Processo Hydra, il sindaco di Legnano Lorenzo Radice in aula bunker a Milano
Il sindaco Lorenzo Radice ha assistito a Milano all’udienza all’interno dell’aula bunker, insieme ad alcuni sindaci e assessori del territorio. che si alterneranno in aula per garantire una presenza simbolica ma importante
Nuova presa di posizione istituzionale del Comune di Legnano nell’ambito del processo “Hydra”, il maxi procedimento contro la criminalità organizzata radicata tra le province di Milano e Varese. Il sindaco Lorenzo Radice ha assistito a Milano all’udienza all’interno dell’aula bunker, isieme ad alcuni sindaci e assessori del territorio.
«Un processo che racconta una verità che non possiamo permetterci di ignorare – è il commento del primo cittadino che ha scritton in un post pubblicato sui social alcune riflessioni a seguito della giornata – la ’ndrangheta, la mafia e la camorra prendono spazio anche nei nostri territori, nelle attività economiche, nelle relazioni e negli affari che attraversano le città e i comuni della Lombardia, soprattutto quelli di provincia. E, come ha ricordato la PM Alessandra Cerreti, qui da noi le mafie sono tutt’altro che silenti. Non fanno soltanto affari: continuano a muoversi con i loro vecchi mezzi, fatti di violenza, minacce, droga e morte».

I numeri dell’inchiesta Hydra – ricorda il primo cittadino – sono impressionanti: 270 indagati, 2.500 intercettazioni attivate e quasi 500 testimoni che la Procura si prepara a portare in aula. «Numeri che restituiscono la portata del fenomeno e la complessità del lavoro svolto dagli investigatori. Grazie ad avvisopubblico, stiamo organizzando una presenza regolare di sindaci alle udienze del processo. Ci alterneremo per garantire una presenza simbolica ma importante: perché le istituzioni facciano capire, anche con la presenza fisica, da che parte stanno. Essere in aula significa affermare con chiarezza che siamo dalla parte della legalità democratica, della trasparenza e delle comunità che vogliono crescere libere da ogni condizionamento criminale. La lotta alle mafie non riguarda qualcun altro. Riguarda tutti noi. E riguarda anche i Comuni, che ogni giorno sono chiamati a difendere il bene più prezioso di una comunità: la fiducia dei cittadini».







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