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Parabiago si colora di Medioevo con il villaggio medievale e la rievocazione della battaglia

Pienone di visitatori a Parabiago per il doppio appuntamento dedicato al Medioevo al parco di Villa Corvini e al Parco Crivelli

Giornata medievale e rievocazione storica della battaglia a Parabiago

Tuffo nel Medioevo per Parabiago, che domenica 12 aprile è tornata al 1339 grazie alla Giornata medievale organizzata dalla Pro Loco al Parco Crivelli e alla rievocazione storica della battaglia di Parabiago andata in scena nel parco di Villa Corvini con la regia dell’associazione Parabiago Medievale insieme all’associazione culturale El Bigatt e a Legnanum Medievalis. Un doppio appuntamento tutto dedicato alla storia che è tornato a colorare la città e ha fatto come da copione il pienone di visitatori.

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La giornata medievale

Il parco Crivelli e via Sant’Antonio si sono immersi nella storia con la sfilata dei figuranti e il villaggio medievale, dove i visitatori sono stati accolti da venditori di stoffe, lanaioli, verduriera, ricamatrice, contadini, fabbro, falegname, fornaia e persino dalla fattucchiera, oltre che da artisti di strada come pittori, arpista, musici e giullari, tra fiori, dolci, balli, giochi, sonetti e partite a scacchi.

Spazio ovviamente anche alla storia, nonostante la scelta ormai consolidata di «non enfatizzare la battaglia di Parabiago come atto cruento di sangue e morti». Anche quest’anno c’è stato un doppio appuntamento con la sfilata in costume per le vie cittadine, mentre a far rivivere la battaglia è stata una partita a scacchi a personaggi viventi con la supervisione dell’associazione La Torre, che per l’occasione ha impostato una nuova partita con caselle di un metro per un metro e ragazzi con abiti e insigne ancora più fedeli degli anni passati.

Giornata medievale e rievocazione storica della battaglia a Parabiago

La rievocazione storica della battaglia

Anche il parco Corvini si è colorato di Medioevo fin dalle prime ore della mattinata con la quinta rievocazione storica della Battaglia di Parabiago, in occasione del suo 687° anniversario, tra campi medievali, arcieri, falconieri, guerrieri armati, sbandieratori, trampolieri e musici, streghe e stregoni, mercatino di artigiani e spettacoli degli sbandieratori, con la novità della presenza fin dal mattino di «misteriosi lupi».

La manifestazione, che come sempre «avrà un sottofondo culturale, rievocando un’epoca di rinnovamento e di crescita umana quale era il Trecento», coinvolgerà anche quest’anno decine di associazioni e centinaia di figuranti. Quest’anno ci sarà anche la Pro Loco di una città vicina che rappresenterà il contado del Seprio, il territorio che tradizionalmente era amico di Lodrisio Visconti, zio ribelle del signore di Milano, Azzone Visconti, i due maggiori antagonisti della battaglia di Parabiago.

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La battaglia di Parabiago

La battaglia di Parabiago fu combattuta il 21 febbraio 1339 nelle campagne attorno a Parabiago tra le truppe milanesi di Azzone Visconti, guidate dallo zio Luchino, e i ribelli della Compagnia di San Giorgio, guidati dallo zio Lodrisio, pretendente al titolo di Signore di Milano. Secondo quanto si legge sul sito dell’Ecomuseo, «la faida che portò alla battaglia affonda le sue radici negli anni precedenti, quando Azzone Visconti, unico erede del padre Galeazzo I, comprò il titolo di vicario di Milano dall’imperatore di Germania Lodovico il Bavaro: nel 1332 al suo governo si associarono gli zii Luchino e Giovanni Visconti e l’altro zio, Lodrisio, escluso, diede vita ad una serie di congiure per spodestare i tre creando un’armata chiamata Compagnia di San Giorgio.

Durante la battaglia per cogliere di sorpresa i nemici Lodrisio entrò a Parabiago da Canegrate, dal Sempione e costeggiando l’Olona. Al culmine della battaglia secondo la leggenda sarebbe apparso sul campo Sant’Ambrogio, spuntando a cavallo da una nuvola bianca, e avrebbe iniziato a frustare i soldati della Compagnia di San Giorgio. L’apparizione avrebbe dato coraggio alle truppe guidate da Luchino Visconti, che si avventarono sul nemico ed ebbero la meglio. Al termine degli scontri Lodrisio venne catturato e per ordine di Azzone fu rinchiuso nelle prigioni di San Colombano al Lambro.

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Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
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Pubblicato il 12 Aprile 2026
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