Si è chiuso con un rinvio l’incontro tra proprietà e sindacati al MIMIT per la crisi del Gruppo NMS
Sindacati e proprietà torneranno a confrontarsi al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy giovedì 22 ottobre
Si è concluso con un rinvio a giovedì 22 ottobre l’incontro di ieri, martedì 29 settembre, tra sindacati e proprietà al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il futuro del Gruppo NMS, pochi giorni dopo l’invio delle lettere di apertura della procedura di licenziamento collettivo per tutti i 65 dipendenti di Accelera e per 86 dei 93 dipendenti di Nerviano Medical Sciences.
Durante l’incontro i vertici dell’azienda hanno confermato l’«impossibilità di revocare le due procedure», spiega Ivan Stabile, responsabile del coordinamento interno della CGIL. La proprietà, inoltre, ha sottolineato anche di non aver trovato «nessuna alternativa valida» in termini di potenziali acquirenti per il ramo aziendale dedicato alla ricerca, dopo che è di fatto sfumata la trattativa che nei mesi scorsi aveva riacceso le speranze.
«Il Ministero – aggiunge Stabile – si è reso disponibile a valutare una lista di fondazioni pubbliche o parastatali eventualmente in grado di assorbire alcune attività o linee di ricerca presenti in NMS», così come dal MIMIT si sono detti disponibili a verificare con il Ministero della Salute lo stato iter relativo al rilascio delle autorizzazioni per la ricerca in vivo per Accelera.
La crisi del Gruppo NMS
Il calvario dei ricercatori di Nerviano era iniziato a luglio 2025, quando l’azienda aveva comunicato l’intenzione di staccare la spina alle attività di ricerca licenziando di conseguenza i ricercatori dei reparti Chemistry e Biology. Da lì a nemmeno 15 giorni c’era stata la prima audizione in Regione, poi a settembre era partita la procedura di licenziamento collettivo, i cui termini sarebbero dovuti scadere a metà ottobre, pochi giorni dopo la seconda audizione al Pirellone. Nel frattempo, però, aveva preso il via un tavolo istituzionale al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e a valle dell’incontro la data era slittata in attesa di un secondo confronto. Confronto che aveva portato all’apertura di un primo spiraglio con l’ipotesi di un intervento pubblico, nonostante il rifiuto dell’azienda di sospendere la procedura di licenziamento collettivo.
Pochi giorni dopo, però, era arrivata un’altra tegola, quando la direzione del Gruppo NMS aveva comunicato, con un’ulteriore procedura di licenziamento, nuovi esuberi per 31 dei 42 lavoratori di Bionerviano. Nelle settimane successive, poi, il tavolo ministeriale aveva portato alla sospensione della procedura di licenziamento collettivo da parte dell’azienda fino all’incontro di oggi al MIMIT, per approfondire l’interesse di un soggetto industriale alla reindustrializzazione del ramo d’azienda oggetto di dismissione, con l’obiettivo di individuare soluzioni sostenibili per la salvaguardia dei livelli occupazionali e delle competenze scientifiche presenti a Nerviano. A fine anno, ad una manciata di giorni dalla visita del segretario generale della CGIL Maurizio Landini, era poi arrivata la notizia dell’annullamento della procedura di licenziamento collettivo.
La crisi del Gruppo NMS, però, non si era fermata lì, tanto che già in estate i sindacati si erano detti pronti a proclamare nuovamente lo stato di agitazione, come poi è successo dopo le lettere di apertura della procedura di licenziamento collettivo.
Foto di archivio










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