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Villa confiscata a Legnano, non più casa rifugio ma centro antiviolenza e prima accoglienza

Troppo pubblicizzato lo spazio per ospitare una casa rifugio. A breve la villa ospiterà il centro antiviolenza e si pensa a una prima accoglienza per le emergenze. Rinnovo annuale dei servizi comunali con Azienda So.Le.

Generica 2020

Dopo un iter durato anni, la villa sequestrata nel 2014 alla ‘ndrangheta a Legnano sarà presto pronta per ospitare il centro antiviolenza e aiutare le vittime di maltrattamenti. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione Benessere e Sicurezza sociale, Pinuccia Boggiani dopo che, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza di genere,  il consigliere comunale Franco Brumana aveva sollecitato il sindaco sul progetto.

«Ci sono stati problemi nella ristrutturazione – ha spiegato la presidente – il problema a breve potrebbe essere risolto con gli ultimi accorgimenti tecnici. La rete anti violenza, che ha come capofila il Comune di Cerro Maggiore, attraverso una convenzione dovrà poi affidare la gestione al Comune di Legnano. In questo spazio si può collocare il centro antiviolenza e con un bando per la gestione si potrà partire con un progetto, non per una casa rifugio, perchè è stata pubblicizzata e non sarebbe logico, ma per una prima accoglienza della donna, per tamponare l’emergenza.  A breve dovrebbe comunque concretizzarsi questo progetto».

A tenere banco durante la commissione è stata l’azienda consortile So.Le con la quale il Comune rinnoverà un contratto annuale, e non triennale, per avere il tempo di analizzare e studiare i servizi e fare le valutazioni del caso per poi proseguire con i servizi in base a quanto esaminato. Decisamente importante il lavoro dell’azienda, di cui fanno parte 10 Comuni del Legnanese, con 102 dipendenti e un ricavo nel 2019 di oltre 6 milioni di euro. Legnano ha affidato a So.Le la tutela Minori, il servizio di assistenza domiciliare e assistenza giuridica e l’inserimento lavorativo. La voce più importante è quella della tutela minori: 270 quelli seguiti solo nel 2019 nell’ambito dei Comuni del Legnanese. Un numero che ha particolarmente messo in allarme il consigliere di minoranza Franco Brumana, secondo il quale bisogna accentuare l’assistenza alle famiglie (economica, culturale, linguistica e psicologica) e la tutela legale per prevenire il distacco del minore: «Ho avuto occasione di seguire casi molto delicati e l’esperienza con azienda So.Le. è stata negativa. L’azienda – ha detto Brumana – deve fare fatturato e ha interesse a fare affidi ma bisogna prevenire queste situazioni pesanti». Da parte di tutti i membri della commissione è stata chiesta massima attenzione al tema con l’impegno a lavorare a attivare gruppi di lavoro con esperti del settore.

Durante la commissione è stato fatto anche il punto dei lavori alla ex casa Accorsi, il cui immobile completamente riqualificato sarà pronto entro la fine del 2021.

di valeria.arini@legnanonews.com
Pubblicato il 03 Dicembre 2020
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