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Raffaele Bonito neo gran maestro: “Il Palio di Legnano deve essere unione d’intenti”

Nel giuramento odierno, il neo gran maestro vede "un impegno che tutti noi abbiamo nei confronti della storia e rispetto alle generazioni future"

La cerimonia dell'investitura del gran maestro Raffaele Bonito

Con la cerimonia in Basilica San Magno, il Collegio dei capitani e delle contrade ha ufficialmente un  nuovo gran maestro: Raffaele Bonito, già gran priore della contrada La Flora negli anni della vittoria 2005 e 2008, e inoltre consigliere del “Collegio” negli ultimi quattro anni.

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Dopo la cerimonia dell’Investitura religiosa in Basilica, Bonito, ha così esordito nel discorso di apertura del suo mandato nel salone della Famiglia Legnanese: «La cerimonia odierna lascia spazio a numerose riflessioni e considerazioni, che spaziano dalla storia del nostro Palio sino ai legami che stringono gli Enti Fondatori e le Contrade, in un patto saldo che ha permesso, sin dal secolo scorso, di poter continuare a celebrare, ‘secondo antica e consacrata tradizione’, l’unicità culturale e sociale espressa dalla nostra città: il Palio, che sempre più frequentemente definiamo come un’esperienza aggregativa di carattere sociale. Definizione più che calzante, ma noi tutti – Magistrati, Reggenze, Contradaioli e Legnanesi – siamo molto altro».

Il neo gran maestro ha così parlato di un «Palio che deve essere unione d’intenti. Aspetto tutt’altro che trascurabile, come recita anche parte del motto del Collegio dei Capitani: ‘In corde concordes’, e che recentemente è stato ulteriormente sottolineato con l’intitolazione del piazzale antistante la ‘Casa del Palio’, il Castello di Legnano, come Piazza della Concordia».

«Concordia che  non è semplicemente la conformità di sentimenti, di voleri, di opinioni fra più persone; essa è il raggiungimento di un’armonia spirituale finalizzata a un comune, costruttivo, obiettivo – ha spiegato Bonito -. La concordia è un intreccio simile a quello che su un telaio costituisce un tessuto. I fili di trama sono le Contrade, il Collegio, la Famiglia Legnanese, il Comune, i Contradaioli che si intersecano con i fili d’ordito, ovvero con la storia, la tradizione, i riti, le comunità culturali del nostro territorio. La concordia tra i vari elementi permette, oggi così come 845 anni fa, di creare un senso di adesione e condivisione unico e irripetibile».

«Il giuramento prestato oggi non è dunque un’espressione formale o un vuoto contenitore – la conclusione del gran maestro-. Il giuramento è una presa di coscienza che tutti dobbiamo tenere bene a mente – io per primo – di un impegno che abbiamo nei confronti della storia e rispetto alle generazioni future. La forza che scaturisce dall’unione tra i singoli fili costituisce un tessuto sul quale costruire l’abito del Palio: tanto più bello e forte sarà ciò che andremo a intrecciare, tanto ne guadagnerà tutta Legnano. Ringraziandovi nuovamente per essere intervenuti oggi, auguro a tutti buon lavoro, per rendere la nostra manifestazione storica sempre più vissuta e partecipata dall’intera cittadinanza».

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di info@legnanonews.com
Pubblicato il 20 Novembre 2021
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