Fotovoltaico alla Bergamina a Nerviano, Lega, GIN e Con Nerviano: “La transizione si fa sui tetti, non nei campi”
Le tre forze politiche nei giorni scorsi hanno protocollato una serie di osservazioni contro il progetto, chiedendo al Comune di trasmetterle agli enti che prendono parte alla conferenza dei servizi
Ancora picconate da Lega, Gruppo Indipendente Nervianese e Con Nerviano contro il progetto presentato da un produttore indipendente di energia rinnovabile per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 45mila metri quadri in via Marzorati. Le tre forze politiche nei giorni scorsi hanno protocollato una serie di osservazioni per “bocciare” la proposta, chiedendo al Comune di trasmettere integralmente il dossier a tutti gli enti che prendono parte alla conferenza dei servizi.
«Il “no” non è un rifiuto ideologico della transizione ecologica, ma una contestazione basata su dati oggettivi e stringenti norme di tutela, sviscerate nel dossier punto per punto», spiegano da Lega, Gruppo Indipendente Nervianese e Con Nerviano. A partire da «incompatibilità urbanistica e tutele storiche», dal momento che «dal 1996 l’area è protetta da varianti nate da una mobilitazione di 4mila cittadini e validate dal TAR» e secondo le tre forze politiche «il progetto viola il PGT vigente, che qualifica il sito come “corridoio ecologico primario” all’interno della rete ecologica comunale e del PLIS Parco dei Mulini”».
Poi l’«impatto invasivo dei moduli e l’allarme idrogeologico», dal momento che «l’installazione di circa 3.900 moduli fotovoltaici a terra spezzerebbe in due la continuità biologica del cordone verde» e «la posa di pali, cavidotti e fondazioni in cemento a ridosso del Canale Villoresi e del fiume Olona minaccia il delicato regime idrico superficiale, ponendosi in palese contrasto con il regolamento regionale 7/2017 sulla sicurezza idraulica».
Ancora, il Carroccio e le due civiche puntano il dito con l’«inefficacia tecnica delle mitigazioni visive»: «L’analisi del progetto – ribadiscono – evidenzia gravi carenze metodologiche. Le barriere alberate proposte al livello del suolo sono geometricamente inadeguate: la presenza di punti di osservazione pubblici sopraelevati, come il ponte stradale e la passerella del Villoresi, renderà visibile l’impianto dall’alto come un’immensa piastra specchiante».
«La transizione si fa sui tetti, non sacrificando i campi», sottolineano Lega, GIN e Con Nerviano. «Nelle osservazioni depositate si rivendica l’applicazione della legge regionale 10/2026 sulla sovranità territoriale dei Comuni – concludono, dicendosi pronti a chiedere alla sindaca Daniela Colombo di «impugnare l’atto» e a «promuovere ogni opportuno ricorso al TAR insieme a cittadini e comitati» qualora venisse rilasciata l’autorizzazione -. Le fonti rinnovabili devono essere localizzate in via prioritaria su superfici già artificializzate, impermeabilizzate o compromesse, come coperture industriali, capannoni, parcheggi e aree dismesse, senza intaccare il suolo fertile».
Foto di archivio










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