Consegnati Fogli Rosa e Patenti Smartphone (anche) agli studenti dell’IC Viale Legnano di Parabiago
L'Istituto comprensivo Viale Legnano di Parabiago è capofila della rete di scopo che promuove l'iniziativa delle Patenti Smartphone
Si è svolta nell’aula magna dell’Istituto Gentileschi di Milano la quinta edizione della cerimonia ufficiale di consegna dei Fogli Rosa e delle Patenti Smartphone, che ha visto la consegna di 2.500 patentini alle delegazioni di 19 scuole.
Durante la cerimonia Monica Fugaro, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Viale Legnano di Parabiago, capofila della rete di scopo che promuove l’iniziativa, ha ricordato «il ruolo strategico e proattivo che la scuola deve avere: un vero e proprio “setting preventivo” capace di promuovere salute, responsabilità e consapevolezza prima che si manifestino i rischi della rete».
«Oggi quasi il 97% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni possiede uno smartphone – sottolineano dalla scuola -, passando in media dalle tre alle quattro ore al giorno davanti agli schermi. Ma il dato più delicato è un altro: un ragazzo su quattro manifesta già sintomi di un uso problematico. Di fronte a questa realtà, il progetto della Patente Smartphone ribalta l’approccio tradizionale. Non aspettiamo che nascano i problemi per rincorrerli: proprio come si impara a nuotare prima di tuffarsi in acque profonde, insegniamo l’equilibrio digitale prima che i ragazzi si muovano da soli sulle piattaforme più complesse».
«Il percorso accompagna la crescita – aggiungono dalla scuola -. Il Foglio Rosa per la scuola primaria attesta che l’alunno sta imparando a guidare le proprie emozioni e i propri tempi digitali, la Patente nella scuola secondaria sancisce una piena e verificata responsabilità. Non servono divieti calati dall’alto o controlli ossessivi che minano la fiducia, funziona invece il modello del mentore digitale: definire regole scritte e condivise, in cui ogni limitazione sia spiegata da un perché concreto».
Nel corso della cerimonia il prof. Giuseppe Riva, direttore dello Humane Technology Lab dell’Università Cattolica, ha spiegato i meccanismi psicologici della «flessibilità educativa dinamica», sottolineando come «l’autonomia digitale vada progressivamente conquistata e dimostrata sul campo, e non concessa automaticamente solo per il passare dell’età». Elena Ferrara, ex senatrice e promotrice della legge contro il cyberbullismo, ha invece portato la storia di Carolina Picchio, la quattordicenne a cui è dedicata la prima legge in Europa sul cyberbullismo. «Le parole fanno più male delle botte», ha ribadito Ferrara soffermandosi sull’importanza di «fornire ai ragazzi gli strumenti di autodifesa necessari per navigare la rete con saggezza e far valere i propri diritti».
Spazio anche all’architettura tecnica del progetto con Andrea Gnemmi, psicologo dell’associazione Controno Viola e a una domanda che ha stimolato la riflessione di ragazzi e adulti, quella dello psicologo e psicoterapeuta Nicola Iannacone che ha chiesto alla platea “Chi comanda: tu o il tuo smartphone?”.
«Un grandissimo applauso va alle studentesse e agli studenti che si sono messi in gioco, hanno studiato i moduli formativi e hanno brillantemente superato l’esame finale – sottolinea la dirigente scolastica dell’IC Viale Legnano -. Ma un ringraziamento altrettanto profondo va a tutti i nostri insegnanti. Portare in classe un tema così complesso, a volte scomodo, richiede tempo, formazione e tanto coraggio. Scegliendo di “arrivare prima”, i nostri docenti hanno dimostrato concretamente cosa significa essere guide autorevoli e competenti nell’era digitale».









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