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Tagliate le vaccinazioni nelle RSA, Fondazione Sant’Erasmo: «Disagi per ospiti e territorio»

Una circolare regionale prevede che decine di centri vaccinali, principalmente RSA, case di riposo ed istituti geratrici, non vengano più riforniti

Rsa Sant'Erasmo

La Regione riorganizza i centri vaccinali e taglia i rifornimenti a decine di punti di somministrazione, quasi tutte residenze sanitarie assistenziali, case di riposo ed istituti geriatrici. La circolare, che porta la firma del nuovo direttore welfare di Regione Lombardia Giovanni Pavesi, è stata recapitata ai diretti interessati nella mattinata di martedì 20 aprile e prevede che tra qualche giorno i centri indicati, che non risultano «coinvolti in maniera consistente nell’attività di vaccinazione nelle ultime due settimane», «non vengano più riforniti».

Diversi i centri coinvolti anche nel Legnanese, come la Casa Ospitalità Anziani di Rescaldina, la Casa Famiglia per anziani “Dott. Vittorio Crespi” di Villa Cortese, la Residenza San Remigio e la Casa Famiglia per anziani di Busto Garolfo, la Fondazione Mario Lampugnani di Nerviano, la RSA Leopardi e l’Albergo del Nonno di Parabiago, la Casa di riposo Luigi Accorsi, la RSA Casa Padre Pio, la RSA Angelina e Angelo Pozzoli e la RSA Sant’Erasmo di Legnano. E proprio dalla fondazione di corso Sempione, che fino ad oggi ha somministrato circa 527 dosi di vaccino ad ospiti, operatori, personale esterno dei servizi continuativi e volontari e stava avviando in questi giorni la campagna per gli utenti della RSA aperta, arriva una voce di protesta.

Non solo e non tanto perché la struttura finora aveva lavorato a costo zero per il sistema sanitario regionale e si era anzi resa «disponibile ad estendere il campo di azione anche al resto della cittadinanza», come sottolinea il direttore generale Livio Frigoli, ma soprattutto perché la nuova organizzazione «comporterà non poche complicazioni – spiegano dalla Fondazione -. Innanzitutto per le stesse RSA e i loro ospiti, che in ingresso dovranno gioco forza essere dirottati a chissà quale grande centro vaccinale, dove potrebbero pure andare incontro a rischi infettivi e al rientro mettere a repentaglio l’intera comunità della RSA, anche nonostante il debito isolamento di dieci giorni. Non mancheranno poi i disagi per il territorio, già oggi mortificato da uno smistamento dei vaccinandi talvolta rallentato anche dal dover raggiungere centri vaccinali lontani».

«Mi auguro che prevalga il buonsenso – conclude il presidente della fondazione, Domenico Godano -. Troppo spesso le autorità hanno sottovalutato il ruolo e l’importanza delle RSA. Confido che la Regione riesca ad inquadrare la funzione e l’utilità che le RSA possono garantire al sistema sanitario e ai cittadini lombardi. Spero solo che avvenga al più presto, per il bene di tutti».

di leda.mocchetti@legnanonews.com
Pubblicato il 20 Aprile 2021
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