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L’assessore Fedeli: “Con il nuovo PGT a Legnano riduzione del consumo di suolo oltre il 65%”

Dopo la seconda e conclusiva conferenza di valutazione ambientale strategica, l'amministrazione traccia un bilancio ambientale del nuovo PGT di Legnano

Giunta Lorenzo Radice Comune di Legnano

Da un lato le critiche delle opposizioni, con il consigliere Franco Brumana che stigmatizza una diminuzione del consumo di suolo «quasi impercettibile del 2,54%» e parla di eccesso di centri commerciali, citando come esempio «il maxi centro commerciale di 17.500 metri quadri di via Liguria nel quartiere San Paolo». Dall’altro Palazzo Malinverni che rivendica la riduzione di suolo «oltre il 65%» e il «miglioramento del bilancio ecologico» come «i due aspetti più rilevanti sul piano ambientale del nuovo PGT» di Legnano, che lunedì 11 settembre ha affrontato la seconda conferenza di valutazione ambientale strategica, ovvero quella conclusiva.

Sono lontane, come per la verità lo sono sempre state in questi mesi, le posizioni di maggioranza e minoranze sul nuovo piano di governo del territorio, che martedì 12 verrà ufficialmente presentato in commissione. A poche ore da una seduta che si preannuncia in salita, è l’amministrazione comunale a tracciare un bilancio del documento che rappresenterà il biglietto da visita per la città nei prossimi anni.

CONSUMO DI SUOLO

Sotto il profilo ambientale la variante al PGT si pone come obbiettivo la riduzione del consumo di suolo andando oltre la soglia richiesta dalle norme sia regionali sia di Città Metropolitana e arrivando a una riduzione pari al 65,61% della superficie urbanizzabile su suolo agricolo naturale (oltre 235mila metri quadrati pari a 32 campi da calcio) – spiegano dall’amministrazione comunale -. Questo significa che ampie zone del nostro territorio, precedentemente edificabili, rimarranno agricole. È il caso dell’ex AT 1, a destinazione residenziale, nel quartiere San Paolo e di una porzione di un ex ambito di trasformazione nella zona Oltresaronnese, che sono stati stralciati.

Il miglioramento del bilancio ecologico, che si attesta sul 62,39% (oltre 531mila metri quadrati, pari a 74 campi da calcio, saranno ridestinati ad agricolo naturale), è un altro fattore importante dell’attenzione del piano all’ambiente. Il nuovo PGT chiede, infatti, di creare ampie aree a verde, della superficie di minima di 5mila metri quadri, all’interno di territori già urbanizzati per migliorare il bilanciamento ecologico (BES). All’interno di aree dismesse o parti del territorio fortemente urbanizzate, si dovranno de-impermeabilizzare i suoli creando nuove aree verdi (parchi pubblici), restituendo così una quota importante di superficie urbanizzabile a una destinazione agricola naturale aumentando in questo modo la permeabilità del suolo, riducendo le isole di calore e migliorando l’invarianza idraulica. Il bilancio ecologico è la differenza tra la superficie agricola che è trasformata per la prima volta dagli strumenti del PGT e la superficie urbanizzata e urbanizzabile che è contestualmente ridestinata nello stesso PGT a superficie agricola. La riduzione del consumo di suolo, orienterà le nuove trasformazioni urbanistiche, nonché tutte le opere pubbliche e i principali interventi edilizi da eseguire, al soddisfacimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di risparmio delle risorse territoriali ed energetiche.

RETE ECOLOGICA COMUNALELa proposta di variante al PGT punta anche a costruire la Rete Ecologica Comunale (REC) che ha l’obiettivo di legare in un disegno unitario i parchi e le aree verdi, sia esistenti sia in progetto, dando vita a un sistema di connessioni ecologiche. Un ruolo rilevante all’interno di questo schema di rete ecologica è ricoperto dal Fiume Olona: la fruibilità di un corridoio lungo le sponde del fiume sarà garantita con l’attuazione di alcuni ambiti di trasformazione previsti dal documento di piano e di alcuni piani attuativi del piano delle regole, attraverso la de-impermeabilizzazione di una serie di aree e la loro integrazione all’interno di un disegno unitario di spazi verdi e interconnessi da percorsi ciclopedonali.

