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L’appalto per i lavori al cimitero monumentale di Legnano finisce davanti al Consiglio di Stato

L'appalto per i lavori al cimitero monumentale era stato portato davanti al TAR dalla società arrivata seconda alla gara per l'aggiudicazione

cimitero legnano

Non c’è pace per l’intervento di riqualificazione avviato nel 2016 al cimitero monumentale di Legnano, che sei anni dopo la metaforica posa della prima pietra sta per affrontare il secondo grado di giudizio nelle aule della giustizia amministrativa per una querelle legata alla procedura di aggiudicazione dell’appalto.

L’intervento di restyling del camposanto, inaugurato nel 1898, si era reso necessario visti i problemi di deterioramento e aveva comportato il rifacimento della rete fognaria e dei viali, il risanamento dei colombari finalizzato principalmente all’eliminazione delle infiltrazioni, l’abbattimento delle barriere architettoniche con la realizzazione di due ascensori e la ristrutturazione degli esistenti servizi igienici, oltre alla realizzazione di aree di sosta alberate con panchine e fontanelle e al taglio di alberi e arbusti malati.

lavori cimitero monumentale legnano

L’iter per l’affidamento dei lavori al cimitero era partito a dicembre 2015, a stretto giro di posta dall’approvazione del progetto preliminare da parte della giunta guidata dall’allora sindaco Alberto Centinaio. L’aggiudicazione vera e propria della procedura era arrivata qualche mese dopo, ad aprile 2016, ma già dopo poche settimana la società che si era ritrovata al secondo posto in graduatoria aveva inoltrato al comune un preavviso di ricorso con tanto di richiesta di accesso agli atti di gara, poi sfociato in un’istanza di annullamento in autotutela dell’aggiudicazione respinta da Palazzo Malinverni.

A settembre di quello stesso anno in comune era poi arrivata la notifica del ricorso vero e proprio, con il quale la srl aveva chiesto i danni per i guadagni persi a seguito dell’illegittima aggiudicazione dell’appalto relativo alla riqualificazione del cimitero di corso Magenta, evidenziando diversi profili di criticità nell’attribuzione dei punteggi nonché la carenza di un requisito di partecipazione: obiezioni in parte ritenute fondate dalla prima sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, che ad inizio febbraio ha condannato il comune di Legnano a risarcire alla società circa 52mila euro, ridimensionando comunque considerevolmente l’importo richiesto dalla società.

Ora però la sentenza dovrà passare la vaglio del Consiglio di Stato: Palazzo Malinverni ha infatti deciso di proporre appello contro il provvedimento del TAR, scelta messa nero su bianco da una delibera di giunta della seconda metà di febbraio pubblicata in questi giorni sull’albo pretorio del comune.

QUI LA SENTENZA DEL TAR

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 07 Marzo 2022
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