Dalla ex Pensotti a viale Sabotino: le proposte dei candidati sindaco a Legnano per il quartiere San Paolo
Il Gruppo Quartiere San Paolo ha chiamato a confronto i candidati sindaco per mettere a confronto le proposte delle coalizioni per il rione
Quale futuro per il quartiere San Paolo a Legnano? A poco più di due settimane dalle elezioni amministrative di domenica 24 e lunedì 25 maggio, il Gruppo Quartiere San Paolo ha chiamato a confronto al neonato centro civico del rione i candidati sindaco – con l’eccezione di Carolina Toia che non ha potuto partecipare – per mettere a confronto le proposte delle coalizioni in corsa, in una serata che ancora una volta ha fatto registrare il tutto esaurito tra cittadini e (tanti) candidati e addetti ai lavori.
La viabilità
Sul tavolo dei candidati sindaco in primis la viabilità, tema sempre più prepotentemente al centro dell’attenzione in tutta la città e per il quartiere legato soprattutto al nodo di viale Sabotino, con l’ipotetico collegamento alla SP12, e alla “bretella” tra via Liguria e l’ospedale.
Per il sindaco uscente Lorenzo Radice è il momento di superare il «progetto ultradecennale» per l’arteria stradale, essenzialmente legato «agli sviluppi che i privati daranno a varie aree». «Nel nostro PGT c’è il raccordo con la SP12 – ha sottolineato -, un’arteria che passa dietro l’INPS per sgravare via Podgora». Quanto a via Liguria, invece, da qualche mese l’amministrazione in scadenza di mandato ha dato il là ad un’apertura sperimentale e intende proseguire su questa strada per poi trarre le conclusioni del caso: «Prima si guardano i dati, poi si decide»
Federico Amadei, invece, vuole slegarsi dalla visione per cui «le opere della viabilità sono legate a doppio filo agli operatori». Per il quartiere il Patto civico vede nelle ciclabili la declinazione del concetto di viabilità di protezione, ma è necessario che siano «fatte bene». «In questo quartiere ce ne sono abbastanza, e credo piacciano, ma bisogna realizzarle bene – ha sottolineato, quella di via Podgora è pericolosa». Quando alla “bretella”, invece, la soluzione attuale «potrebbe essere adeguata», ma servono dati e soprattutto vanno considerate le «sensazioni» del quartiere.
Per Mario Almici, infine, «non si può lasciare nelle mani dei privati il destino dei cittadini» e per questo l’intenzione è quella di tornare al tavolo con gli operatori e «ritrattare le condizioni» per dare risposte ai cittadini. Quanto alla “bretella”, invece, il centrodestra non ha dubbi sull’apertura, mentre per le ciclabili, considerando che «non ci sono tutte queste biciclette che girano per Legnano, soprattutto su piste ciclabili veramente pericolose», «dove non si possono fare, non si fanno».
La sicurezza
Poi la sicurezza, reale e percepita. Per Amadei la soluzione è il decoro, sottolineando che sotto questo profilo «si poteva fare tanto, tanto di più in città». La “ricetta”, quindi è «superare la negazione» perché «il problema esiste» e per farlo il Patto civico pensa all’unità cinofila, si dice favorevole alla presenza dell’esercito in alcune zone della città ma “boccia” l’uso del taser.
Netta la posizione di Almici, che intende puntare sulla «presenza dei militari in stazione» e sul «presidio della Polizia Locale», oltre che sull’unità cinofila e su un tavolo interforze. «I cittadini tutti i giorni chiedono una sola cosa: sicurezza. Bisogna dare il segnale che l’aria sta cambiando».
Per Radice – che ha ricordato quanto fatto per unità cinofila e telecamere e la pattuglia della Polizia Locale in servizio fino alle 2 – servono in primis risposte dallo Stato centrale, visto che «le Polizie Locali italiane sono sotto di 12mila unità» e Polizia e Carabinieri di «30mila» ma rimangono i limiti sulle assunzioni e sugli straordinari.