La proposta di variante al PGT individua proprio il corridoio sull’Olona quale asse portante della REC riconoscendo in tale infrastruttura verde un elemento fondamentale quale parte integrante del sistema del paesaggio e del tessuto urbano di Legnano, rendendo fruibili le sponde, valorizzando i punti e le aree lambite, comprendendo anche le aree verdi private e creando nuovi spazi aperti, verdi e di aggregazione per la cittadinanza, oltre a intercettare i luoghi della cultura identitari per la città collocati lungo il suo corso.

CONSUMI ENERGETICI, MOBILITÀ SOSTENIBILE E PARCHI

Per tutti gli interventi edilizi il PGT incentiva l’utilizzo di tecniche finalizzate al contenimento dei consumi energetici, l’attenuazione delle isole di calore, l’incremento di almeno il 25% delle aree private libere destinate a verde. Il documento prevede azioni che rispondano agli impatti e alle vulnerabilità locali attuali e future facendo ricorso alle azioni basate sulla natura (NBS – Nature Based Solutions), inserendo quindi in ambito urbano e periurbano aree permeabili e vegetate, naturali e seminaturali, comprendenti sia le “infrastrutture verdi” (giardini, tetti verdi e spazi permeabili) sia le “infrastrutture blu” (sistema delle acque superficiali). Queste potranno concorrere a mitigare l’ambiente urbano dall’effetto delle isole di calore e diminuire gli inquinanti climalteranti e migliorare la qualità degli interventi edilizi.

La variante punta con forza allo sviluppo di nuove forme di mobilità sostenibile, legate in particolare alla definizione di una rete ciclabile integrata ed estesa a tutto il territorio legnanese e anche verso il territorio extraurbano, così come definita anche dal progetto di Bicipolitana, collegando punti di interesse, favorendo la mobilità verso i Comuni limitrofi e aumentando di 30 km lo sviluppo delle ciclabili.

Il PGT valorizza i Parchi locali di interesse sovracomunale (PLIS), in particolare quello dell’Alto Milanese, in quanto rappresenta un elemento ecologico di rilievo nel quadro di una ricucitura fra gli ambiti della valle del Ticino e la valle dell’Olona, ormai fortemente antropizzati. La Variante al PGT introduce la proposta di ridefinizione e ampliamento del PLIS Parco Alto Milanese attraverso l’inclusione nel nuovo perimetro di una vasta porzione di territorio agricolo a ovest del territorio comunale e valorizza il paesaggio agricolo residuo salvaguardando le aree rimaste per assicurarne la sopravvivenza e incentivandole alla specializzazione, anche mediante l’inserimento di funzioni specifiche quali orti urbani e didattici.

IL COMMENTO DELL’ASSESSORE

«Scopo della VAS è quello di dimostrare che la proposta di variante del PGT, così come è stata delineata,
garantisca un elevato livello di protezione dell’ambiente e promuova lo sviluppo sostenibile del territorio –
sottolinea Lorena Fedeli, assessore alla Città futura -. Il processo di VAS ha, infatti, il ruolo fondamentale di
integrare le considerazioni ambientali durante il processo di formazione del piano per garantire che l’attività
pianificatoria si mantenga entro una piena sostenibilità ambientale. L’ottica è di integrare i due aspetti,
pianificatorio e ambientale, attraverso due processi che si sviluppano in parallelo ma in modo strettamente
connesso. L’intero processo di VAS ha, infatti, il compito importante di “guidare” la
pianificazione/programmazione territoriale verso la sostenibilità ambientale delle scelte del piano, entrando
in azione fin dall’inizio e proseguendo nella fase attuativa del piano stesso attraverso un sistema di
monitoraggio».

«Questo documento – conclude fedeli – tratteggia una strategia territoriale con una visione ampia, in uno
scenario territoriale che travalica i confini comunali, per rendere Legnano una città sempre più attrattiva e
competitiva, con una forte impronta ecologica e in grado di vincere le vitali sfide del futuro sul piano
ambientale».

Redazione
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Pubblicato il 12 Settembre 2023
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