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Il CdA della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate per la prima volta fuori sede: seduta straordinaria a La Tela

Tra le collaborazioni più recenti tra la banca e La Tela c’è anche il progetto editoriale dedicato alle vittime minorenni di mafia, realizzato con le scuole del territorio

cda BCC a La Tela

Per la prima volta nella sua storia centenaria, il consiglio di amministrazione della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate si è riunito fuori dalla sede sociale in una scelta dal chiaro valore di testimonianza. È accaduto martedì 24 febbraio all’osteria sociale La Tela di Rescaldina, bene confiscato alla criminalità organizzata e oggi gestito dalla cooperativa sociale omonima.

«Portare il nostro consiglio di amministrazione in un luogo che rappresenta una storia concreta di restituzione e impegno civile significa riconoscere il valore di realtà che generano coesione sociale e cultura della legalità, riaffermando il ruolo della banca come soggetto vicino alle comunità in cui opera – spiega il presidente della BCC, Roberto Scazzosi -. Per una banca cooperativa stare vicino al territorio non è uno slogan, ma un impegno concreto. Riunirci qui ha un valore ben più che simbolico. Significa affermare che solo la legalità può diventare lavoro, relazioni e crescita condivisa».

«La nostra presenza qui è anche un modo per riconoscere il lavoro fatto in questi anni – sottolinea il direttore generale della BCC, Roberto Solbiati-. La cooperativa ha dimostrato che è possibile coniugare sostenibilità economica e valore sociale. Sono esperienze che arricchiscono il territorio e con le quali è naturale costruire relazioni di lungo periodo».

Tra le collaborazioni più recenti tra la banca e La Tela c’è anche il progetto editoriale dedicato alle vittime minorenni di mafia, realizzato con le scuole del territorio, che testimonia la convergenza di intenti nella promozione della cultura della legalità. Alla fine del consiglio ci si è spostati a tavola, nella cena che ha seguito la riunione. È lì che Giovanni Arzuffi ha raccontato agli amministratori cosa significa davvero far vivere ogni giorno un bene confiscato. Il suo è un modo di fare antimafia concreto, quasi domestico, che lui stesso sintetizza con un’immagine semplice: pane e salame, «cioè bisogna darsi da fare». Così è nata una trattoria di resistenza civica e gastronomica in un territorio dove la presenza delle cosche è silenziosa ma reale. «La ’ndrangheta qui non si vede, ma c’è».

La militanza di Arzuffi passa soprattutto dal sociale: l’osteria dà lavoro anche a persone fragili, organizza cene al buio servite da camerieri non vedenti, propone prodotti provenienti da terreni confiscati, ospita laboratori artistici e incontri culturali. C’è una sala giochi dedicata ai figli dei clienti, intitolata ai gemellini Giuseppe e Salvatore Asta, vittime innocenti della mafia, segno di come memoria e quotidianità possano convivere senza retorica, tra piatti della tradizione e relazioni che crescono.

«La serata ci ha dato anche l’occasione di scoprire, per certi versi in modo inaspettato, alcuni prodotti locali che La Tela ha saputo scovare e rimettere al centro – conclude il presidente Roberto Scazzosi -. Sono esperienze che richiamano in modo molto concreto i principi del nostro statuto e dell’identità cooperativa: la legalità, la responsabilità verso la comunità e l’attenzione al territorio non sono concetti astratti, ma scelte che prendono forma nelle realtà che incontriamo e sosteniamo».

La storia dell’osteria sociale La Tela

L’osteria sociale del buon essere è nata sulle ceneri dell’ex Re Nove, locale sequestrato e poi confiscato alla ‘ndrangheta al timone del quale, attraverso una serie di prestanome, c’erano esponenti della locale di Mariano Comense. Nel 2011, poi, l’immobile era stato destinato al Comune di Rescaldina, che ha puntato sul progetto “Tutto il gusto della legalità” per farlo rinascere ottenendo da Regione Lombardia un finanziamento da 175mila euro.

Per l’assegnazione Piazza Chiesa aveva puntato su un bando, vinto da una cordata di associazioni capitanate dalla cooperativa sociale Arcadia, che aveva sottoscritto con il comune un contratto di comodato d’uso per sei anni, rinnovabile per altri sei. A fine 2015, quindi, la riapertura sotto la nuova insegna “La Tela”. Il locale, però, da subito aveva dovuto fare i conti con le difficoltà di portare avanti con tutti i crismi e i carismi un’attività di ristorazione. Tanto che per i primi due anni di esercizio l’osteria sociale era stata in passivo. Da marzo 2018 erano poi stati applicati una serie di correttivi che si sperava già da settembre avrebbero potuto riportare in pareggio i conti del ristorante, ma a fine estate era arrivato il passo indietro della cooperativa capofila, che aveva deciso di restituire le chiavi de La Tela al comune.

Il momento buio dell’osteria sociale era durato poco più di un anno: poi a fine 2019 – dopo due bandi, il primo dei quali andato deserto – in paese era tornato “tutto il gusto della legalità” e il locale lungo la Saronnese aveva riaperto i battenti. Nessuno allora avrebbe potuto prevedere che un nuovo stop sarebbe arrivato solo qualche mese dopo, ma la pandemia aveva stravolto (anche) i piani de La Tela, creando non poche difficoltà ad un locale appena risorto, ancora una volta, dalle sue stesse ceneri. Anche una volta passata la parentesi dello “stop & go” per ristoranti e bar, però, La Tela aveva dovuto continuare a fare i conti con non poche difficoltà, tra quelle lasciate dagli strascichi della pandemia e i rincari, anche considerando che si trattava di un locale che aveva ormai cinque decadi sulle spalle con attrezzature che avevano a loro volta già un quarto di secolo di storia da raccontare. Ora per La Tela i giorni più difficili sono ormai alle spalle, e l’osteria sociale è pronta a continuare a ricordare giorno dopo giorno alle mafie che restituire alla comunità quello su cui la criminalità organizzata ha messo le mani si può e si deve.

Nell’autunno 2025 è stato anche rinnovato per sei anni il contratto di comodato d’uso gratuito per l’immobile confiscato alla ‘ndrangheta sulla Saronnese.

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Pubblicato il 25 Febbraio 2026
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