L’urbanistica
Al centro del dibattito anche l’urbanistica, in primis le due grandi “incompiute” del quartiere, ovvero la ex Andrea Pensotti e le Fonderie Tosi. Su questo fronte il centrodestra intende ripartire dal tavolo negoziale con gli operatori, senza «regalare nulla» ma «trovando il giusto equilibrio» per superare «il braccio di ferro» di questi anni tra proprietà e amministrazione che «stanno pagando i cittadini».
Il centrosinistra, invece, non intende «cedere» sull’area ex Pensotti. «Andremo avanti con il braccio di ferro – ha sottolineato Radice -, ma non sto al ricatto di chi mi chiede di rinunciare alle connessioni tra via Parma e via San Bernardino o di considerare le aiuole come verde».
Quello che è mancato in questi anni, infine, per il Patto civico è il «confronto». «L’urbanistica deve essere gestita dal Comune, un sindaco può farlo anche se le procedure sono lunghe», ha ribadito Amadei, rilanciando la necessità di ripartire dal «confronto prima di tutto con i cittadini, poi con le forze politiche e con l’operatore».
Ambiente e qualità della vita
Tra i temi sottoposti ai candidati anche ambiente e qualità della vita, da impatti e ricadute dell’inceneritore di Borsano e dell’impianto FORSU di via Novara al centro islamico di via Tasso e al futuro impianto agrifotovoltaico di via Liguria.
Su questo punto Radice ha escluso l’arrivo di un «insediamento commerciale» in via Liguria e ha assicurato mitigazioni sull’impatto paesaggistico dell’impianto agrifotovoltaico. Il sindaco uscente ha inoltre parlato di «dati infinitamente al di sotto delle soglie di legge» per l’inceneritore di Borsano e dell’intenzione di stare «con il fiato sul collo» all’operatore per «garantire il massimo abbattimento possibile per gli odori» dell’impianto FORSU. Per il centro islamico, infine, bisogna lavorare «soprattutto sul traffico e sulla gestione dei parcheggi».
Amadei – che ha ironicamente ricondotto il mancato arrivo del centro commerciale da 17mila metri quadri in via Liguria agli insediamenti previsti dal PGT – ha parlato di «un fotovoltaico inguardabile ad altezza uomo in un’area verde» e ha ribadito la necessità di «dati alla messa a terra e non solo dati all’emissione» per l’inceneritore, promettendo in caso di elezione «un’indagine epidemiologica» per l’impianto di Borsano e quello di via Novara
Almici, infine, ha “bocciato” su tutta la linea l’impianto agrifotovoltaico, sottolineando che per le rinnovabili sarebbe meglio pensare ai «tetti degli edifici comunali» anziché «ad un prato». Il candidato del centrodestra – che non ha mancato di ribadire il «rilancio» dell’inceneritore dopo che il sindaco uscente nella campagna elettorale aveva parlato di «morto che cammina» («Accam, non Neutalia», ha replicato fuori microfono Radice) -, inoltre, per il centro islamico ha ribadito che «la libertà di religione va garantita a chiunque» ma anche che «la libertà finisce dove inizia quella degli altri».
Il futuro del quartiere
Ultimo punto messo in agenda dal Gruppo Quartiere San Paolo la visione di lungo termine per il quartiere e gli impegni che i candidati sono disposti a prendersi con chi ci abita.
Amadei per il domani del rione punta sulla «socialità che stanno creando le associazioni» e soprattutto sul «confronto». Il Patto civico, inoltre, è «molto favorevole al restauro della chiesetta» perché «può diventare il centro» del quartiere.
Il «rapporto diretto e continuativo» è alla base anche della proposta di Almici, con il centrodestra che pensa anche a «dare autonomia» al quartiere, magari con un «budget autonomo» da assegnare ai diversi comitati di quartiere per quello che «desiderano o considerano utile».
Radice, invece, riparte dalla proposta di creare «forum di quartiere» e dalle scuole. Il centrosinistra, infatti, vede in San Paolo il prototipo perfetto per lavorare su «disagio giovanile» e «comunità educante» vista la presenza del campus scolastico tra via Abruzzi e via Parma, «fulcro del rilancio».









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