Che il loro esempio continui a vivere nei giovani che oggi portano avanti la Perseverant», è il messaggio lanciato durante la serata.
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Fondamentale il ruolo svolto dall’attuale presidente Roberto Bani, che negli anni ha contribuito a rafforzare l’identità educativa della società. «La sua guida ha indicato una direzione chiara: fare della Perseverant non solo un luogo dove allenarsi, ma un luogo dove crescere». Un concetto sviluppato anche attraverso il messaggio centrale dell’intervento celebrativo: «Non sarà decisivo quanti campioni nasceranno da qui. Sarà decisivo aver contribuito a crescere uomini e donne pronti per la vita, capaci di rispettare se stessi e gli altri. Prima della medaglia viene il bambino, prima del podio viene il percorso. Qui si impara che cadere non significa fallire, ma imparare dall’errore. Si impara ad ascoltare il proprio corpo, a rispettare le regole, i compagni e gli allenatori. Si impara che la disciplina non è imposizione: è cura. E che la passione non si impone: si accende, si custodisce, si accompagna».

Una fiamma che continua ad alimentarsi grazie agli allenatori e allo staff della società. «Qui un bambino deve entrare con un sorriso grande e uscire con un sorriso gigante. Deve sentirsi visto, ascoltato, rispettato e accolto nella sua unicità. Deve poter affrontare le sfide e le paure senza sentirsi solo. Deve poter sbagliare senza sentirsi sbagliato. Deve poter crescere dentro l’amore che i nostri allenatori hanno per questo sport e per i ragazzi che ogni giorno affidiamo loro». Per questo motivo il primo ringraziamento della serata è stato rivolto proprio a loro: «Il primo applauso di questa serata lo chiediamo per i nostri allenatori e per tutto lo staff, per chi ogni giorno trasforma l’allenamento in crescita e fa della palestra un luogo dove sentirsi parte di qualcosa».
Il saggio dedicato al tema degli opposti

La serata è poi proseguita con il tradizionale saggio ginnico, quest’anno dedicato al tema “Gli Opposti”. «Viviamo in un mondo fatto di contrasti: luce e ombra, forza e grazia, respiro e apnea. Spesso pensiamo che gli opposti siano nemici, ma nella ginnastica artistica impariamo che sono proprio le forze contrarie a creare l’equilibrio. Senza la spinta a terra non esisterebbe il volo; senza la tensione muscolare non esisterebbe la leggerezza». Attraverso le loro esibizioni, gli atleti hanno mostrato come elementi apparentemente contrastanti possano convivere nello stesso gesto atletico, trasformando forza e delicatezza, energia e controllo, slancio e precisione in un unico movimento.
La festa si è conclusa con il taglio della torta e con un pensiero che racchiude il significato di questi ottant’anni: Perseverant, dal latino “essi perseverano”. Un nome che, oggi più che mai, racconta una promessa mantenuta con uno sguardo proiettato al futuro











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