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Anche nel Legnanese la Lega piange Umberto Bossi: “Instancabile condottiero”

Bossi, 84 anni, fondatore della Lega Nord, è morto giovedì 19 marzo, dopo essere stato ricoverato in condizioni critiche il giorno precedente

Umberto Bossi (inserita in galleria)

Anche nel Legnanese il Carroccio piange Umberto Bossi, fondatore della Lega Nord morto giovedì 19 marzo all’età di 84 anni. Bossi era stato ricoverato in terapia intensiva all’Ospedale di Circolo di Varese mercoledì 18 marzo, in condizioni apparse subito critiche; ieri, poi, la situazione è precipitata e in serata il Senatùr è venuto a mancare.

«La Lega di Legnano piange la scomparsa di Umberto Bossi, fondatore del nostro movimento e instancabile condottiero di un’intera comunità politica e umana – è il messaggio di cordoglio della Lega di Legnano -. Con lui se ne va un uomo che ha saputo dare voce a milioni di italiani, interpretandone bisogni, identità e speranze. Il suo coraggio, la sua visione e la sua determinazione resteranno per sempre parte della nostra storia e della nostra azione. In questo momento di profondo dolore, ci stringiamo alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. La sua eredità politica e ideale continuerà a vivere nel nostro impegno quotidiano. Andremo avanti nel suo nome, nel solco del suo pensiero».

«La scomparsa di Umberto Bossi è per me innanzitutto un dolore umano, prima ancora che politico – è invece il ricordo del sindaco di Parabiago Raffaele Cucchi -. Perdiamo il fondatore della Lega, il Senatùr, ma soprattutto una persona che ha dedicato tutta la sua vita a dare voce a un Nord che allora non si sentiva ascoltato. Da ragazzo, a 18 anni, è stato il suo esempio a spingermi ad impegnarmi in politica: senza la sua intuizione e il suo coraggio io, oggi, non sarei sindaco e non avrei fatto questo percorso. Bossi ha avuto il merito di creare, partendo dalla Lombardia e dai territori, un movimento che ha cambiato per sempre la politica italiana, portando in Parlamento il tema dell’autonomia, del federalismo e della vicinanza concreta ai cittadini».

«Come ogni grande leader, ha avuto luci e ombre, ma nessuno può mettere in discussione il fatto che senza di lui la storia della Seconda Repubblica sarebbe stata diversa – aggiunge Cucchi -. Oggi il pensiero va anzitutto alla sua famiglia, ai militanti, a chi ha condiviso con lui battaglie, speranze, anche delusioni, ma non ha mai smesso di credere che la politica dovesse partire dai comuni, dalle province, dalle nostre comunità locali. A Umberto Bossi dobbiamo un “grazie” per averci insegnato che si può partire da un campanile di provincia e arrivare a cambiare il dibattito nazionale. Sta a noi, ora, portare avanti quelle idee di autonomia, responsabilità e buona amministrazione calandole nel presente, con rispetto per la sua storia e con lo sguardo rivolto al futuro».

lega nerviano umberto bossi

Sulla stessa linea l’ex sindaco di Nerviano Massimo Cozzi. « Il mio grazie a chi ci ha restituito l’orgoglio – sottolinea il consigliere leghista, che si fa interprete del pensiero della sezione di Nerviano del Carroccio -. Tutto è iniziato per me nel 1990. Ricordo ancora quel primo adesivo della Lega Lombarda, quel manifesto visto per strada e quelle parole che, per la prima volta, parlavano davvero di noi e della nostra gente. Mai avrei immaginato di fare politica nella vita, eppure Umberto ha avuto la forza di scuoterci l’anima. Mi ha insegnato che amare la propria terra non è un peccato, ma un atto di libertà; mi ha fatto scoprire l’orgoglio di essere lombardo. Quante notti passate a incollare manifesti e quanti chilometri macinati per un ideale. Se oggi la Lega esiste, e se io ne faccio parte da allora, è solo grazie alla sua visione e al suo coraggio. La riconoscenza è un dovere che non deve mai mancare: grazie Umberto, per averci dato una voce e per averci insegnato a camminare a testa alta! Buon viaggio Capo».

Cordoglio anche dal coordinamento di Fratelli d’Italia della provincia di Milano. «Con la morte di Umberto Bossi – sottolinea il presidente provinciale Guglielmo Villani, portando le condoglianze alla famiglia, alla segreteria milanese e Ticino della Lega, a dirigenti, militanti e a tutti coloro che «hanno condiviso il percorso politico» del Senatùr viene meno un protagonista indiscusso della politica italiana, capace di interpretare e dare voce a istanze che per lungo tempo erano rimaste ai margini del confronto nazionale. Bossi ha avuto l’intuizione, allora innovativa e dirompente, della necessità di incidere sul rapporto tra politica, partiti, istituzioni e territori, contribuendo ad aprire una riflessione che ancora oggi è centrale nel dibattito pubblico e istituzionale. Al di là delle appartenenze politiche, resta il segno di un impegno che ha saputo mobilitare energie, partecipazione e identità, lasciando un’impronta significativa nella storia della Repubblica».

 

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Leda Mocchetti
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Pubblicato il 20 Marzo 2026
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