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Elezioni a Legnano, i candidati annunciano nuove deleghe ma i nomi sono ancora “top secret”

Come sarà l'organizzazione del personale comunale e amministrativo con il nuovo sindaco di Legnano? Lo abbiamo chiesto ai 7 candidati alla poltrona di sindaco

palazzo malinverni comune legnano 2019

Come verranno organizzati  personale comunale e il consiglio comunale con il nuovo sindaco? Tranne Lorenzo Radice (centrosinistra) che si è riservato di  annunciare i primi nomi durante il ballottaggio, qualora dovesse passare il primo turno, nessuno ha voluto anticipare i nomi di chi andrà a costituire la futura giunta. E in questo è stata particolarmente netta Carolina Toia che piuttosto che di nomi preferisce «parlare di come affrontare il Coronavirus e la crisi socio-economica che ne deriverà» e Franco Brumana che non ritiene corretto anticipare nomi: «La giunta verrà presentata dopo la vittoria elettorale».

Più chiare  sono invece le idee sulle deleghe da affidare in caso di vittoria. La Sinistra ritene «utile che su alcune problematiche vengano assegnate delle deleghe specifiche ai consiglieri, ad esempio alle pari opportunità che comprenda il contrasto degli stereotipi di genere e dell’uso sessista e degradante della figura femminile, alle periferie, all’accoglienza e integrazione, alla creatività giovanile». La lista di centrosinistra che sostiene Lorenzo Radice, ha intenzione di istituire un assessorato alle “Piccole cose”, «un canale efficiente di ascolto e segnalazione al servizio dei cittadini; inoltre aggiungeremo due deleghe». Una alla Salute, per lavorare con le istituzioni sanitarie del territorio senza più abbandonare i cittadini, come si è visto durante l’emergenza Covid; e una all’Alto Milanese, per fare rete coi Sindaci del territorio e relazionarsi con Città Metropolitana. Nella lista Movimento per i cittadini e Legnano Cambia ci sarà un assessore con la delega agli affari generali, alla semplificazione dei rapporti con i cittadini, alla legalità e alla partecipazione. Non prevede invece nuovi assessorati o deleghe, Rigamonti (M5S) che prevede però un “responsabile bandi” per evitare che non si fruisca appieno delle opportunità che avremo nel prossimo futuro anche a seguito dell’accordo raggiunto circa il Recovery Fund. Franco Colombo, candidato della lista che porta il suo nome pensa infine a una delega al Palio come figura di controllo qualora venisse costituita la Fondazione Palio. Mentre i Verdi sognano un assessorato alla felicità.

Per quanto riguarda la macchina comunale diverse sono le opinioni sull’opportunità o meno di istituire una figura dirigenziale, come il direttore organizzativo del Comune, la cui nomina è stata al centro dello tsunami giudiziario che ha portato alla condanna in primo grado del primo cittadino e dei suoi assessori Lazzarini e Cozzi per turbativa d’asta. Solamente Lorenzo Radice ritiene il direttore organizzativo una nostra priorità, in quanto «serve una figura capace di intercettare risorse utili alla realizzazione di opere e progetti e con una visione d’insieme che indirizzi e finalizzi il lavoro dei singoli settori». Per gli altri candidati un dirigente organizzativo non è necessario, meglio piuttosto valorizzare il personale già in organico. Per Lucia Bertolini, proprio perchè la normativa ha abolito la possibilità nei comuni inferiori ai 100.000 abitanti di nominare un direttore generale e  le funzioni di coordinamento sono compito del Segretario comunale, i Comuni possono assegnare posizioni organizzative al personale interno, «soluzione che ci sembra la più corretta e quella che consente anche una valorizzazione e una crescita delle competenze interne alla macchina comunale». La candidata non condivide inoltre l’introduzione di modelli aziendalistici nell’organizzazione del lavoro del Comune. Dello stesso parere Franco Brumana, secondo cui il Comune dispone di un numero notevole di dirigenti che percepiscono retribuzioni molto elevate e «non sembra il caso di nominare come avevano fatto la Giunta del PD e della Lega un ulteriore dirigente e di aumentare i costi, meglio valorizzare le competenze dei dirigenti attuali» e Franco Colombo, che queste figure ha avuto modo di conoscerle e ritiene vadano valorizzate senza cercare nuovi dirigenti. Secondo i Verdi non è nemmeno possibile  tralasciare l’aspetto economico che per una tale figura. La nomina di un dirigente o l’istituzione di nuove deleghe non sembra essere tra le priorità a breve termine nemmeno di Carolina Toia che si focalizza sulla giunta: «Ai personalismi bisogna far prevalere la responsabilità. Per la squadra, c’è tempo: ne parleremo, spero, dal 22 settembre».

 

Valeria Arini
valeria.arini@legnanonews.com
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Pubblicato il 15 Settembre 2020
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