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Accam, nuovo appello di Legnano a Busto Arsizio per il salvataggio dell’inceneritore

Il 26 gennaio il Comune di Legnano nuovo coordinamento dei soci Amga. Brumana: "Questa società è già fallita. Se il Re è Nudo diciamo che il Re è Nudo"

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Nuovo appello dell’amministrazione comunale di Legnano al Comune Busto Arsizio per il salvataggio di Accam. Dopo che è decaduta la manifestazione di interessi presentata da Amga, perchè venute meno le condizioni necessarie per la sua approvazione, il commissione consiliare il sindaco Lorenzo Radice ha rinnovato l’invito ai colleghi bustocchi per lavorare insieme per una gestione dei rifiuti integrata, di area vasta e nell’ottica di una economia circolare: «Respingo le accuse di chi mi dice che abbiamo giocato al rialzo – ha detto il primo cittadino -. Noi abbiamo lavorato per creare alleanze e mantenere una gestione pubblica e territoriale dei rifiuti: io non sono tra quelli che vogliono fare fallire Accam perchè questo comporterebbe costi in più, che andranno ad incidere sul cittadino, oltre  al rischio dell’ingresso di un privato che vogliamo evitare».

Ecco allora la proposta che  il Comune di Legnano porterà nel coordinamento dei soci Accam: «Oggi si apre un capitolo per andare su un sentiero più formale guidato dalle procedure della legge fallimentare  – ha spiegato l’assessore delegato alle partecipate del Comune di Legnano, Alberto Garbarino -. Si tratta di nuova ipotesi di lavoro per non ritirare formalmente la manifestazione di interessi (anche se decaduta) che potrà concretizzarsi solo se Agesp, la società partecipata del Comune di Busto, otterrà il mandato dal consiglio comunale per il sostegno finanziario ipotizzato (circa tre milioni) e se Accam presenterà nel coordinamento il bilancio 2019 chiedendo mandato per una procedura di ristrutturazione secondo i termini della legge fallimentare. Sempre Accam, entro i termini previsti, dovrà presentare la documentazione e attivare la procedura fallimentare con accordo di ristrutturazione o concordato in continuità».

«L’economia circolare nulla ha a che fare con il mantenimento di un inceneritore, è esattamente l’opposto – ha controribattuto il consigliere del Movimento dei Cittadini Brumana – Nel nostro caso non c’è nemmeno collegamento con il teleriscaldamento e si va addirittura ad aumentare il volume dei rifiuti da bruciare, allargando l’area di conferimento. State girando attorno a problemi che sono irrisolvibili: io capisco che fare fallire una società pubblica è difficile, ma questa società è già fallita. Se il Re è Nudo diciamo che il Re è Nudo». E’ per il fallimento anche il consigliere comunale Letterio Munafò che vorrebbe si trovasse «la giusta soluzione per Comune Legnano, Amga e Ala».

Brumana ha sollevato dubbi anche sulle le tariffe per l’incenerimento dei ROT ( rifiuti speciali ospedalieri ) riservate ad Ecoeridania: «Considerate che per 12 anni e’ previsto in Accam l’incenerimento di 12.000 tonnellate di ROT di Ecoeridania – spiega il consigliere – Per 4 anni lo sconto a questa società sarà pari a 129 euro a tonnellata , poi scenderà a 112 euro. Se fate i conti e scoprirete che AMGA ha previsto un beneficio complessivo a favore di Ecoeridania pari a 16.994.000 euro. Nel piano economico e finanziario non si trova alcuna spiegazione della differenza tariffaria»


Oggi si svolgerà il coordinamento del soci Amga e non l’assemblea dei soci Accam come erroneamente scritto inizialmente.

Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 25 Gennaio 2021
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